autori, conferenza

Jean Piaget

venerdì 28 febbraio ore 17 – VIAGGIO NELLA COMUNITÀ DEI
SAPERI – ISTRUZIONE E DEMOCRAZIA

JEAN PIAGET, L’EDUCAZIONE IN RAPPORTO ALL’ATTIVITÀ COGNITIVA E ALL’APPRENDIMENTO –
A cura di Deanna Marescotti, Psicologa, Assessore Commercio, Attività Produttive, Formazione Professionale del Comune di Ferrara
Introduce Daniela Cappagli, curatrice del ciclo di incontri
“Lo sviluppo mentale è una costruzione continua, paragonabile a quella di un vasto edificio che a ogni aggiunta divenga più solido, o piuttosto alla messa a punto di un delicato meccanismo…”.
Psicologo, biologo, pedagogista e filosofo, Jean Piaget (Neuchâtel 1896 –Ginevra 1980) è considerato il fondatore dell’epistemologia genetica, dimostrò innanzitutto l’esistenza di una differenza qualitativa tra le modalità di pensiero del bambino e quelle dell’adulto. L’intelligenza, secondo Piaget, è strettamente legata alla capacità di adattamento all’ambiente sociale e fisico. Ciò spinge la persona a formare strutture mentali sempre più complesse e organizzate lungo lo sviluppo cognitivo che ha una origine individuale. Fattori esterni come l’ambiente e le interazioni sociali possono favorire o no lo sviluppo ma non ne sono la causa. Piaget fu Presidente della Commissione Svizzera dell’UNESCO e diresse il Bureau International d’Education dal 1929 al 1967. Nel 1955 fondò e diresse il “Centre International d’Epistémologie Génétique”.
A cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara
Annunci
Arte, poesia

Visual art

mercoledì 26 febbraio ore 17 – INCONTRO CON L’AUTORE

Maurizio Morselli – I PETALI DELL’ANIMA (Faust Edizioni, 2013)
Con la partecipazione dell’artista visivo ferrarese Maurizio Ganzaroli, che leggerà alcune poesie dell’Autore con l’ausilio di proprie opere, dalla pop art video ai minimetraggi
I petali dell’anima é una raccolta di poesie, scritta col cuore, che parla immediatamente al cuore. Con parole comuni, in cui non manca un’attenzione costante alle emozioni vecchie e nuove di una vita che procede, nella consapevolezza dei giorni che passano. La poesia è come rugiada per l’anima: rigenera e ristora, inquieta e accende, accomuna e isola, pone domande, crea assonanze, accarezza lo spirito. Ogni petalo-poesia, piccolo o grande, parla di un’anima viva che ascolta e guarda i propri sentimenti con fiducia e li racconta per condividere la gioia di essere vivi, tra persone amiche, sereni anche quando si è soli. Accettare la vita come viene con le sue sconfitte, le perdite, le gioie, i dolori ma rimanere se stessi, continuando a credere in qualcosa: è questo il messaggio.
Maurizio Morselli (Ferrara, 1962). Nel ’99 si avvicina alla Croce Rossa Italiana – Comitato Provinciale di Ferrara – come volontario e quindi 2001 viene assunto con la mansione di autista soccorritore. Il suo mondo è tutto nel volontariato: istruttore di primo soccorso; monitore di Croce Rossa (insegna il primo soccorso nelle scuole e alla popolazione); istruttore Manovre di Disostruzione vie aeree pediatriche (MDVAPED); coordinatore del “Progetto Bimbi”. Nel gennaio 2013 l’esordio editoriale con la silloge poetica Cosa ti aspetti dai sogni (Faust Edizioni).
conferenza, libri

Sufismo medievale

martedì 25 febbraio ore 17 – APPROFONDIMENTI

Paolo Urizzi – IBN ARABÎ TRA SANTITÀ E PROFEZIA
Introduce e coordina Marcello Girone Daloli
Paolo Urizzi, islamista, esperto di sufismo e autore di diversi saggi, presenterà il grande sufi medioevale Ibn Arabî soprannominato Al-Shaykh al-Akbar, “il più grande dei Maestri”. Il mistico andaluso, che viaggiò tutta la vita nel mondo arabo, è noto per aver difeso l’unità e l’universalità di tutte le forme religiose. Il suo insegnamento spirituale è articolato attorno alla concezione della wahdat al-wujûd, la dottrina dell’ unità dell’essere.
Paolo Urizzi nato in Italia nel 1951, ha studiato arabo e scienze islamiche all’università dell’Azhar al Cairo. Interessato alla Philosophia Perennis, ha fondato nel ’97 la rivista di studi metafisici e tradizionali Verba Perennia, organo dell’omonima associazione. Dirige una collana di testi del sufismo per conto de Il Leone verde Editore e collabora con l’Officina di Studi Medievali di Palermo, con la quale ha pubblicato la traduzione annotata del Kitab al-ta‘arruf di Kalabadhi (“Il sufismo nelle parole degli Antichi”). Tiene Masters sul sufismo e sulla mistica alla Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa presso l’Istituto di Scienze dell’Uomo di Rimini e sta organizzando un fondo di testi e di studi ibnarabiani presso la biblioteca della Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Ha pubblicato diversi saggi sul pensiero tradizionale con un’attenzione particolare verso quello di Ibn ‘Arabi.
conferenza, libri

Poesia antropologica

lunedì 24 febbraio ore 17 – presso Biblioteca Ariostea Via Scienze 17 Ferrara

IL PRESENTE REMOTO 2014 –
V EDIZIONE Conversazioni etno-antropologiche
UNA POESIA ANTROPOLOGICA. DIALETTO E IMPEGNO SOCIALE NELLE LIRICHE DI GIOVANNI TRIMERI – Presentazione del volume di poesie di Giovanni Trimeri, “Declinazioni imperfette” (Mobydick editore).

Roberto Roda dialoga con l’autore
Giovanni Trimeri vive nel bellunese e con la sua scrittura è da anni un testimone delle trasformazioni ambientali, sociali e antropologiche del Veneto. La sua poesia – diretta, a volte dura – propone un’interessante uso frammisto di italiano ed espressività dialettale e manifesta una sensibilità “sociale” di forte spessore. Si potrebbe affermare che la poesia trimeriana possiede un forte afflato “antropologico” Con “Declinazioni imperfette” egli è capace di parlare senza mai sfiorare la banalità, i luoghi comuni, le facili scorciatoie sentimentali che a volte la poesia contemporanea utilizza quasi per evitare un vero confronto con il lettore e con la realtà quotidiana. L’autore, invece, questo incontro- dialogo pare espressamente chiederlo a ogni riga del suo libro.
Giovanni Trimeri scrive principalmente poesie e brevi storie. Ha pubblicato volumi e una ventina di plaquette, la maggior parte con opere d’arte originali e a tiratura limitata. Compone testi per teatro di figura, rappresentati in Italia e all’estero. Si interessa di arte contemporanea ed in particolare di scrittura verbo-visiva. Ha partecipato a esposizioni collettive in Italia, Germania, Svizzera e Stati Uniti. Dal 1983 al 1993 è stato redattore di “Abiti-Lavoro, quaderni di scrittura operaia.” Suoi lavori sono presenti in antologie e riviste italiane e straniere.
Ciclo a cura di Roberto Roda, Centro Etnografico Ferrarese

Arte

L’informale in Italia

La Galleria civica di Modena inaugura sabato 22 febbraio alle 17.30 “L’Informale in Italia. Opere su carta dalla collezione della Galleria civica di Modena”, una mostra realizzata interamente con materiale proveniente dalle proprie raccolte e dalla collezione di Don Casimiro Bettelli, ceduta in comodato alla Galleria dalla curia modenese.
Curata dal direttore del museo Marco Pierini, promossa e organizzata dalla Galleria civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la mostra propone al pubblico più di cento disegni e incisioni dei massimi esponenti dell’Informale italiano in un arco cronologico compreso fra la metà degli anni Quaranta e la fine degli anni Sessanta.

La libertà d’espressione, il rifiuto delle norme – tanto quelle dettate dalla tradizione, quanto quelle ormai ridotte a formalismo stabilite dalle avanguardie storiche – e la forte componente esistenziale, condussero gli artisti di questa corrente a sperimentare tecniche, materiali e modalità espressive molto diverse tra loro. I risultati di questa incessante sperimentazione sono perfettamente leggibili anche nelle opere su carta, esiti spesso perfettamente compiuti e autonomi, piuttosto che abbozzi e appunti di carattere progettuale.
I principali orientamenti linguistici dell’Informale italiano sono ben rappresentati all’interno della collezione della Galleria civica, i cui fogli testimoniano il prevalere, di volta in volta, del segno, del gesto, della materia, dell’articolazione spaziale.

Allestito nelle sale superiori di Palazzo Santa Margherita, il percorso espositivo presenta una sala dedicata alla grafica di Alberto Burri, sempre innovativo e sorprendente per i materiali e le tecniche utilizzate, e una a Lucio Fontana, dove oltre a sette disegni di periodi e soggetti diversi, si possono ammirare numerose incisioni, comprese le splendide tavole realizzate per “Six contes de La Fontaine”, un libro di favole pubblicato nel 1964 e per “Apocalissi e sedici traduzioni” di Giuseppe Ungaretti, stampato nel 1965 in 150 esemplari.
La raccolta del disegno della Galleria civica di Modena possiede anche numerose testimonianze degli esordi, di stampo chiaramente informale, di artisti che nella fase matura del loro cammino seguirono strade diverse come Vasco Bendini, Concetto Pozzati e Claudio Verna. Fogli poco noti che, al pari dei lavori di artisti talvolta ingiustamente relegati ai margini della storiografia come Annibale Biglione o Mario Nanni, rappresentano forse uno dei maggiori motivi d’interesse di questo allestimento.
L’esposizione dedicata all’Informale in Italia è, infine, anche un modo per rileggere la storia della Galleria civica e quella del formarsi della sua collezione, dal momento che nel corso degli ultimi trent’anni sono state allestite dal museo modenese personali dedicate ad Accardi, Afro, Bendini, Fontana, Novelli, Peverelli, Pozzati, Scanavino, Scialoja e Turcato.

Tra gli artisti presenti in mostra si ricordano: Carla Accardi, Afro, Vasco Bendini, Annibale Biglione, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Mino Ceretti, Piero Dorazio, Lucio Fontana, Pinot Gallizio, Virgilio Guidi, Bice Lazzari, Leoncillo, Mario Nanni, Gastone Novelli, Cesare Peverelli, Concetto Pozzati, Bepi Romagnoni, Antonio Sanfilippo, Emilio Scanavino, Tancredi, Giulio Turcato, Emilio Vedova, Claudio Verna, Giuseppe Zigaina.

Nella foto: Leoncillo, senza titolo, 1958, Galleria civica di Modena

mostra L’Informale in Italia. Opere su carta dalla collezione della Galleria civica di Modena

curata da Marco Pierini

sede Palazzo Santa Margherita, sale superiori, corso Canalgrande 103, Modena

periodo 22 febbraio-13 aprile 2014

inaugurazione sabato 22 febbraio 2014, ore 17.30

visite guidate 23 febbraio ore 11.00, 8 marzo ore 15.30 (ingresso gratuito, senza prenotazione)

organizzazione e produzione
Galleria civica di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

preview per la stampa
giovedì 20 febbraio 2014, ore 11.30

orari mercoledì-venerdì 10.30-13.00 e 15.00-18.00; sabato, domenica e festivi 10.30-19.00.
Lunedì e martedì chiuso.

ingresso gratuito

biblioteca

Cinema e letteratura

Cinema e letteratura – ovvero la narrativa nei film
Il_postino Il rapporto tra cinema e letteratura è considerato da sempre come uno dei più rilevanti per la comprensione del nuovo mezzo di espressione (…) vi proponiamo in sala lettura adulti i film tratti dalle opere di narrativa, i libri tratti dai film e quelli dai quali sono stati tratti i soggetti cinematografici.

“Sull’avversione dei letterati di tradizione per il cinema, vale la pena di considerare come tipica, e in qualche modo estrema, la situazione che emerge dal panorama storico italiano. Dall’atteggiamento negativo degli intellettuali nostrani verso l’arte del film si salvano, nei primi decenni del secolo, i due grandi, Gabriele D’Annunzio e Luigi Pirandello. Il primo accettò infatti nel 1914 di ‘tradurre in dannunziano’ le didascalie del kolossal Cabiria (1914) di Giovanni Pastrone; e in una lettera espresse la convinzione che “nei trucchi sta la potenza vera e inimitabile del cine”, anticipando di molti decenni il primato degli effetti speciali. Quasi coeva fu l’apparizione (1916) del romanzo pirandelliano Si gira… (poi Quaderni di Serafino Gubbio operatore), il primo che osò affrontare le complesse tematiche inerenti al mezzo espressivo. Però l’esempio dei due maestri non fece proseliti; e furono invece numerosi i letterati che per decenni perseguirono il tentativo di toglier si dai piedi l’ingombrante e degradante decima Musa. Agghiacciante la dichiarazione di un intellettuale dell’autorevolezza di E. Montale, che in un’inchiesta giornalistica apparsa nel 1961 sul “Corriere della Sera” si espresse così: “Il cinema è fonte inevitabile di prostituzione e delinquenza”. Né si possono dimenticare le stroncature del cinema in generale e dei suoi artisti maggiori da parte di grandi firme della l.: G. Ungaretti paragonò Charlie Chaplin al drammaturgo G. Rovetta (in G. Viazzi, Chaplin e la critica, 1955), R. Bazlen (in Scritti, 1984) scrisse che Ladri di biciclette (1948, di Vittorio De Sica) era “il punto più basso in cui è caduta l’Italia” e irrise al capolavoro di Robert Bresson Un condamné à mort s’est échappé (1956; Un condannato a morte è fuggito).(…) Testo tratto da: http://www.parodos.it/letteraturacinema.htm

Tutti i titoli sono disponibili al prestito a domicilio.
Biblioteca Comunale Bassani – via Grosoli 42 (Barco) Ferrara

Comune di Ferrara
Servizio biblioteche e archivi
Biblioteca Comunale Bassani

fotografia

Fotogiornalismo e reportage

La Galleria civica di Modena inaugura sabato 22 febbraio alle 17.30 la mostra “Fotogiornalismo e reportage. Immagini dalla collezione della Galleria civica di Modena”, realizzata interamente con materiale proveniente dalle proprie raccolte.
Curata da Silvia Ferrari, promossa e organizzata dalla Galleria civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la rassegna propone al pubblico una significativa selezione di opere dalla raccolta di fotografia con un progetto incentrato sul fotogiornalismo e sul reportage.
Dopo lunghi anni di lavoro sulla fotografia artistica questo allestimento consente di compiere una ricerca che dà conto della fotografia considerata dal punto di vista del suo potenziale documentario e di testimonianza ed è l’occasione per mostrare la ricchezza del genere nella collezione che comprende alcuni dei nomi che hanno fatto la storia della fotografia di reportage a livello mondiale come Weegee, Henri Cartier-Bresson, Tim N. Gidal, Robert Capa, Werner Bischof, William Klein, oppure, per stare sul territorio italiano, Caio Mario Garrubba, Mario De Biasi, Gianni Berengo Gardin e Ferdinando Scianna.
Per la prima volta saranno esposte tutte assieme fotografie che illustrano momenti storici diversi di cui sono stati protagonisti fra gli altri Che Guevara, Fidel Castro, Konrad Adenauer, Bill Clinton e Nelson Mandela, oppure che documentano episodi cruciali, conflitti, viaggi, esplorazioni e indagini sociali come le drammatiche vicende del Cile durante la dittatura di Pinochet, la rivoluzione ungherese del ’56, la strage dei Watussi in Burundi nel ’64, la caduta del muro di Berlino.
Fra le immagini che documentano l’indagine sociale vanno ricordate una selezione dalla serie “Native Americans” di Adam Clark Vroman che racconta la vita quotidiana delle popolazioni indigene della zona di confine fra Messico e Stati Uniti d’America alla fine dell’Ottocento, alcuni scatti di Gianni Berengo Gardin dedicati alle comunità di zingari in Italia e alcuni ritratti di donne algerine costrette a farsi fotografare a volto scoperto per i documenti di identificazione durante la colonizzazione francese degli anni Sessanta. Il ritratto di una anziana donna scattato nelle Filippine nel 1976 porta la firma di Gina Lollobrigida.
Le fotografie ora presentate sono state in gran parte utilizzate in passato per essere pubblicate sulla stampa quotidiana o periodica, come le indicazioni manoscritte sul retro (misure, tagli da operare) testimoniano. Si tratta di oggetti, o se vogliamo, di strumenti, oggi totalmente caduti in disuso, radicalmente soppiantati dalla velocità d’esecuzione e di trasmissione delle immagini digitali e possono anche essere considerati come documento, o come la testimonianza di un tempo e di una pratica professionale oggi scomparsi.
Un’altra categoria di fotografie – tutt’oggi di attualità – nasce per essere esposta, sfugge quindi ai ritmi della comunicazione e si propone come opera a sé stante ed è rappresentata ad esempio da autori come Gianfranco Gorgoni, Melina Mulas, Aldo Soligno.

Tra i fotografi si ricordano: Andrea Annessi Mecci, Gianni Berengo Gardin, Werner Bischof, Édouard Boubat, Romano Cagnoni, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Mario De Biasi, Mauro Galligani, Marc Garanger, Caio Mario Garrubba, Paolo Gasparini, Tim N. Gidal, Gianfranco Gorgoni, Mark Greenberg, William Klein, Josef Koudelka, Alf Kumalo, Mimmo Jodice, Gina Lollobrigida, Giorgio Lotti, Mary Ellen Mark, Ramon Masats, Melina Mulas, Gregers Nielsen, John Phillips, Roger Pic, Sebastiao Salgado, August Sander, Daniel Schwartz, Ferdinando Scianna, Aldo Soligno, Adam Clark Vroman, Weegee.

Nella foto: John Phillips, Teheran, 1943, Galleria civica di Modena

mostra Fotogiornalismo e Reportage. Immagini dalla collezione della Galleria civica di Modena

curata da Silvia Ferrari

sede Palazzo Santa Margherita, sala grande, corso Canalgrande 103, Modena

periodo 22 febbraio-13 aprile 2014

inaugurazione sabato 22 febbraio 2014, ore 17.30

visite guidate 23 febbraio ore 11.00, 8 marzo ore 15.30 (ingresso gratuito, senza prenotazione)

organizzazione e produzione
Galleria civica di Modena, Fondazione Cassa di Rispamio di Modena

preview per la stampa
giovedì 20 febbraio 2014, ore 11.30

orari mercoledì-venerdì 10.30-13.00 e 15.00-18.00; sabato, domenica e festivi 10.30-19.00.
Lunedì e martedì chiuso.

Arte

Vermeer in mostra e in volume

VERMEER
L’opera completa


In occasione della mostra a Palazzo Fava, a Bologna, vi riproponiamo il volume dedicato all’opera completa di Johannes Vermeer, il grande maestro della pittura olandese del Seicento , edito per le monografie d’arte di Silvana Editoriale. Nato a Delft (1632-1675), Vermeer resta una figura evanescente, affidata a poche opere di sicura attribuzione e a notizie biografiche ancora più scarse. Quando morì – negli anni di grave crisi finanziaria del paese – lasciò alla moglie e ai figli ben poco denaro e numerosi debiti. La sua opera, completamente caduta nell’oblio per quasi due secoli, fu riscoperta solo alla fine dell’Ottocento, innescando tra l’altro una notevole produzione di falsi d’autore e divenendo poi, nell’ultimo secolo, un fenomeno culturale unico, ispirando film e romanzi, mostre di successo e riscuotendo una grande attenzione critica.

Le sue tele dipinte a olio , frutto di un lavoro lento e accurato, vedono spesso protagonisti uomini e donne della classe media intenti nelle loro faccende, del tutto indifferenti al nostro sguardo, e incantano ancora oggi per la sapiente resa fotografica, la vividezza e la qualità dei colori: nonostante il costo proibitivo, ad esempio, Vermeer non rinunciò mai al blu oltremare ottenuto dal lapislazzulo, che conferiva ai suoi quadri una tonalità e una purezza ancora oggi inconfondibili. La sua apparente oggettività fotografica, esemplificata dalla rappresentazione degli interni – concepiti come veri e propri set cinematografici, nei quali ogni oggetto appare dotato di una propria materialità e vita autonoma – si unisce ad una capacità unica di generare nello spettatore sensazioni e inquietudini, domande e attese continuamente rinnovate e irrisolte.

Renzo Villa (Torino, 1948), autore del volume, è uno storico e saggista affermato; sulla cultura figurativa nel mondo fiammingo ha scritto saggi nei cataloghi delle mostre Rubens e i fiamminghi (Como, 2010) e La Dinastia dei Brueghel (Como, 2012).

Scheda del volume


Seguici su 
Facebook

IL VOLUME

VERMEER
L’opera completa

di Renzo Villa

Formato: 24 x 28

Pagine:
160

N. illustrazioni: 80 a colori

Rilegatura: brossura con alette

Anno pubblicazione:
2012

Lingua:
ed. italiana

ISBN/EAN:
9788836624119

Prezzo:
28,00 Euro

Vermeer sarà celebrato dall’8 febbraio al 25 maggio 2014 in un’importante mostra a Palazzo Fava, a Bologna.

 

Tutti i volumi Silvana Editoriale
possono essere acquistati comodamente da casa
e in qualsiasi momento
attraverso il nostro sito www.silvanaeditoriale.it

conferenza

Manoscritti rari

giovedì 20 febbraio ore 17 – LIBRI PREZIOSI IN ARIOSTEA

LA “GERUSALEMME” ILLUSTRATA – A cura di Mirna Bonazza, responsabile Manoscritti e Rari – Biblioteca Comunale Ariostea
La conferenza fornirà un panorama dei codici della “Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso posseduti dalla Biblioteca Ariostea e in particolare del codice N. A. 4, prezioso manoscritto copiato da Orazio Ariosti che ha apposto anche gli ‘argomenti’ dei singoli canti, e adornato dai disegni ad acquerello monocromo del pittore Domenico Mona.
Al centro della conferenza sarà la ricostruzione dei rapporti fra i diversi artefici di questo straordinario esemplare.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea
libri

Presentazioni librarie

Mercoledì 19 ore 18.00: Clara Sanchez presenta: Le cose che sai di me
Giovedì 20 ore 18.00: Paolo Crepet presenta il libro: Impara a essere felice
Venerdì 21 ore 17.30: Carlo e Ghila Pancera presentano: Il viandante e lo sciamano. Diario di viaggio e formazione tra le Ande dell’Ecuador
Sabato 22 ore 17.30: Federica Lisi Bovolenta presente il libro: Noi non ci lasceremo mai. La mia vita con Bovo
Ferrara – Ibs.it boohshop – Palazzo di San Crispino – Piazza Trento Trieste
http://www.ibs.it/libreria/ferrara/fe.html
Ingresso: libero