conferenza

Conferenze alla Ariostea

martedì 22 ottobre
ore 17
Biblioteca Ariostea, Via Scienze 17, Ferrara
Paolo Sturla Avogadri
FERRARA 1333: LA VITTORIA DIMENTICATA
Il 14 Aprile 1333, dopo oltre due mesi di cruento assedio, una grande vittoria
riconfermava in via definitiva la Signoria estense su Ferrara.
Infatti papa Giovanni XXII, secondo pontefice avignonese, che già mal
tollerava l’evoluzione ferrarese, dopo oltre due decenni di faide e faziosità
politiche, istigato dal Legato Apostolico Cardinale Bertrando del Poggetto
(Bertrand du Pouget) che vagheggiava la creazione di uno Stato Pontificio nell’
alta Italia, come ritorsione per l’invio di due contingenti armati a Modena (per
il recupero della città) e a Brescia, mosse alla conquista di Ferrara. Quel
mastodontico esercito, comandato dal Conte d’Armagnac e dal Cardinale del
Poggetto, era formato dalle truppe francesi, da quelle pontificie e quelle dei
Signori della Romagna (Da Polenta di Ravenna, Malatesta di Rimini, Manfredi
di Faenza e Ordelaffi di Forlì). Sfondata la resistenza alla Porta di San Pietro,
nella parte meridionale delle mura cittadine, i nemici dilagarono fino alla piazza
dove venne ingaggiato un sanguinoso combattimento (che gli storici definirono
“maximum proelium”) ma i ferraresi ed i loro alleati – in particolare la cavalleria
scaligera – li neutralizzarono brillantemente, facendo anche molti prigionieri e
fra questi anche il conte d’Armagnac che, per il suo riscatto furono pagati ben
50.000 fiorini d’oro.
A cura dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

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venerdì 25 ottobre ore 16,30
IL PRESENTE REMOTO 2013
Storie, immagini e libri
IL VALHALLA DIPINTO
Come le mitologie wagneriane hanno influenzato l’immaginario e le
arti visive fra l’Ottocento e il Duemila.
Riflessioni sull’immaginario di Roberto Roda
Nel 2013 ricorre il bicentenario della nascita di Richard Wagner, il grande
compositore tedesco.
La conversazione racconta come i costumi, le scenografie e soprattutto gli
illustrativi dipinti wagneriani di Ferdinand Leeke (1859-1972) hanno dato
forma a un immaginario mitologico, che ha finito per condizionare visivamente
illustrazione, cinema, fumetti…
Se Sigfrido continua a vestire di pelli animali, se le valkirie non possono
rinunciare agli elmi alati e se i guerrieri del nord continuano a indossare
improbabili elmi con le corna, una buona parte del merito non è ascrivibile alla
Storia, quella con la s maiuscola, ma all’immaginario ottocentesco. Questo
immaginario, avvalendosi delle musiche potenti del ciclo dell’Anello, fra valkirie
che galoppano tumultuose e dei al crepuscolo, ha travalicato l’Ottocento e mai
tradendo i propri connotati ha segnato grandemente la comunicazione
mediatica sino alla contemporaneità: dalle prime pubblicità liberty arriviamo ai
telefilm di Xena, la principessa guerriera prodotta da Sam Raimi.
A cura del Centro di Documentazione Storica del Comune di Ferrara

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