filosofia

Ripartire dal prossimo

Umberto CuriLo straniero che è in noi
Lunedì 24 giugno ore 21.15 – Brandico

Giuseppe Girgenti Socrate e Alcibiade: conosci te stesso nel dialogo con l’altro
Martedì 25 giugno ore 21.15 – Chiari

Massimo CacciariIl prossimo e il nemico
Mercoledì 26 giugno ore 21.15 – Iseo

RIPARTIRE DAL PROSSIMO

Cresce l’attesa, l’atmosfera si scalda per la tre giorni di appuntamenti che scandisce il ritmo incalzante dell’ottava edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio. In calendario ospiti d’eccezione in tre diverse località filo-rivierasche della Valle dell’Oglio, partendo dalla Bassa bresciana per poi giungere fino in Franciacorta.
Lunedì 24 giugno, alle ore 21.15, nella bucolica cornice di Villa Toninelli, in via IV novembre a Brandico (Bs) [in caso di pioggia nella chiesa S. Maria Maddalena, sita nella medesima via] interverrà Umberto Curi – professore emerito di Storia della Filosofia all’Università di Padova e docente all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano – con una lectio magistralis dal titolo: Lo straniero che è in noi; martedì 25 giugno, alla stessa ora, nel cortile della Fondazione Morcellli Repossi, in via Bernardino Varisco, 9 a Chiari (Bs); [in caso di pioggia nel Salone Marchettiano, in via Ospedale 6] toccherà a Giuseppe Girgenti, docente di Storia della filosofia antica e medievale all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano – che interverrà al posto di Danielle Cohen-Levinas impossibilitata a partecipare per seria indisposizione – riflettere su Socrate e Alcibiade: Conosci te stesso nel dialogo con l’altro. Mentre mercoledì 26 giugno, sempre alle ore 21.15, nella Sala Franciacorta dell’Hotel Iseolago, in via Colombera 2/C a Iseo (Bs) Massimo Cacciari, tra i maggiori e più apprezzati filosofi contemporanei, professore di Estetica all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, parlerà de Il prossimo e il nemico.
«Ci pare del tutto evidente – ha dichiarato il direttore scientifico, Francesca Nodari – che il filo rosso che attraversa i tre interventi si possa rinvenire nella nozione di prossimo che trova la sua cifra, se così si può dire, nel ‘comandamento nuovo’ che segna “il passaggio dalla Legge mosaica alla Legge dell’Amore, un comandamento che umanizza e dà un significato universale a tutti gli altri”. Ma a chi mi faccio prossimo? Davvero so riconoscerlo nello straniero, nella vedova, nell’orfano? È possibile uscire da se stessi e anteporre alla perseveranza nel proprio essere, alla tracotanza del conatus essendi l’essere-per-altri? E ancora, come approssimarsi a chi mi è lontano, a chi mi è estraneo, persino, a chi mi è nemico? Come entrare-in-società-con-lui? Domande scomode, forse, ma la cui urgenza è oggi quanto mai improcrastinabile».

CHI È UMBERTO CURI

Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l’Università di Padova e docente presso l’Università Vita e salute San Raffaele di Milano. È stato visiting professor presso numerosi atenei europei e americani. Nei suoi studi si è occupato della storia dei mutamenti scientifici per ricostruirne l’intima dinamica epistemologica e filosofica. Più di recente si è volto a uno studio della tradizione filosofica imperniato sulla relazione tra dolore e conoscenza e sui concetti di logos, amore, morte, guerra e visione. Dal 2009 contribuisce alla ricerca epistemologica in ambito socio-sanitario, grazie a cui ha vinto il Premio Oscar Luigi Scalfaro per l’interdisciplinarità nella ricerca. Ha vinto inoltre l’edizione 2010 del Praemium Classicum Clavarense. Tra le sue pubblicazioni: Endiadi. Figure della duplicità, Feltrinelli, Milano 1995; La cognizione dell’amore. Eros e filosofia, Feltrinelli, Milano 1997 Polemos. Filosofia come guerra, Bollati Boringhieri, Torino 2000; Lo schermo del pensiero. Cinema e filosofia, Raffaello Cortina, Milano 2000; Il farmaco della democrazia, Marinotti, Milano 2003; La forza dello sguardo, Bollati Boringhieri, Torino 2004; Un filosofo al cinema, Bompiani, Milano 2006; Terrorismo e guerra infinita, Città Aperta, Assisi 2007; Meglio non essere nati. La condizione umana tra Eschilo e Nietzsche, Bollati Boringhieri, Torino 2008; Miti d’amore. Filosofia dell’eros, Bompiani, Milano 2009; Pensare con la propria testa, Mimesis, Milano2009; Straniero, Raffaello Cortina, Milano 2010; Via di qua. Imparare a morire, Bollati Boringhieri, Torino 2011; Le verità del cinema, Albo Versorio, Milano 2012.

CHI È GIUSEPPE GIRGENTI

Giuseppe Girgenti (Palermo, 1967) insegna Storia della filosofia antica e medievale all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Allievo e collaboratore di Giovanni Reale, ha allargato gli studi sul pensiero greco classico al pensiero cristiano delle origini, giacché considera la Patristica greca – soprattutto quella sviluppatasi ad Alessandria d’Egitto – il luogo di elezione in cui la filosofia greca si è fusa con la religione biblica. Di solito la civiltà greco-romana e la religione giudaico-cristiana vengono considerate «radici» culturali dell’Europa e dell’Occidente; contro questa immagine, preferisce parlare di «sorgenti», una metafora che suggerisce non fissità, ma fluidità; in questo senso, la confluenza di due diverse sorgenti in un unico fiume dà luogo a qualcosa di nuovo, che in parte mantiene e in parte modifica le caratteristiche originarie delle due diverse fonti. Dall’ermeneutica di Hans-Georg Gadamer e dai contributi storico-filosofici di Werner Beierwaltes ha mutuato due strumenti interpretativi che ha applicato nei suoi studi: la storia degli effetti (Wirkungsgeschichte) e la fusione di orizzonti (Horizontverschmelzung); dalla prospettiva di Pierre Hadot ha invece ereditato l’idea della filosofia antica come esercizio spirituale. Tra i suoi studi ricordiamo: Giustino Martire, il primo cristiano platonico, Vita e Pensiero, Milano, 1995; Il pensiero forte di Porfirio. Mediazione tra henologia platonica e ontologia aristotelica, Vita e Pensiero, Milano, 1996; Introduzione a Porfirio, Laterza Roma-Bari, 1997; Platone tra oralità e scrittura. Una dialogo tra Hans-Georg Gadamer e la Scuola di Tubinga-Milano, Bompiani, Milano 2001; Atene e Gerusalemme. Una fusione di orizzonti, il Prato, Padova, 2011; Il bue squartato e altri macelli. La dolce filosofia, con S. Giametta Mursia, Milano, 2012; di prossima pubblicazione: Il giardino e il ginnasio. Esercizi spirituali e ascetica del piacere (Milano, 2013).

CHI È MASSIMO CACCIARI

Massimo Cacciari è professore di Estetica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Nel 1967, sotto la guida del professor Dino Formaggio, si laurea in Filosofia all’Università di Padova con una tesi sulla Critica del giudizio di Immanuel Kant, avendo come relatore Sergio Bettini. Nel 1980 diviene professore associato di Estetica presso l’Istituto di Architettura di Venezia, dove nel 1985 diventa professore ordinario. Nel 2002 fonda la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele a Cesano Maderno, di cui è Preside fino al 2005. È tra i fondatori di alcune riviste di filosofia, che hanno segnato il dibattito dagli anni sessanta agli anni ottanta, tra cui «Angelus Novus», «Contropiano», «il Centauro». Ha rivolto la sua attenzione alla crisi dell’idealismo tedesco e dei sistemi dialettici, valorizzando la critica della metafisica occidentale propria di Nietzsche e di Heidegger e seguendo la genealogia del pensiero nichilistico nei classici della mistica tardo-antica, medievale e moderna. Sulla scorta della tradizione neoplatonica ha ripensato il tema dell’inizio oltre il Deus esse.Tra i numerosi riconoscimenti sono da ricordare la laurea honoris causa in Architettura conferita dall’Università degli Studi di Genova nel 2003 e la laurea honoris causa in Scienze politiche conferita dall’Università di Bucarest nel 2007. Ha pubblicato numerose opere e saggi, tra i quali meritano una particolare attenzione: Krisis, Feltrinelli, Milano 1976; Pensiero negativo e razionalizzazione, Marsilio, Padova 1977; Icone della legge, Adelphi, Milano 1985 (nuova edizione 2002); L’angelo necessario, Adelphi, Milano 1986 (nuova edizione 2002); Le forme del fare, (con M. Donà e R. Gasparotti), Liguori, Napoli 1989; Dell’inizio, Adelphi, Milano 1990 (nuova edizione nel 2001); Arte, tragedia, tecnica, (con M. Donà), Raffaello Cortina, Milano 2000; Della cosa ultima, Adelphi, Milano 2004; Tre icone, Adelphi, Milano 2007; Hamletica, Adelphi, Milano 2009; La città, Pazzini, Rimini 2009; Il dolore dell’altro. Una lettura dell’Ecuba di Euripide e del Libro di Giobbe, Saletta dell’Uva, Caserta 2010; I comandamenti. Io sono il Signore Dio tuo (con P. Coda), Il Mulino, Bologna 2010; Ama il prossimo tuo (con E. Bianchi),Il Mulino, Bologna 2011; Doppio ritratto. San Francesco in Dante e Giotto, Adelphi, Milano 2012; Il potere che frena, Adelphi, Milano 2013.
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