Argomenti vari

My age

ph Arianna Sanesi

“My Age”

laboratorio performativo site specific

con donne over 60

a cura di Silvia Gribaudi

dal 17 al 27 settembre 2012

negli spazi polivalenti del Senza Filtro a Bologna

Dal 17 al 27 settembre 2012il centro culturale Senza Filtro (via Stalingrado, 59 – Bologna), spazio bonificato dall’associazione Planimetrie Culturali, ospita My age, il laboratorio performativo site specific con donne over 60, a cura della coreografa Silvia Gribaudi.

Il laboratorio – aperto a tutte le donne che hanno superato il sessantesimo anno d’età – vede lavorare il gruppo già consolidato delle OVER 60, formatosi nel 2011 a Bologna durante Gender Bender Festival insieme alle nuove iscritte che accetteranno di lasciarsi coinvolgere in questa avventura. Questo laboratorio è un invito di partecipazione rivolto a tutte le donne orgogliose di aver superato i 60”dichiara la coreografa Silvia Gribaudi e prosegue: Sono alla costante ricerca di donne interessate all’arte performativa della danza in un’ottica di gioco, sperimentazione e consapevolezza. Un modo per dichiarare con libertà la propria identità e vivere al 100% la trasformazione del proprio corpoattraverso la danza.”

Consapevolezza del corpo ma anche allenamento della mente: il laboratorio prevede alcuni momenti di formazione e accompagnamento all’uso dei nuovi media, in particolare di internet. Uno spazio dedicato alle donne >60 che desiderano scoprire o conoscere meglio il mondo del web e dei social network. Il laboratorio dura 10 giorni, dal 17 al 27 settembre, ogni pomeriggio dalle 17.00 alle 19.00. Il costo di iscrizione al laboratorio è di 100,00 euro. La quota è comprensiva della tessera associativa annuale necessaria per accedere negli spazi del Senza Filtro che permette di usufruire dei servizi riservati ai soci: parcheggio gratuito interno, spazio Tata, wi-fi, etc. Per maggiori informazioni è possibile scrivere a: mariagrazia.canu@gmail.com oppure telefonare al: 377.2941216. Prenotazione obbligatoria entro il 10 settembre.

OVER 60nasce con un primo esperimento di danza performativa organizzato nell’ambito di Gender Bender Festival nel 2011, che invitò a Bologna la coreografa Silvia Gribaudi con “Non è mai troppo tardi”, un progetto di danza contemporanea dedicato a donne over 60, che si concluse con uno spettacolo al MAMbo, il Museo di Arte Moderna della città. In seguito a questa prima esperienza – grazie alla determinazione e al sostegno di un gruppo di signore bolognesi over ’60 – il lavoro continua oggi negli spazi polivalenti del Senza Filtro (attualmente il gruppo si auto-finanzia e lo spazio è concesso gratuitamente) con l’obiettivo di costruire un nuovo progetto attraverso incontri mensili per donne over ’60 interessate all’arte performativa della danza. OVER 60 nasce da un’idea della coreografa Silvia Gribaudi in collaborazione con la curatrice Mariagrazia Canu e la volontà delle signore: Albertina Malferrari, Anna Zoli, Daniela Ceccarelli, Daniela Gottarelli, Fiorinda Marro e Rosaria Venditelli.

BIO SILVIA GRIBAUDI

Performer e coreografa, Silvia Gribaudi è vincitrice del premio pubblico e giuria GD’A Veneto 2009, selezionata nel 2010 in Aerowaves Dance Across Europe , finalista premio equilibrio nel 2013 è ospite in numerosi festival nazionali ed internazionali tra cui nel 2009 alla Biennale di Venezia e nel 2012 alll’Edinburgh Fringe Festival. Nel 2012 collabora con il coreografo israeliano Sharon Fridman e inizia progetti art in action sui diritti umani con Anna Piratti, artista visiva padovana. Segue progetti artistici di ricerca sostenuti da: Operaestate Festival Veneto,The Place(UK),Dansateliers (NL), Dansescenen (DK), Pasoa 2-Certamen Coreogràfico de Madrid (ES),Dance Week Festival (HR), Circuit Est Montreal, The dance centerVancouverNederlanse Dansdagen-Maastricht, Dance House Lemesos. Collabora con importanti attori, scrittori e coreografi italiani. ha lavorato con Roberto Castello per la trasmissione “Vieni via con me” Roberto Saviano e FabioFazio-Rai3, compagnia Aldes.

Roger Salas dice di lei su El Paìs: Silvia Gribaudi es una artista singular que cultiva el feísmo y un humor ácido; su llamativo físico ya va a contracorriente”.

INFO:

http://www.planimetrieculturali.org

www.silviagribaudi.com

FB: Senza Filtro

FB: Over 60


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illustrazione

20 copertine in mostra

BUONA LA PRIMA!
20 copertine riuscite giudicate da chi se ne intende

a cura di Stefano Salis

Artelibro Festival del Libro d’Arte
6-22 settembre 2013
Biblioteca Salaborsa, Piazza Coperta
Piazza Nettuno 3, Bologna


Inaugura venerdì 6 settembre nella Piazza Coperta della Biblioteca Salaborsa di Bologna la mostra BUONA LA PRIMA! 20 copertine riuscite giudicate da chi se ne intende a cura di Stefano Salis e promossa da Artelibro Festival del Libro d’Arte in collaborazione con Istituzione Biblioteche del Comune di Bologna – Salaborsa e AIE – Associazione Italiana Editori, e con il contributo di librerie.coop.

Un gruppo di esperti, selezionati tra coloro che si occupano per professione di grafica, comunicazione visiva, editoria, hanno selezionato 20 copertine italiane uscite da settembre 2012 a settembre 2013 senza limitazioni tra fiction, manuali, saggi, arte, illustrati. L’unico vincolo formale che è stato chiesto ai “giudici” è stato quello di considerare la qualità della copertina: non la bellezza, non l’estetica fine a se stessa, meno che mai il contenuto del libro, ma proprio il risultato finale concreto e tangibile, nella sua matericità, e nella sua “funzione” di copertina di un libro.

20 i giudici coinvolti, tutti esperti, tutti addetti ai lavori, anche se in diversi modi, e con esigenze differenti. C’è chi nota l’illustrazione, chi la perspicuità del progetto grafico, chi la possibilità di resa commerciale, senza dubbio uno degli elementi guida in una copertina. Il risultato è una mostra che non punta sull’astratta grafica editoriale, ma sugli oggetti concreti come sono le copertine dei libri, per far vedere come funzionano, come si costruiscono, si pensano e come interagiscono con i fruitori.

BUONA LA PRIMA! è la prima tappa di un progetto che coinvolgerà analoghe indagini sulle copertine storiche e di libri pubblicati all’estero.

Le 20 copertine italiane finaliste sono visibili sul sito di Artelibro (www.artelibro.it), ma ai visitatori della mostra sarà data la possibilità di votare la propria copertina preferita, attraverso una scheda compilabile in loco.

Il “Premio della critica” è stato assegnato alla copertina dell’edizione Tennis di John McPhee (Adelphi), scelta da due esponenti della giuria di esperti, e citata da altri quattro di loro.

La mostra è stata realizzata con la partecipazione dei giudici: Marco Belpoliti, Alice Beniero, Enza Campino, Francesco M. Cataluccio, Maurizio Ceccato, Matteo Codignola, Marzia Corraini, Riccardo Falcinelli, Beppe Finessi, Andrea Kerbaker, Alberto Lecaldano, Italo Lupi, Maria Grazia Mazzitelli, Federico Novaro, Domenico Rosa, Stefano Salis, Marco Sammicheli, Guido Scarabottolo, Leonardo Sonnoli, Olimpia Zagnoli.

Le copertine finaliste:

– Kyle Gann, Il silenzio non esiste, ISBN, Milano
– Hakan Nesser, La rondine, il gatto, la rosa, la morte, Guanda, Milano
– Maurizio De Giovanni, Il metodo del coccodrillo, Mondadori, Milano
– Virginia Woolf, Freshwater, Nottetempo, Roma
– Nicolò Pellizzon, Lezioni di anatomia, Grrrzetic, Genova
– Philip Hoare, Il Leviatano, Einaudi, Torino
– Collana Classici Bur, Milano
– Luciano Canfora, Il mondo di Atene, Laterza, Roma-Bari
– Henry Miller, Opus pistorum, Feltrinelli Ue, Milano
– Zygmunt Bauman, Danni collaterali, Laterza, Roma-Bari
– Timur Vermes, Lui è tornato, Bompiani, Milano
– John McPhee, Tennis, Adelphi, Milano
– Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia, Einaudi (Super ET), Torino
– Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe, Caratteri Mobili, Bari
– Kim Leine, Il fiordo dell’eternità, Guanda, Milano
– Dino Baldi, Marina Ballo Charmet, Oracoli, santuari e altri prodigi, Quolibet Humboldt, Macerata
– Concita De Gregorio, Io vi maledico, Einaudi, Torino
– Reversibility, Mousse Publishing, Milano
– Andrea Moro, Parlo dunque sono, Adelphi, Milano

BUONA LA PRIMA! 20 copertine riuscite giudicate da chi se ne intende
Promossa da Artelibro Festival del Libro d’Arte in collaborazione con Istituzione Biblioteche del Comune di Bologna – Salaborsa e AIE – Associazione Italiana Editori, e con il contributo di librerie.coop
Biblioteca Salaborsa
Piazza Nettuno 3, Bologna
6-22 settembre 2013
orari: martedì-venerdì ore 9.00-15.00
 | sabato, domenica e festivi ore 10.00-18.30 | lunedì chiuso
ingresso gratuito

http://www.artelibro.it/blog/2013/06/18/artelibro-2013-buona-la-prima/

Primo piano

Insegnanti

fonte Balcani e Caucaso

 

Il discorso di una professoressa di lingua serba – ai suoi studenti che si laureano – scuote il dibattito nell’intera regione. Cosa significa insegnare, cosa essere professori? Le parole della professoressa, il commento di Božidar Stanišić

Fino al mese di luglio di quest’anno il nome della quarantacinquenne professoressa Rajna Dragićević (nata nel 1968) era conosciuto a Belgrado, in Serbia e altre regioni dell’ex Jugoslavia solo nel contesto degli studi linguistici. Rajna Dragićević, che alla facoltà di Filologia di Belgrado, insegna lingua serba, lessicologia, storia della lessicografia e lessicografia pratica, è infatti autrice di oltre cento contributi scientifici, varie monografie, manuali per gli studenti liceali e universitari.

Invitata alla festa dei laureandi della sua facoltà ha tenuto un discorso agli studenti. Il giorno dopo alcuni di loro ne hanno portato il testo al quotidiano belgradese Blic che l’ha pubblicato integralmente. La riflessione di Dragićević sul ruolo degli insegnanti (con una particolare attenzione ai temi etici), della scuola e della cultura in Serbia ha suscitato delle reazioni diverse sia nel paese, che, inaspettatamente, nell’intera Regione.

Il discorso

“Cari studenti, stimati colleghi, cari laureandi

nello stesso giorno della vostra festa di laurea sono stati rinviati gli esami per la licenza ginnasiale perché i test sono stati illegalmente pubblicati. E’ solo una delle manifestazioni del crollo del nostro sistema educativo e del sistema sociale a tutti i livelli.

Arrivando alla vostra festa, osservandovi così ben vestiti, sorridenti, giovani e pieni d’energia positiva, mi chiedevo se riuscirete a mantenere il vostro ottimismo anche dopo la laurea e quando vi confronterete con i bassi stipendi, con il mancato rispetto della vostra professione di insegnanti, con studenti abbastanza disinteressati, con i loro genitori sempre disposti a dare ragione ai propri figli (anche se così li danneggiano), con le varie pressioni, con il disprezzo.

Molte cose attorno a voi uccideranno la vostra motivazione. Tuttavia, se chiedete la mia lista delle professioni più alte, io metto nell’ordine: professore, medico, avvocato, giudice, ingegnere e, ripeto ancora, professore. Se chiedete a tutti i genitori del mondo che mestiere vorrebbero per i loro figli, vi risponderanno con le medesime parole.

I vari analfabeti e semianalfabeti che oggi si considerano facilmente manager, le conduttrici e i conduttori di trasmissioni che, sebbene ignoranti, pretendono di essere giornalisti e i cantanti di turbo-folk che si immaginano artisti, per non parlare di vari art director, consulenti finanziari, product designer, back office amministratori.

Dietro i sonori nomi di queste professioni spesso si nascondono truffatori che, non riuscendo a stare al passo con i tempi richiesti dallo studio universitario, pensano che la stima si possa ottenere più in fretta e cambiano professioni come se fossero calze sporche”.

Non dimenticate che un professore, un medico o un giudice non può autoproclamarsi tale.

Siate orgogliosi della vostra professione che si pratica solo con uno studio perseverante e diligente, con l’autocontrollo, lavorando notte e giorno, rinunciando a molte cose. Non permettete a vari titolari di ristoranti, imprese, aerei privati, case di lusso, persone arroganti, vanitose e autoreferenziali che vi tengano lezioni sul successo.

Non permetteteglielo perché VOI SIETE PROFESSORI, e loro sono solo proprietari di metri quadrati!

Tentano di svalutare il vostro lavoro. Tenete presente che voi siete i custodi della dignità della vostra professione. Il titolo di professore viene acquistato con molto impegno e bisogna fare altrettanta fatica continuando ad investire nel sapere su cui tale titolo si fonda. Rendete conto del vostro comportamento anche fuori della scuola, riflettete sul vostro modo di vestirvi, di mettervi in relazione con i colleghi, con gli studenti e con i loro genitori.

Se vi umiliate ai vostri stessi occhi, sarete osservati con disprezzo anche dagli altri. Siate orgogliosi e convinti del vostro ruolo, decisi nell’intenzione di studiare per tutta la vita perché voi siete PROFESSORI!

Vogliate bene ai vostri studenti. Fate emergere ciò che in loro è nobile, anche se non ne sono coscienti, anche se lo hanno nascosto a se stessi. Alzate il livello della loro autostima. Non regalate loro mai i voti ma fate continuamente in modo che i loro risultati possano migliorare. Riconoscete e stimate il loro impegno. Fate capire che possono avere successo se studiano. Non spegnete la loro volontà.

L’autorità di un insegnante non si conquista con la severità eccessiva, né con il potere arbitrario ma con la giustizia, nella reciproca condivisione. Lodate i migliori perché in questo modo anche gli altri troveranno degli stimoli. Date l’occasione a tutti di essere i migliori, almeno qualche volta.

Non siate i compagni dei vostri studenti. Non avvicinatevi a loro come se lo foste. Costruite voi le regole, i confini e i fili da tenere in mano in aula. Loro sono studenti, VOI SIETE I PROFESSORI!

Non dimenticate che la vostra materia (la lingua e letteratura serba, ndt.) è al primo posto nel registro di classe e che con i vostri studenti passerete più tempo dei vostri colleghi. La vostra influenza sarà più importante. Siate coscienti di questa responsabilità. Come professori di lingua serba, voi siete i custodi della nostra lingua e della nostra cultura.

Insegnate ai vostri studenti ad amare il proprio paese. Spesso si sente che i professori consigliano ai loro migliori studenti di emigrare quanto prima possibile. Il buon successo negli studi è considerato il miglior lasciapassare per andarsene dalla Serbia. Proviamo a capovolgere la prospettiva! Fate vedere agli studenti migliori che proprio loro potranno aiutare la convalescenza del paese perché possa diventare un buon luogo per vivere. Non permettete loro di andarsene, né di lasciare il paese nelle mani di persone non degne.

Dite ai vostri studenti che l’impegno della loro vita è la lotta contro il fango in cui stiamo affondando. Proponete loro il significato della responsabilità civile perché si convincano che nessuno tranne loro potrà ripulire questo paese. Se vi impegnate, vedrete che vi ascolteranno – VOI SIETE I PROFESSORI!

Siate certi che i semi di tutte le riforme economiche, politiche, culturali e morali di questo paese potranno germogliare non solo in famiglia, ma anche nella vostra aula, proprio nelle lezioni di lingua e letteratura serba! Perciò impegnatevi ad essere un modello per i vostri studenti.

Andate alla guerra contro tutte le attricette, gli sponsor falsi, i magnati, gli uomini d’affari e vinceteli.

Voi dovete diventare il loro punto d’orientamento, il faro della loro vita! Per quella guerra avete ogni giorno quarantacinque minuti. Non sono pochi. Vincerete se tutti gli argomenti da insegnare saranno presentati in modo interessante, fresco, emozionante. Otterrete il successo solo se conoscete molte cose, se amate il vostro lavoro e se vi dedicate al vostro impegno.

Gli studenti sono in grado di riconoscerlo in modo infallibile. Non fate caso alla poca preparazione dei vostri colleghi, al fatto che molti non fanno nulla e sono pagati lo stesso, non fate caso al marciume attorno a voi e non arrendetevi. Che la vostra lezione sia un’oasi nel deserto, il punto di luce nel buio, un granello di senso nell’assurdo.

Voi avete una missione: se riuscite a riconquistare l’autorità della scuola e del sapere (che non si possono raggiungere con nessuna legge ma con l’entusiasmo degli insegnanti) tutte le barriere che ostacolano la vita migliore in Serbia cadranno a effetto domino. Dalla lezione di lingua serba alle riforme economiche! Dalla lezione di lingua serba alla lotta contro la corruzione! Dalla lingua serba all’universo!

Il vostro potere è immenso e il vostro compito è di portata strategica. In ciò consiste la differenza fra voi e vari manager, consulenti, coordinatori, amministratori, ricchi proprietari di aziende e altri venditori di nebbia. Nelle loro mani ci sono progetti, aziende, aerei e camion, nelle vostre è il futuro di questo paese. Non dimenticate mai – VOI SIETE I PROFESSORI”.

I commenti

Il discorso della professoressa Dragićević in realtà è un invito alla resistenza contro i valori falsi presenti nella società serba piena di contrasti sociali e culturali. Chi conosce la realtà di altre parti dell’ex Jugoslavia potrebbe facilmente togliere l’aggettivo ‘serba’ e aggiungerne un altro, ad esempio bosniaco-erzegovese, montenegrina e così via.

Il dibattito sull’argomento (più ricco sulle pagine web, dove hanno partecipato migliaia di persone, che sui giornali) ha mostrato che la maggioranza dei cittadini non ha dimenticato quali siano i valori di una società civile. Da anni impotenti, rassegnati e scoraggiati dalla dominazione sociale ed economica della classe dei nuovi ricchi, dall’onda della subcultura e delle sue varianti turbo-folk , molti cittadini della Serbia hanno reagito positivamente a questo discorso (nei sondaggi oltre il 70% ha riconosciuto il ritorno ai valori basilari) sostenendo la riflessione della professoressa con un entusiasmo da tempo inaudito.

Le hanno dato sostegno anche Vuk Jeremić, attuale presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU, l’ex giocatore di pallanuoto Aleksandar Šapić, numerosi insegnanti liceali e universitari, fra cui anche il preside della sua facoltà la professoressa Aleksandra Vraneš…

Le accuse però non sono mancate. Qualcuno nel discorso di Dragićević ha rilevato snobismo culturale, qualcuno lo ha criticato perché sembra riservato a un élite (si tratta evidentemente di coloro che da anni non vedevano nulla di strano sia nella propria indifferenza alla situazione sociale, sia nell’ammirazione della subcultura dominante e, meravigliati dalla reazione inaspettata dalla maggioranza dei cittadini, non sapevano esprimere altro …)

Alcuni studenti si son espressi con la massima sincerità: “Volevamo già scegliere un altro mestiere…” E il discorso che parla chiaramente dei pilastri di una società civile – scuola, cultura, scienza, sanità, giustizia – è arrivato come una scossa positiva. Lo vivono anche come un invito alla lotta contro il provincialismo. “Un giorno voglio essere come lei, amare il lavoro di professore, motivare i miei studenti…” dice uno dei suoi studenti.

E un vecchio maestro, che non ha firmato il suo commento: “Figlia cara, ti bacio la mano…”

Alla fine mi chiedo quanto il discorso della prof.ssa Dragićević sia limitato alla sola Serbia e alla regione balcanica.

mostre

Premio Suzzara

Il Premio Suzzara, tra i più longevi in Italia dedicati all’arte contemporanea, fu ideato nel 1948 da Dino Villani con il sostengo del sindaco di Suzzara e di Cesare Zavattini. La giuria era composta non solo da galleristi, storici e critici d’arte ma anche da un operaio, un impiegato e un contadino, mentre i premi erano costituiti da prodotti della terra oppure delle mani operaie. La collezione di Suzzara coinvolge inizialmente grandi artisti realisti quali Renato Guttuso, Giuseppe Zigaina, Renato Birolli, Domenico Cantatore, Giulio Turcato, Antonio Ligabue e successivamente maestri contemporanei come Mauro Staccioli, Nicola Carrino, Giosetta Fioroni, Concetto Pozzati, Gianfranco Pardi, Gianni Colombo.

la 48° edizione del Premio Suzzara dal titolo LA TERRA SI MUOVE CON IL SENSO (in riferimento agli eventi sismici del maggio 2012) comprende la mostra Progettare il momento. Dell’effimero e del suo contrario che inaugura il 15 settembre 2013 con quattro interventi inediti di Mario Airò, Elisabetta Di Maggio, Eva Marisaldi e Liliana Moro, e il concorso ad invito RIGENERAZIONE che coinvolge gli artisti Paola Anziché, Sergio Breviario, David Casini, Ettore Favini & Antonio Rovaldi, Stefania Galegati Shines, Alice Guareschi, Ozmo, Diego Perrone, Luca Pozzi, Laura Renna, Matteo Rubbi, Sissi Luca Trevisani nell’ideazione di quattro progetti per il territorio che saranno realizzati nel 2014.

download comunicato stampa e immagini al seguente link http://presspremiosuzzara.wordpress.com/ 

In concomitanza, lo stesso 15 settembre alle ore 10 inaugurerà presso la Palazzina IVECO di Suzzara, la mostra Abano Seguri – dal dopoguerra agli anni Cinquanta: la stagione dei grandi cambiamenti, curata da Gianfranco Ferlisi e promossa dalle Associazioni Amici del Premio Suzzara, Amici del Museo Galleria del Premio Suzzara e dal Lions Club Mantova Ducale, con il sostegno del Comune di Suzzara e della Provincia di Mantova. L’esposizione documenta l’opera dello scultore mantovano, a partire dai riconoscimenti tributatigli nelle edizioni del Premio del 1949 e del 1957.

libri

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Italo Rota, uno degli architetti italiani di maggior interesse sulla scena italiana europea, si racconta attraverso un vero e proprio libro d’autore in cui progetto e pensiero sull’architettura si mescolano mirabilmente.

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storia

Felice Orsini

Appello al Popolo – 1 new article

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Il più grande rivoluzionario italiano?

di Mirko Riazzoli fonte PDF   alterhistory@libero.it

Felice Orsini

Orsini è di taglia media; è vestito di nero; i suoi tratti sono pieni di distinzione e di nobiltà; ha la fronte alta e bella; gli occhi neri, pieni di fuoco, ma questo fuoco è tranquillo, contenuto; il naso un po’ arcuato finisce in una punta troppo aguzza, ma è soprattutto ragguardevole per le narici mobili ed espressive; la bocca, dalle labbra sottili, è abile a esprimere lo sdegno; i capelli che cominciano a cadere e a imbiancarsi soprattutto sulle tempie, sono gettati indietro con una certa arte; i favoriti neri contrastano pur armoniosamente con il pallore del volto; le mani, coperte di guanti neri, sono piccole e sembrano ben fatte (1).

Questa è la descrizione che di Felice Orsini (il nome completo era Orso Tebaldo Felice Orsini) ci ha lasciato l’avvocato Constantin Achille Dandraut, il segretario dell’avvocato e leader repubblicano Jules Favre (1809-1880) che si era incaricato della sua difesa dopo l’attentato contro Napoleone III.

Questo rivoluzionario, Felice Orsini, nacque a Meldola (Forlì- Cesena) il 10 dicembre 1819 da Andrea (nativo di Lugo) e Francesca Ricci (originaria di Firenze).
Il padre era un ufficiale (capitano) dell’esercito italico e seguì Napoleone nella campagna di Russia e poi tornato in Italia entrò nella Carboneria, per questo divenne un ricercato della polizia pontificia. A causa della sua imposta latitanza il giovane Felice venne affidato all’età di 9 anni allo zio paterno Orso, conservatore religiosissimo arricchitosi nella lavorazione della canapa.
Fu questo zio che si preoccupò dei suoi studi, ancora giovinetto diede prova di audacia e di disposizione alla vita avventurosa, poiché, avuta notizia della rivoluzione del 1831, insieme con altri suoi coetanei tentò (1832) di fuggire ad Ancona per arruolarsi con le truppe francesi.
Nel 1838, il 5 luglio, Felice uccise con due colpi Domenico Spada, uomo di fiducia dello zio che in quel momento era fuori città per alcuni impegni nelle sue terre, a causa del sospetto di aver denunciato un suo amorazzo, dopo il fatto fuggì in Toscana in una carrozza.
Per questo reato fu condannato al carcere e liberato dopo sei mesi di reclusione, avendo opportunamente manifestato l’intenzione di entrare nella Compagnia di Gesù e grazie anche all’appoggio del vescovo Giovanni Maria Mastai Ferretti (1792-1878, futuro papa Pio IX 1846-1878), amico dello zio Orso.
Lasciato ben presto l’istituto dei gesuiti di Chieri, si trasferì a Bologna, ove si laureò in legge ed entrò a far parte all’organizzazione patriottica mazziniana Giovine Italia.
Nel settembre del 1843 criticò duramente i moti scoppiati in Romagna il mese precedente e a cui parteciparono patrioti liberali e repubblicani, giudicò avventata l’azione (li definì “sfrenata ciurma di Catilina”, “miserabili” e “perturbatori”, in una lettera inviata a Nicola Fabrizi, 1804-1885).
Nel 1844 un suo amico, Eusebio Barbetti, venne arrestato e gli venne trovato indosso un piano rivoluzionario scritto da Orsini, questi aveva anche fondato una nuova società segreta patriottica, la Congiura Italiana dei figli della morte. Dopo poco i gendarmi pontifici procedettero al suo arresto in seguito al quale venne rinchiuso nel carcere bolognese di San Giovanni in Monte. Fu allora condannato alla galera a vita e venne trasferito a Pesaro, Urbino e il primo giugno nella fortezza di San Leo (Rimini), insieme ad altri patrioti romagnoli.
Nel settembre 1844 venne sventato un progetto di evasione dei detenuti politici da San Leo, fuga che doveva avvenire una domenica, con la complicità di alcuni carcerieri.
Alla fine lasciò le carceri nel luglio del 1846 per l’amnistia concessa dal papa Pio IX, proclamata in occasione della sua salita al soglio pontificio.
Prese parte alle agitazioni politiche scoppiate a Firenze nel 1846-47 (vi si concentrano i patrioti che desiderano partecipare alle azioni militari contro l’Austria e si insedia un Parlamento), qui nel 1847 pubblicò uno scritto anonimo, Alla gioventù italiana, a causa di queste sue azioni sovversive venne espulso dal Granducato di Toscana.

Nel 1848 partecipò volontario alla difesa di Venezia e poi partecipò anche alla rivolta scoppiata Roma, che aveva portato il papa Pio IX a fuggire dalla città e trasferirsi a Gaeta. A Roma lui incontrò molti altri patrioti come ad esempio Giuseppe Mazzini (1805-1872) e Giuseppe Garibaldi (1807-1882).
Qui divenne deputato alla Costituente romana (1849) e commissario a Terracina, poi ad Ancona e Ascoli (era anche capitano della Guardia di finanza), vi venne inviato da Mazzini il 19 aprile (vi giunse il 21) per provvedere alla riorganizzazione del corpo della dogana e della città.
Orsini stesso così descrisse lo stato in cui era la città:

“Lo stato di Ancona era deplorevole. Non c’era, per così dire, alcun governo; le autorità erano prive d’ogni forza morale, il Governatore un semplice nome;…” (2)

Per fronteggiare questa critica situazione provvedette all’arresto di una ventina di responsabili la notte del 27 e poi diramò due proclami in cui riaffermava gli intenti di riforma e di ordine della Repubblica.
In seguito all’intervento del corpo di spedizione francese del generale Nicolas Oudinot (1791-1863),che pose termine all’esperienza repubblicana (in questo momento reggeva il comando civile e militare della provincia e città d’Ancona), dovette lasciare i Domini Pontifici e si trasferì a Genova e a Nizza (marzo 1850, allora ancora un dominio sabaudo), dove strinse relazione con Aleksandr Herzen(rivoluzionario russo, 1812-1870), si occupò di studi politici e geografici, attese ad affari di commercio e pubblicò: Memorie e documenti intorno al governo della repubblica romana (1850, Nizza, Tipografia Caisson e Compagnia).
Per incarico di Mazzini (1853-54) tentò senza successo di far insorgere i milanesi nel febbraio 1853,poi in settembre di far sollevare Sarzana e la Lunigiana, ancora però senza successo e l’anno dopo ritentò con la Valtellina; arrestato dagli Austriaci mentre a bordo di un piroscafo si recava a Trieste nel maggio 1854 (venne riconosciuto da un ebreo modenese che aveva conosciuto a Bologna nel 1848),venne condotto prigioniero e internato in varie luoghi di detenzione, per cominciare a Hermanstadat(Ungheria), poi a Vienna, Venezia e infine nel castello di Mantova (28 marzo 1855).
Da qui ebbe modo di tenersi in contatto epistolare con gli amici di Zurigo, specie con Emma Herwegh, la moglie di Georg Herwegh (poeta 1817-1895), che aiutata da Piero Cironi (1819-1862) e da Mazzini favorì quell’evasione (28 marzo 1856) che parve miracolosa.
La vera organizzatrice fu Herwegh, Cironi inizialmente aveva sconsigliato un simile progetto, anche a causa della sua scarsa simpatia verso l’Orsini. Cironi comunque vi partecipò procurando il denaro, riuscì ad avere un prestito dall’amico conte Giovanni Grilenzoni (1796-1868) 6.700 franchi e altro denaro procurò all’Orsini dopo la fuga, dopo che un primo tentativo, fatto insieme a Garibaldi, di ottenere dal banchiere Colombo 5.000 franchi era fallito.
Recatosi prima a Genova, poi in Svizzera ed infine in Inghilterra, a Londra, ove fu accolto molto bene. Qui pubblicò i Memoirs and adventures (3) (edite nel 1857; poi nel 1858 l’opera viene tradotta con modifiche in italiano). Si staccò da Mazzini, riguardo al quale in una lettera così si espresse:

Nè ti posso dissimulare che gravissimi errori furono commessi dal triumvirato di Roma, ossia da Mazzini; vi fu difetto di misure radicali e rivoluzionarie; non recò come dovea la rivoluzione nel Regno di Napoli; fu soverchiamente precipitoso nel dichiarare la resistenza a’ Francesi, di non aver dato ordine a Garibaldi nel 30 aprile di ricacciare i Francesi appena sbarcati da Civitavecchia: Garibaldi era il solo che lo poteva fare, e vi sarebbe riuscito; di essersi lasciato ingannare dal colonnello Le Blanc, e di aver perduto venti giorni preziosi in note diplomatiche che non potevano logicamente riuscire ad alcun che – fatti che mostrano che Mazzini sebbene di grande ingegno ha poco senno pratico politico“. (Lettere edite ed inedite di Felice Orsini, pag.97).

Più in generale di Mazzini ormai criticava, ritenendoli inadeguati, sia i metodi sia i programmi. Concepì quindi e mise in atto a Parigi, il 14 gennaio 1858, un attentato contro l’imperatore di Francia Napoleone III (1808-1873) e la moglie Eugenia (1826-1920) (4).
Assieme a Giovanni Andrea Pieri (1808-1858), Carlo Di Rudio (1832-1910) e Antonio Gomez (1829- post 1887) lanciò 3 bombe – ordigni fatti dal canonico Carlo Chiocca (5), 1818-1876 – contro la carrozza imperiale che si recava all’Opera di rue Le Peletier. Orsini era convinto che dalla morte dell’imperatore sarebbe scaturita una rivoluzione in Francia e, di conseguenza, anche in Italia che causarono invece 12 morti e più di 156 feriti tra la folla.
Dopo un tentativo di fuga, Orsini e i suoi complici vennero arrestati e subito incarcerati.
Fallito il colpo, affrontò il processo davanti alla Corte d’Assise della Senna presieduta da M. Defangle, apertosi il 15 febbraio e concluso il 26 con la condanna a morte per Carlo di Rudio (la sua condanna poi venne commutata nel carcere a vita), Felice Orisini e Giuseppe Andrea Pieri, Antonio Gomez invece subì una condanna ai lavori forzati a vita. Dal carcere Orsini scrisse due lettere (6) a Napoleone III, la prima il in cui affermava:

Non disprezzi la M.V. le parole di un patriota che sta sul limitare del patibolo: renda la indipendenza alla mia patria e le benedizioni di 25 milioni di abitanti la seguiranno dovunque per sempre”.

La seconda il 3 marzo in cui scriveva:

Muoio, ma mentre che il faccio con calma e dignità, voglio che la mia memoria non rimanga macchiata da alcun misfatto. Quanto alle vittime del 14 gennaio, offro il mio sangue in sacrifizio, e prego gl’Italiani che, fatti un dì indipendenti, diano un degno compenso a tutti coloro che ne soffrirono danno”.

Queste lettere servivano ad evitare che, come inizialmente si temeva, la sua azione potesse avere ricadute negative sui progetti unitari per l’Italia e vennero sfruttate da Cavour per convincere l’imperatore della necessità di togliere ai rivoluzionari l’iniziativa di questa azione.
La condanna per i due venne eseguita il 13 marzo 1858 a Parigi (7).

La Gazette des tribunaux del giorno successivo così descrive la scena:

Orsini ha conservato, durante gli ultimi preparativi, la sua calma e la sua impassibilità. Non ha pronunciato che una parola in italiano, per dire a Pieri di stare calmo. Pieri, in effetti, sempre più sovreccitato e cercando di darsi una sicurezza e un coraggio fittizi, non smetteva di gesticolare e parlare.
Ben presto il funebre corteo si mise in marcia: i condannati, a piedi nudi, avvolti in un lunga camicia bianca, la testa coperta d’un velo nero, uscirono dalla prigione. Pieri comminava davanti, condotto dal signor abate Nottelet e dall’esecutore di Parigi. Orsini veniva appresso, condotto dal signor abate Hugon e dall’esecutore di Rouen. Entrando nella corte della prigione, Pieri, i cui lineamenti erano convulsivamente contratti e la cui esaltazione febbrile era ancora aumentata, ha provato a intonare il canto dei Girondini, e ha continuato con una voce interrotta fino all’esterno della prigione. I pazienti hanno salito i gradini del patiboli. Quando furono giunti sulla piattaforma, vi restarono esposti mentre un usciere dava lettura della sentenza di condanna. Terminata questa lettura, gli esecutori s’impossessavano di Pieri che faceva sforzi per mormorare ancori i canti, un momento interrotti, e la cui voce spirò sotto la lama.Orsini, che fin lì era rimasto silenzioso, ha allora gridato: “Viva l’Italia! Viva la Francia!”. Poi si è consegnato agli esecutori. Alle sette, tutto era terminato, e il crimine abominevole che ha spaventato la Francia e l’Europa aveva avuto la sua legittima espiazione
(8).

Post mortem
Dopo la sua morte gli sono state dedicate varie vie e, il 29 novembre del 1903, una lapide per volontà delle “Società popolari imolesi”. Questa venne murata, sul lato esterno del portichetto della Farmacia dell’Ospedale, e dedicata a “Felice Orsini intrepido campione dell’italica indipendenza”, in cui è inciso il seguente testo:

FELICE ORSINI INTREPIDO CAMPIONE
DELL’ITALICA INDIPENDENZA
CONDANNATO A MORTE DALLA TIRANNIDE
ASPETTA DAGLI ITALIANI
ONORE COMPIANTO VENDETTA
E SPERA
CHE LE SUE OSSA RIPOSERANNO
NEL TEMPIO DEI MARTIRI
QUANDO GLI AUSTRIACI
SARANNO CACCIATI DALL’ITALIA
MURATA QUI DAI PATRIOTTI IMOLE=
SI E ATTERRATA DALLA POLIZIA
PAPALE NEL 1858 QUESTA LAPIDE
RIMURANO AL SUO POSTO STORICO
LE SOCIETÀ POPOLARI IMOLESI
ADERENTI QUELLE D’ITALIA TUT=
TA OGGI 29 NOVEMBRE 1903

La sua vicenda viene poi, almeno in parte, ripercorsa in un film del 2010 diretto da Mario Martone ed intitolato Noi credevamo(10).

Note

(1) Fonte: S. Tomassini, Roma, il papa, il re: l’unità d’Italia e il crollo dello Stato pontificio, pag. 163

(2) Cfr. S. Tomassini, Storia avventurosa della Rivoluzione romana: repubblicani, liberali e papalini nella
Roma del ’48, pag.297.
(3) L’opera è consultabile al seguente indirizzo: http://books.google.it/books?id=TJ4w-
MeXawkC&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false
(4) In Appendice alcuni articoli del tempo sull’argomento.
(5) La paternità degli ordigni non è però certa, potrebbero essere stati prodotti da Thomas Allsop (1795-1880), un
ingegnere londinese simpatizzanti di Orsini e membro dell’organizzazione mazziniana Friens of Italy Society.
(6) I testi sono consultabili ai seguenti indirizzi: http://www.alterhistory.altervista.org/Documenti/testiGET.php?
titolotesto=Orsini1 e http://www.alterhistory.altervista.org/Documenti/testiGET.php?titolotesto=Orsini2
(7) Dopo di questo il governo Cavour, che aveva finanziato segretamente con il denaro dei servizi segreti Orsini e Pieri, concesse una pensione alla vedova di Orsini (Cfr. D. Mack Smith, Mazzini, pag.173)

(8) Fonte: S. Tomassini, Roma, il papa, il re: l’unità d’Italia e il crollo dello Stato pontificio, pag.169
(9) Fonte: http://www.chieracostui.com/costui/docs/search/schedaoltre.asp?ID=10469. A questo indirizzo è disponibile anche una foto della suddetta lapide.
(10) Al seguente indirizzo si possono trovare maggiori informazioni sulla pellicola: http://www.imdb.com/title/tt1365490/

 

APPENDICE

Journal des débats del 15 gennaio

FRANCIA.
PARIGI, 14 GENNAIO

La voce si era diffusa questa sera che nel momento in cui l’Imperatore e l’Imperatrice arrivarono all’Opera nella loro vettura, un’esplosione aveva avuto luogo sotto i piedi dei cavalli, e che fortunatamente le Loro Maestà non erano state colpite. Ecco i soli dettagli certi che si siano pervenuti finora su questo tentativo tanto insensato quanto colpevole: “Stasera, alle otto e mezza, nel momento in cui le Loro Maestà l’Imperatore e l’Imperatrice entravano nell’Opera, tre detonazioni hanno avuto luogo. Né l’Imperatore né l’Imperatrice sono stati colpiti: ma diversi cavalleggeri della scorta e persone che stazionavano nella rue Lepeletier sono stati feriti.“Le Loro Maestà, al loro ingresso nella sala, sono state accolte dalle più vive acclamazioni.”

Moniteur del 15 gennaio

Il numero delle vittime è disgraziatamente considerevole.
Nei lancieri della guardia, dodici uomini sono stati colpiti, di cui sette, fra i quali si trovano un maresciallo e un brigadiere, hanno ricevuto ferite gravi. I cinque altri sono feriti leggermente. Undici militari della guardia di Parigi sono stati anche loro colpiti, fra i quali due marescialli. Una delle guardie è ferita mortalmente. Cinque hanno ferite gravi; le altre sei feriti leggere.Tre dei valletti che erano dietro la vettura dell’Imperatore sono stati colpiti da diversi proiettili. Il loro stato, per quanto grave, non ispira inquietudine. Il cocchiere della vettura dell’Imperatore è ugualmente ferito. Egli ha dimostrato grande presenza di spirito. Nella parte civile, il numero dei feriti noti si eleva a cinquanta, di cui diversi lo sono gravemente. Uno dei feriti è morto arrivando all’ospedale La Riboisière. Una bambina di dodici anni ha avuto un ginocchio aperto da un proiettile. Il personale della prefettura di polizia non conta meno di ventinove feriti, fra i quali un commissario di polizia, un ispettore divisionario e dodici o quindici agenti hanno ferite gravi.
I due testi provengono da: S. Tomassini, Roma, il papa, il re: l’unità d’Italia e il crollo dello Stato pontificio,
pag.161-162
BIBLIOGRAFIA
http://www.britannica.com/EBchecked/topic/433259/Felice-Orsini
http://www.treccani.it/enciclopedia/piero-cironi_%28Dizionario-Biografico%29/
http://www.treccani.it/enciclopedia/felice-orsini/
http://www.lib.rochester.edu/index.cfm?page=777
http://old.comune.sarzana.sp.it/citta/cultura/personaggi/Chiocca_Carlo.htm
http://www.treccani.it/ enciclopedia /felice-orsini_%28L%27Unificazione%29/
http://www.san-leo.it/storia/i-personaggi/felice-orsini.html
Denis Mack Smith, Mazzini, Milano, Rizzoli, 1993
Franco Della Peruta, Mazzini e i rivoluzionari italiani: il “partito d’azione”, 1830-1845, Milano, Feltrinelli, 1974
Roland Sarti, Giuseppe Mazzini, Roma-Bari, Laterza, 2000
Stefano Tomassini, Roma, il papa, il re: l’unità d’Italia e il crollo dello Stato pontificio, Milano, Il saggiatore, 2011
Stefano Tomassini, Storia avventurosa della Rivoluzione romana: repubblicani, liberali e papalini nella Roma del ’48, Milano, Il Saggiatore, 2008

Testi di Orsini disponibili online
Memorie politiche di Felice Orsini: http://books.google.it/books?ei=5B9rTbcCefd4QTzv43oBQ&
hl=it&id=T87QAAAAMAAJ&dq=felice+orsini+condanna&q= %22Domenico+Spada
%22#v=onepage&q=%22Domenico%20Spada%22&f=false

Vita e memorie de Felice Orsini: Precedute dalla storia dell’attentato del 14 genn. 1858 e seguite dagli interrogatori e documenti del processo: http://books.google.it/books?
id=YjxGAAAAYAAJ&pg=PA270&dq=felice+orsini+condanna&hl=it&sa=X&ei=5B9rTbcCefd4QTzv43oBQ&
ved=0CDIQ6AEwAA#v=onepage&q&f=false

Memorie e documenti intorno al governo della Repubblica romana: http://books.google.it/books?
id=sCsLAAAAYAAJ&pg=PA38&dq=felice+orsini+condanna&hl=it&sa=X&ei=UCZrTTbDeHg4QTXx_
zlBQ&ved=0CEUQ6AEwBDgK#v=onepage&q&f=falses

Lettere edite ed inedite di Felice Orsini, G. Mazzini, G. Garibaldi e F. D. Guerrazzi intorno alle cose d’Italia:
http://books.google.it/books?id=OHE5AAAAcAAJ&pg=RA1-
PA228&dq=felice+orsini+condanna&hl=it&sa=X&ei=5B9rTbcCefd4QTzv43oBQ&
ved=0CD4Q6AEwAg#v=onepage&q=felice%20orsini%20condanna&f=falses

Altre opere
➢ E.B., Orsini: cenni biografici; attentato del 14 gennaio; processo e difesa; appendice: http://books.google.it/books?
id=kuUPAAAAYAAJ&pg=RA2-
PA12&dq=orsini+mantova&hl=it&sa=X&ei=oaZxT8OkEcSg4gTRrYy4Dw&ved=0CEMQ6AEwAw#v=onepage&q
=orsini%20mantova&f=false

➢ Felice Venosta, Felice Orsini: Notizie storiche: http://books.google.it/books?
id=U2Q6AAAAcAAJ&pg=PA108&dq=felice+orsini+condanna&hl=it&sa=X&ei=5B9rTbcCefd4QTzv43oBQ&
ved=0CGkQ6AEwCQ#v=onepage&q=felice%20orsini%20condanna&f=false

Felice Orsini, Storia di Felice Orsini dedicata alla gioventù italiana, Lugano, (post 1856)
Felice Orsini, Opere utili ad ogni persona educata: raccolte col consiglio d’uomini periti in ciascuna scienza: geografia: geografia militare della penisola italiana, Torino, Pomba, 1852
Felice Orsini, Giuseppe Mazzini giudicato da Felice Orsini, Livorno, 1860, Tipografia di Gio. Battista Rossi

fotografia

Premio fotografico


PREMIO
MARCO PESARESI
PER LA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA


promosso da Savignano Immagini e dal Comune di Rimini in collaborazione con “Il Fanciullino” di Isa Perazzini

 

Il Premio Marco Pesaresi, giunto alla dodicesima edizione, è destinato a ricordare la straordinaria figura del fotografo riminese attraverso la promozione di ricerche e produzioni di fotoreportage connotate da aspetti di progettualità e di innovazione nell’ambito della fotografia contemporanea.

Il valore del Premio è di 5.000 euro (cinquemila//00).

Il concorso è aperto a tutti i fotografi di ogni nazionalità di età non superiore ai 40 anni alla data di chiusura del bando (4 settembre 2013).
Il progetto fotografico, realizzato grazie al contributo del Premio, sarà esposto in mostra alla prossima edizione del SI Fest e/o di Rimini Fotografia di Settembre.

download: PREMIO MARCO PESARESI
scheda d’iscrizione: schedaiscrizionepesaresi2013

MARCO PESARESI AWARD
FOR CONTEMPORARY PHOTOGRAPHY

Promoted by Savignano Immagini and the City of Rimini, in cooperation with Isa Perazzini’s Il Fanciullino

This award, which is now at its 12th edition, is intended to celebrate the outstanding figure of the photographer Marco Pesaresi, who was born in Rimini. The 5,000-Euro value of the scholarship is to be used to carry out a photo-reporting project, which has to prove innovative in the field of contemporary photography.

The competition is open to photographers of all nationalities, whose age must not be over 40 years by the competition deadline (4th September 2013).

The photographic project will be exhibited in the next edition of SI Fest and/or Rimini Fotografia in September.

download: MARCO PESARESI AWARD
application form: schedaiscrizionepesaresi2013

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INFO:
Office SI FEST 2013
c/o Vecchia Pescheria
Corso Vendemini 51
I – 47039 Savignano sul Rubicone [FC] Italy
tel. +39/0541 941895
fax +39/0541 801018
@: info@savignanoimmagini.it

illustrazione

MOSTRA in Biblioteca Ariostea fino al 21 settembre

Danmark: scienziati, filosofi, musicisti e scrittori nelle antiche e moderne carte della Biblioteca Ariostea – Mostra bibliografica dedicata alla Nazione ospite del Ferrara Buskers Festival
Mostra su Danimarca Anche quest’anno, com’è ormai tradizione, il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara offre il proprio contributo al Ferrara Buskers Festival attingendo al proprio patrimonio librario e documentario. Dal 10 luglio fino al 21 settembre infatti, la Biblioteca Ariostea ospita un’affascinante esposizione bibliografica dedicata alla Danimarca, Nazione ospite di questa edizione della rassegna dei musicisti di strada. Mirna Bonazza, curatrice della mostra, e i suoi collaboratori, sono riusciti a “scovare” nelle preziose raccolte della biblioteca una cinquantina di documenti antichi e moderni, la maggior parte dei quali mai esposti fino ad ora, che consentono di approfondire la conoscenza di alcune personalità che hanno fatto grande la nazione danese nei secoli.L’esposizione, allestita in Sala Ariosto, ad ingresso libero e gratuito, sarà visitabile tutti i giorni negli orari di apertura della Biblioteca Ariostea.

Cinema, concorsi, festival

Corto Imola Festival

CORTO IMOLA FESTIVAL 2013

REGULATIONS / REGOLAMENTO

1 – INTRODUCTION, AIMS AND PURPOSES

Corto Imola Festival deals with short films, and will promote the competition, retrospectives and

various related events.

(1) OBIETTIVI E FINALITÀ

Corto Imola Festival esplora lo sviluppo del cinema cortometraggio, attraverso il concorso,

retrospettive ed eventi correlati.

2 – PROMOTING AGENCIES

Corto Imola Festival is organised by the Council of the Town of Imola, in collaboration with

ST/ART s.c.r.l.,the Council for Culture of the Emilia Romagna Region, Province of Bologna.

(2) ENTI PROMOTORI

Corto Imola Festival è organizzato dal Comune di Imola, in compartecipazione con ST/ART s.c.r.l.,

con il contributo di Regione Emilia Romagna, Provincia di Bologna.

3 – VENUE LOCATION AND DATES

The Festival takes place in Imola, Italy, 13th and 14th December, 2013.

Location is the Theatre Ebe Stignani, via Verdi 1, 40026 Imola.

Organization office:

Corto Imola Festival

Via Mura di Porta Serrata 13, 48121 Ravenna (RA) – ITALY

Tel: +39.0544.684242

Fax +39.0544.682970

http://www.cortoimolafestival.it

info@cortoimolafestival.it

(3) DATE E LUOGHI DELLA MANIFESTAZIONE

Il Festival si svolgerà a Imola (BO) dal 13 al 14 dicembre 2013.

Luogo del festival sarà il Teatro Ebe Stignani, via Verdi 1, 40026 Imola (BO).

La sede organizzativa è:

Corto Imola Festival:

Via Mura di Porta Serrata 13, 48121 Ravenna (RA) – ITALY

Tel: +39.0544.684242

Fax +39.0544.682970

http://www.cortoimolafestival.it

info@cortoimolafestival.it

4 – SECTIONS

The Festival will be divided in the following sections:

– International Competition for short films

– Imola Harlem Shake Contest

– The Shortest day

– Retrospectives

– Appointments and special programs.

(4) SEZIONI

Il Festival si articolerà nelle seguenti sezioni:

– Concorso Internazionale per cortometraggi

– Concorso Imolese Harlem Shake

– Il Giorno più Corto

– Retrospettive

– Appuntamenti e programmi speciali.

5 – INTERNATIONAL COMPETITION FOR SHORT FILMS

Admission to the International Competition is reserved to short films of any country, completed

after 30th October 2012, realized in any format and any genre (animation, fiction, experimental,

documentary). Submitted shorts must be no longer than 30 minutes. Exceptions will be

considered by the unique and final judgement of the Festival Direction. Allowed screening formats

are blu ray and dvd. Films expressly invited by the Festival Direction can participate in the

Competition. Festival Direction can also reject those films which can not guarantee a good quality

public screening. The Festival’s Direction will award a prize of € 1.000 euro, appointed by the

Festival’s audience.

(5) CONCORSO INTERNAZIONALE DI CORTOMETRAGGI

Possono partecipare al Concorso Internazionale per cortometraggi film provenienti da tutte le

nazioni, terminati dopo il 30 ottobre 2012, girati in qualunque formato e di qualsiasi genere

(animazione, fiction, sperimentale, documentario). I film non devono superare la durata di 30

minuti. Eccezioni possono essere considerate dalla Direzione del Festival, il cui giudizio è unico e

indiscutibile. I formati di proiezione ammessi sono blu ray e dvd.

Possono partecipare al Concorso film invitati espressamente dalla Direzione. La partecipazione al

Festival può essere rifiutata a film tecnicamente non in grado di garantire una buona proiezione

pubblica. La Direzione del Festival istituisce come unico premio, il Premio del Pubblico, del valore

di € 1.000,00 che verrà attribuito dal pubblico presente in sala.

6 – ENTRY FOR THE COMPETITIONS PRE-SELECTION

Registration is free. Short film and Entry Form completed in all its parts, accompanied by all

required materials must be received by October 15, 2013 to the Festival Office. The holders of the

works participating in the pre-selection of the International Competition of Short Films can send

items in the following ways:

Entry form must be submitted on line.

Short Film could be sent with the following modalities

Ordinary Mail or Courier: send the copy within October 15th 2013 to: Corto Imola Festival,

Via Mura di Porta Serrata 13, 48121 Ravenna (RA) – ITALY; DVDs for pre-selection from

countries not members of the European Union must be shipped with the following words: “for

cultural purposes without commercial value” with a customs value of up to 1 USD. Every

incorrect submission will be rejected. The shipping costs of all the materials must be covered

by the participants. The festival will not pay any shipping charges and / or customs.

ON LINE – by filling out the data in the entry-form that communicate the link for viewing

on-line (using specific platforms such as Vimeo, or other), the password that has valid until 15

November 2013, the title and the name the Director (or the contact person, specifying the mail

address of contact to refer) to: info@cortoimolafestival.it

(6) ISCRIZIONE PER LA PRE-SELEZIONE AI CONCORSI

L’iscrizione è gratuita. Il Cortometraggio e l’Entry Form compilato in tutte le sue parti,

corredato dal materiale informativo richiesto, devono pervenire entro e non oltre il 15 ottobre

2013 alla Segreteria del Festival.

I titolari delle opere che intendono partecipare alla pre-selezione del Concorso Internazionale di

Cortometraggi possono inviare il materiale con le seguenti modalità :

L’iscrizione va fatta tramite l’entry-form on line.

Il Cortometraggio può essere inviato con le seguenti modalità :

Posta Ordinaria o Corriere: invio del materiale entro il 15 ottobre 2013 a: Corto Imola

Festival Via Mura di Porta Serrata 13, 48121 Ravenna (RA) – ITALY; I DVD per la pre-selezione

provenienti da Paesi non appartenenti alla Comunità Europea devono essere spediti con la

seguente dicitura:“Per scopo culturale senza valore commerciale”, con un valore doganale di

massimo 1 USD. Ogni invio scorretto sarà rifiutato. Le spese di spedizione di tutti i materiali di

selezione sono a carico dei partecipanti. Il festival non pagherà alcuna spesa di spedizione e/o

di dogana.

ON LINE – compilando i dati presenti nell’entry-form che comunicano il link per la visione online

(utilizzando le piattaforme specifiche quali Vimeo o altre ), la password che abbia validità

fino al 15 Novembre 2013, il Titolo e il nominativo del Regista (o della persona da contattare,

specificando la mail del Contatto a cui fare riferimento) a: info@cortoimolafestival.it

7 – HARLEM SHAKE COMPETITION

Registration is free. Admission is reserved to Imola’s citizens works.

The Harlem Shake and the entry form completed in all its parts, accompanied by all required

materials must be received by October 15, 2013 to the Festival Office.

Shoot your Harlem Shake and send it within 15th October 2013, only Online by filling out the

data in the entry-form that communicate the link for viewing on-line (using specific platforms

such as Vimeo, or other), the password that has valid until 15 November 2013, the title and

the Director’s name (or the contact person, specifying the mail address of contact to refer) to:

info@cortoimolafestival.it.

The Festival will give final communications about the admitted videos by email within November

15th, 2013.

The winner will be selected by the audience, Corto Imola Festival will award a prize of € 300 euro.

(7) CONCORSO HARLEM SHAKE IMOLA

L’iscrizione è gratuita. Possono partecipare al Concorso Harlem Shake Imola solo le produzioni di

autori Imolesi.

L’Harlem Shake e la Scheda d’iscrizione compilata in tutte le sue parti, corredata dal materiale

informativo richiesto, devono pervenire entro e non oltre il 15 ottobre 2013 alla Segreteria del

Festival.

Girate il vostro Harlem Shake e inviatelo, entro e non oltre il 15 ottobre 2013,

SOLO ON LINE (utilizzando le piattaforme specifiche quali Vimeo o altre )

compilando i dati presenti nell’entry-form che comunicano il link per la visione online,

la password che abbia validità fino al 15 Novembre 2013, il nominativo del

Regista (o della persona da contattare, specificando la mail del Contatto a cui fare

riferimento) a: info@cortoimolafestival.it.

Il Festival darà comunicazione dei video selezionati entro il 15 novembre 2013, via e-mail.

Il vincitore finale sarà deciso dal pubblico, Corto Imola Festival mette in palio un premio di € 300

euro.

8 – ADMITTED FILMS AND SHIPMENT OF COPIES

The Festival will give final communications about the admitted films by email within November

15th, 2013. All films, either admitted to the competition or invited to the Festival, must be

accompanied by the full documentation comprised of the following materials:

– Full and detailed technical information sheet

– Full dialogue list both in the original language and translated in English

– Synopsis

– Biofilmography of the director

– Set of 5 stills with a minimum format of 300 dpi, and a picture of the director (via e-mail, or on

dvd/cd)

– A statement about the film writed by the Director

– Any other possible promotional material (posters, brochures, press kits)

All copies of the selected films are requested to reach the Festival by November 30th, 2013.

Beyond that day, films will be rejected by competition and programme.

Expeditions shall bear in attachment a copy of the entry form indicating the sender’s name, the

title, the duration and the format of the film.

(8) FILM AMMESSI AL CONCORSO E TRASPORTO COPIE

Il Festival darà comunicazione finale sui film selezionati entro il 15 novembre 2013, via e-mail.

Tutte le opere ammesse al Concorso o comunque invitate al festival, devono essere corredate da

una completa documentazione composta di:

– scheda tecnica completa e dettagliata

– lista completa dei dialoghi in lingua originale e traduzione in inglese (esclusi i film parlati in

lingua italiana)

– sinossi

– biofilmografia del regista

– una serie di almeno 5 fotografie nel formato minimo 300 dpi e una foto del regista (via e-mail, o

su dvd/cd)

– una dichiarazione del regista sul film

– eventuale altro materiale promozionale (poster, brochure, press-kit).

Le copie dei film selezionati devono arrivare presso la sede del festival entro il 30 novembre 2013.

Oltre tale data, i film saranno esclusi dal concorso e dalla programmazione. Ogni spedizione dovrà

essere accompagnata da una copia della scheda d’iscrizione, con il nome del mittente, il titolo del

film, il formato, la durata.

9 – FREIGHT AND INSURANCE COSTS

Sending cost must be paid by the owner of the film, the return shipping charges will be covered

by the Festival.

The return of copies admitted to the competition shall be carried out within three weeks after the

end of the Festival. Copies will be dispatched to the address indicated in the entry form.

Any changes in return addresses for the copies shall be accepted provided that these are

communicated by November 30th 2013. The Festival shall not cover freight insurance costs. In

case of loss or damage of the copy, the insurance shall only refund the duplication cost of the

copy at the current Italian duplication

fees.

(9) COSTI DI SPEDIZIONE E ASSICURAZIONE

I costi di spedizione delle copie dei video verso il Festival sono a carico dell’autore mentre la

restituzione sarà a carico del Festival. La restituzione delle opere ammesse al concorso sarà

effettuata entro tre settimane dalla chiusura del Festival. Le copie saranno spedite all’indirizzo

segnalato sulla scheda d’iscrizione. Saranno accettati cambiamenti dell’indirizzo di restituzione

della copia solo se comunicati entro il 30 Novembre 2013. Il trasporto non è a rischio del festival.

In caso di perdita o di danneggiamento della copia, l’assicurazione si limita a coprire il costo della

duplicazione della copia secondo le tariffe vigenti in Italia.

10 – SCREENING OF FILMS

The Festival Direction decides on the schedule and timetable of the screening. Foreign films shall

be screened in the original version with Italian subtitles. The Festival Direction shall publish a

general catalogue of the presented works.

(10) PROIEZIONE DEI FILM

Il calendario e gli orari delle proiezioni sono di competenza della Direzione. I film stranieri saranno

presentati in versione originale con sottotitoli in italiano. La Direzione del Festival pubblicherà un

catalogo generale delle opere presentate.

11 – GENERAL PROVISIONS AND CHALLENGES

Entry and participation to the Festival shall imply full acceptance of the present regulation and

entry form. The Festival Direction reserves the right to take final decisions as to any exception not

envisaged in the present regulation. In case of litigation, the Court of Ravenna shall be

competent. The present regulation is laid down both in Italian and in English. In case of

interpretation problems, the Italian version shall prevail.

(11) DISPOSIZIONI GENERALI E CONTESTAZIONI

L’iscrizione e la partecipazione al Festival implica l’accettazione completa del presente regolamento

e della scheda d’iscrizione. Per ogni eccezione non rientrante nel presente regolamento la

Direzione del Festival si riserva il diritto di assumere decisioni definitive. In caso di contestazione,

sarà competente il Foro di Ravenna. Il presente regolamento è redatto in italiano e inglese. In

caso di problemi interpretativi fa fede la versione italiana.

For more informations: info@cortoimolafestival.it

Per ulteriori informazioni scrivete a info@cortoimolafestival.it.

 

concorsi

Premio Shangai 2013

Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee

Servizio architettura e arte contemporanee

Ministero degli Affari Esteri

Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese

Istituto Italiano di Cultura, Sezione di Shanghai

Istituto Garuzzo per le Arti Visive – IGAV

presentano

PREMIO SHANGHAI 2013

Residenze per artisti italiani e cinesi emergenti

II edizione

Prima Fase: Artisti italiani a Shanghai

Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee / Servizio architettura e arte contemporanee (MiBAC – PaBAAC), il Ministero degli Affari Esteri – Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese (MAE – DGSP), l’Istituto Italiano di Cultura, Sezione di Shanghai (IIC Shanghai) e l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive – IGAV, promuovono la seconda edizione del Premio Shanghai – Residenze artistiche per giovani artisti italiani e cinesi emergenti.

Il Premio Shanghai è un concorso rivolto a giovani italiani e cinesi tra i 18 e i 35 anni di età che operano nell’ambito delle arti figurative. Il Premio sarà attribuito, attraverso una selezione concorsuale, a tre giovani artisti italiani (Prima Fase del Premio) e a tre giovani artisti cinesi (Seconda Fase del Premio), nell’intento di promuovere e favorire la ricerca artistica e culturale tra i due Paesi, individuando le esperienze più promettenti.

Il Premio Shanghai si propone di offrire a giovani artisti italiani e cinesi reali opportunità di crescita artistica e professionale offrendo loro due mesi di residenza artistica rispettivamente in Cina, a Shanghai, e in una città in Italia, dove avranno modo di conoscere ed integrarsi con la cultura locale, di essere seguiti da un tutor e di realizzare ed esporre il loro lavoro.

Il bando di partecipazione alla Prima Fase, riservata agli artisti italiani, è consultabile dal 1° agosto 2013 all’indirizzo www.premioshanghai.webnode.it e sui siti web delle Istituzioni promotrici (http://www.beniculturali.it, http://www.pabaac.beniculturali.it, http://www.iicshanghai.esteri.it, www.igav-art.org).

Le domande di partecipazione al Premio e della documentazione richiesta devo essere inviate entro il 15 ottobre 2013, alla Segreteria tecnico-organizzativa del concorso presso l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive – IGAV (via Lessolo 3 – 10153 Torino; tel. 011.8124456; premioshanghai@libero.it).

Un’apposita Commissione artistica, composta da tre esperti designati da ciascuna Istituzione, selezionerà fra i candidati i 3 vincitori i quali beneficeranno della possibilità di trascorrere un periodo di 2 mesi a Shanghai, in una residenza presso la East China Normal University. A conclusione dell’esperienza, le opere realizzate in loco saranno esposte in uno spazio espositivo a Shanghai.

Le partenze per Shanghai sono previste per gennaio 2014.

Nel primo semestre del 2014 sarà attivata la Seconda Fase del Premio, riservata ad artisti cinesi che verranno ospitati in Italia, secondo le medesime modalità, nel corso dell’anno.

Per ulteriori informazioni: Segreteria tecnico-organizzativa IGAV – tel. 011.8124456; premioshanghai@libero.it.