Arte

Disegni in collezione

La Società di Santa Cecilia per il Gabinetto Disegni e Stampe
della Pinacoteca Nazionale di Bologna

Bologna, Pinacoteca Nazionale 7 dicembre 2013 – 23 marzo 2014

opening: 6 dicembre 2013 ore 18.00

La Società di Santa Cecilia, Amici della Pinacoteca Nazionale di Bologna, tra il 2011 e il 2013 ha donato al Gabinetto Disegni e Stampe della Pinacoteca di Bologna tre disegni che vanno ad arricchire la ricca collezione di grafica del Museo: un foglio a tempera con l’Allegoria della guerra, memoria del cammeo realizzato nella volta della sala della Pace e della Guerra a palazzo Milzetti a Faenza; un disegno a matita rossa di Giuseppe Maria Mitelli preparatorio per l’acquaforte datata 1710 intitolata Li cinque sentimenti alla moda, ed infine un disegno sempre a matita rossa di Angela Teresa Muratori preparatorio per la pala raffigurante l’Annunciazione realizzata intorno al 1700 per la chiesa della Santissima Trinità di Bologna.

L’esposizione dei disegni, affiancata dalla presentazione dell’acquaforte di Giuseppe Maria Mitelli gentilmente concessa in prestito dalle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione della Cassa di Risparmio in Bologna, verrà inaugurata in Pinacoteca dal Soprintendente Luigi Ficacci il 6 dicembre 2013 alle ore 18,00, mentre nei mesi a seguire, sino alla chiusura della mostra, verranno realizzate delle conferenze volte a presentare ognuno dei disegni donati, oltre che a mettere in luce l’attività della Società di Santa Cecilia anche in relazione alla donazione di dipinti.

Lo spazio espositivo espressamente realizzato in questa occasione grazie al contributo della Società di Santa Cecilia, permetterà di realizzare in futuro esposizioni a rotazione del materiale del Gabinetto Disegni e Stampe della Pinacoteca Nazionale di Bologna, consultabile per motivi conservativi solo su richiesta.

Durante la presentazione sarà possibile effettuare riprese fotografiche e video.

Per informazioni, o per ricevere materiale fotografico di alta qualità, contattare Elena Rossoni
tel. 051 4209444 – cell. 349 3636477
email: elena.rossoni@beniculturali.it

Scarica comunicato stampa 

Calendario degli eventi:

6 dicembre 2013, ore 18.00 Inaugurazione
Luigi Ficacci
La Società di Santa Cecilia per la Pinacoteca Nazionale di Bologna

18 gennaio 2014, ore 16.30
Maria Pace Marzocchi
Dipinti bolognesi ed emiliani dalla Società di Santa Cecilia alla Pinacoteca Nazionale

8 febbraio 2014, ore 16.30
Elena Rossoni
Moda, musica danza ed altro ancora ne Li cinque sentimenti alla moda di Giuseppe Maria Mitelli

8 marzo 2014, ore 16.30
Angelo Mazza
Angela Teresa Muratori “inclinata al suono, al canto e alla pittura”. Un disegno per la Pinacoteca Nazionale

22 marzo 2014, ore 16.30
Luigi Ficacci
Felice Giani, palazzo Milzetti e l’Allegoria della guerra

La Società di Santa Cecilia

La Società di Santa Cecilia, che prende il nome dal capolavoro “bolognese” di Raffaello, nasce, per iniziativa di Andrea Emiliani, dalla volontà di un gruppo di simpatizzanti che intorno al 1990 inizia a sostenere la Pinacoteca di Bologna con l’intento di valorizzare e diffondere la cultura artistica legata al suo ingente patrimonio. Perfezionata giuridicamente nel 2002, l’associazione nel corso della propria attività ha concorso a restauri, sostenuto ricerche e studi, patrocinato manifestazioni espositive e pubblicazioni, ha organizzato visite e conferenze per gli amici e fornito costante supporto alle iniziative istituzionali.

Ha inoltre contribuito alle acquisizioni della Pinacoteca favorendo le donazioni di soci e di sostenitori che hanno arricchito le raccolte con dipinti dei Carracci, di Guercino,
Reni, Cesi, Albani, Crescimbeni. La stessa Società ha poi reperito e donato opere significative per la storia dell’arte cittadina, come il bozzetto di Antonio Balestra per la pala, perduta, della chiesa di Sant’Ignazio.

In questa occasione vengono presentati gli ultimi acquisti, compiuti dall’associazione nel 2011 e nel 2013 per il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe: tre opere su carta che testimoniano della produzione grafica di tre artisti che, per motivi tra loro estremamente diversi, contraddistinguono la cultura figurativa emiliano-romagnola nell’arco di quasi due secoli.

Consiglio direttivo 2012-2015
Presidente Fabia Farneti, Vice Presidente Maria Pace Marzocchi, Consiglieri Silvia Camerini, Valentina Camorani Scarpa, Giorgio Forni, Vincenza Riccardi Scassellati Sforzolini, Andrea Santucci.

Sede
Società di Santa Cecilia, via delle Belle Arti 56, 40126 Bologna
cellulare 3400902664
email santacecilia.bo@libero.it

Angela Teresa Muratori (Bologna 1661 – 1708), Annunciazione
Matita rossa su carta avorio, mm. 200×180
Acquisizione 2013, inv. 32516

Angela Teresa Muratori fu una pittrice bolognese che svolse un’intensa attività sia come esecutrice di opere di propria invenzione sia come copista di dipinti della grande tradizione bolognese del Seicento. Grazie alla sensibilità del padre, essa ricevette un’educazione musicale oltre che pittorica, tanto da divenire anche compositrice di cantate e oratori. Forse il suo essere donna la mise nella condizione di non poter diventare completamente artista autonoma, essendo essa passata dalla bottega del pittore Emilio Taruffi, dove rimase sino al 1696, a quella di Lorenzo Pasinelli ed infine, dopo la morte di quest’ultimo nel 1700, quando aveva già 38 anni, a quella di Giovan Gioseffo Dal Sole. Intorno al 1700 realizzò un dipinto per la chiesa della Santissima Trinità di Bologna raffigurante l’Annunciazione, da ritenersi opere autografa dell’artista malgrado Gian Pietro Zanotti la considerasse realizzata in collaborazione col maestro Giovan Gioseffo. Questo foglio a matita rossa, che una scritta riferiva erroneamente a Donato Creti, costituisce disegno preparatorio per la medesima pala e rappresenta un raro esempio della produzione grafica della pittrice.

Giuseppe Maria Mitelli (Bologna 1634 – 1718), Li cinque sentimenti alla moda 
Matita rossa su carta avorio ingiallita; mm 220 x 571
Acquisizione 2013, inv. 32515

Giuseppe Maria Mitelli (Bologna 1634 – 1718), Li cinque sentimenti alla moda
Acquaforte, mm 133×528
Bologna, Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione della Cassa di Risparmio in Bologna

Li cinque sentimenti alla moda è un’acquaforte datata 1710 realizzata da Giuseppe Maria Mitelli, artista noto soprattutto come prolifico produttore di incisioni dedicate a svariati argomenti che spaziano dalla riproduzione di dipinti dell’arte bolognese, all’illustrazione di tesi universitarie, alla realizzazione di temi legati ai proverbi, alle osterie, ai cortei, alle processioni ed ai giochi.
L’inedito disegno preparatorio a matita rossa mostra il processo creativo dell’artista che, definiti i soggetti da raffigurare, ne offre una propria interpretazione scritta che sottolinea il loro contesto mondano. La tradizionale raffigurazione dei cinque sensi si anima così di un gustoso rimando alla cultura dell’epoca, a quelle attività “oziose” che tra concerti, danze, profumi, parrucche e cene poco composte dovevano far parte del vivo mondo cittadino. Ogni scena è contrassegnata dalla scritta relativa al rispettivo organo di senso, raffigurato anche in forma iconica, secondo una tipologia caratteristica dell’artista, ben noto anche come esecutore di rebus.
Presso la Pinacoteca, a fianco del disegno, viene esposta l’incisione gentilmente concessa in prestito dalle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione della Cassa di Risparmio in Bologna.

Felice Giani (San Sebastiano Curone 1758 – Roma 1823), Allegoria della guerra
Tempera su carta, mm 188×310
Acquisizione 2011, inv. 32167

Nella vasta e straordinaria decorazione di palazzo Milzetti a Faenza realizzata tra il 1802 e il 1805 da Felice Giani su commissione del conte Francesco Milzetti figura una stanza detta della Pace e della Guerra, chiamata anche di Annibale in quanto presenta al centro la raffigurazione del giovane condottiero accompagnato dal padre davanti all’altare a giurare odio eterno ai romani. Ai lati, attorniati da un vasto ornato a grottesche, compaiono due cammei con il Trionfo della pace e il Trionfo della guerra. Quest’ultima scena è quella raffigurata nel foglio, una sorta di memoria probabilmente destinata al collezionismo dell’epoca, dove Giani si diverte ad evocare il proprio cognome attraverso la scritta presente sul tempio. La pittura, quasi ad effetto di abbozzo, simula la velocità dell’invenzione e rispecchia i vivaci colori che compaiono nella volta della sala.
Il disegno integra per tecnica e tipologia la consistente raccolta di opere di Felice Giani della Pinacoteca Nazionale, composta da diversi fogli realizzati ad inchiostro, bistro o acquerello e da un taccuino disegnato a matita nera, contribuendo a testimoniare in collezione l’attività di uno dei principali protagonisti della stagione neoclassica che a palazzo Milzetti, attuale sede del Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna, realizzò uno dei suoi capolavori.

 

 

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