filosofia

Nel segno di Primo Levi

giovedì 17 gennaio, alle ore 20.45,
presso la sala mostre della Rocca S. Giorgio di Orzinuovi (Bs)
DAVID MEGHNAGI APRE FARE MEMORIA
nel segno di Primo Levi
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DAVID MEGHNAGI APRE
FARE MEMORIA
NEL SEGNO DI PRIMO LEVI

Primo Levi

Sotto L’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con il Patrocino dell’Assessorato all’Istruzione, Formazione e Cultura della Regione Lombardia, della Consi­gliera di Parità Provinciale, della Provincia di Brescia, del Parco Oglio Nord nonché degli enti ospitanti e in partnership con la Fondazione Movimento Bambino prende il via, domani, giovedì 17 gennaio, alle ore 20.45, presso la sala mostre della Rocca S. Giorgio di Orzinuovi (Bs), la II edizione di Fare memoria.

Ospite d’eccezione sarà David Meghnagi – docente di Psicologia clinica, Psicologia dinamica e Psicologia della religione all’Università di Roma Tre, dove dirige anche il Master in Didattica della Shoà da lui ideato – che terrà una lectio magistralis dal titolo: Scrittura e testimonianza. L’opera di Primo Levi. Finissimo conoscitore della musica concentrazionaria e dell’opera di Primo Levi, esule da Tripoli nel 1967, Meghnagi è uno di quegli ebrei che riuscì a scampare – allora aveva soltanto diciotto anni – al pogrom voluto dalla Libia di Gheddafi, raggiungendo l’Italia con altri otto familiari, dopo aver trascorso interminabili giorni di angoscia, di minacce e di terrore. «Accompagnati idealmente dalla testimonianza di vita e di pensiero di S. E. Rev. ma, Mons. Carlo Maria Martini, cui è interamente dedicato la II edizione di Fare memoria – ha dichiarato, il direttore scientifico della Rassegna, Francesca Nodari – ci apprestiamo ad inaugurare questo ciclo, aiutati da illustri relatori, cercando di problematizzare gli innumerevoli interrogativi che scaturiscono da quel perché che sostanzia il sottotitolo di questa seconda edizione e insieme ne indica la specificità, il punto d’osservazione dal quale partire per cercare di approfondire e di tenere viva la memoria su ciò che è stato. Certo, questo con grande rispetto e umiltà, senza alcuna pretesa di trovare risposte ultime, ma ipotesi che possono, tuttavia, offrire piste di lettura o spalancare orizzonti di senso dinnanzi a ciò che resta puro non-senso, nella convinzione, per riprendere le parole di Primo Levi, che “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”».

«È solo una supposizione, anzi, l’ombra di un sospetto: che ognuno sia il Caino di suo fratello, che ognuno di noi (ma questa volta dico “noi” in un senso molto ampio, anzi universale) abbia soppiantato il suo prossimo, e viva in vece sua. È una supposizione, ma rode; si è annidata profonda, come un tarlo; non si vede dal di fuori, ma rode e stride».
P. Levi, I sommersi e i salvati

CHI È DAVID MEGHNAGI

David Meghnagi è nato a Tripoli nel 1949. Nato da una famiglia ebraica in cui era fortemente coltivato l’amore per la musica e il canto liturgico, è ideatore e direttore del Master internazionale di secondo livello in Didattica della Shoah presso l’Università di Roma Tre, all’interno del quale dirige un progetto di catalogazione della musica concentrazionaria. Professore di Psicologia Clini­ca, Psicologia dinamica e Psicologia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, è altresì docente di Psicologia della Religione e di Pensiero Ebraico al Master Inter­nazionale in Scienza della Religione presso la stesso Ateneo e Membro della Delegazione italiana presso la Task Force for International Cooperation on Holocaust Remembrance and Education. È stato Vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e delegato per l’Italia pres­so la Conferenza dell’OSCE contro l’antisemitismo. È stato consulente del Centro di Cultura Ebraica di Roma. Membro del comitato scientifico di numerose riviste scientifiche e divulgative italiane e straniere, tra cui, «Lettera internazionale» (rivista di cultura europea pubblicata in numerose lingue), «Quadrangolo» (rivista di psicoanalisi e scienze sociali) e la rassegna mensile «Israel». Ha collaborato a diverse testate giornalistiche e riviste italiane e straniere. Negli anni settanta e ottanta è stato attivo nello sviluppo di una cultura del dialogo interreligioso e di una politica di pace nel Vicino Oriente. Ha avviato un progetto di valorizzazione della musica litur­gica del Mediterraneo. Tra le sue pubblicazioni: Il Kibbutz: aspetti socio-psicologici, Barulli, Roma 1974; La sinistra in Israele, Feltrinelli, Milano 1980; Freud and Judaism, Karnac Books, London, 1993; Tra Vienna e Gerusalemme. Interpretare Freud, Marsilio, Venezia 2003; Il padre e la legge. Freud e l’ebraismo, Marsilio, Venezia 2004; Ricomporre l’infranto. Il lutto della Shoah nell’espe­rienza dei sopravvissuti, Marsilio, Venezia 2005; Primo Levi. Scrittura e testimonianza, LibriLi­beri, Firenze, 2006; Le sfide di Israele. Lo Stato ponte tra Occidente e Oriente, Marsilio, Venezia 2010. Ha curato, inoltre, l’edizione italiana delle memorie di Marek Edelman, Memoria e storia dell’insurrezione del ghetto di Varsavia, Città Nuova, Roma 1985; con altri ha curato: La cultura sefardita, in tre volumi, Israel, Roma 1984; Antinomie dell’educazione, Armando, Roma 2004. È stato coautore di numerosi volumi tra cui: Il tempo del transfert, Guerini Associati, Milano 1989; Judentum Ohne Halacha, Ohne Zionismus, Judaica, Zurich 1986; L’oppio dei popoli. Quando la religione narcotizza la coscienze, Piemme, Milano 2009.

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concorsi

Racconto collettivo fantasy

Invito a partecipare al concorso a premi rivolto a giovani creativi per un racconto collettivo di ambientazione fantasy. Promossa dal Comune di Modena e BUK-Fiera della Piccola e media editoria, l’iniziatva è attuata in collaborazione con XOmegaP e Civibox. La scadenza per la consegna del primo capitolo è fissata al 27 gennaio 2013. La premiazione si svolgerà all’interno di BUK, il 23 e 24 marzo 2013.
Informazioni: Sito manifestazione

Biblioteca Delfini
Corso Canalgrande 103 (Palazzo S. Margherita), 41121 Modena
Tel. 059 2032940 – Fax 059.2032926
Orari: lunedì 14-20; da martedì a sabato 9-20
sito web

Primo piano, Società

Fiat, reportage

Fiat: tra dure condizioni
d’impiego e futuro incerto

di Francesca Ielpo
Da Aliberti, un amaro reportage racconta la rabbia
dei lavoratori per le promesse eluse dall’azienda

L’operaio è l’emblema rivoluzionario di un sistema economico che non si adegua più alle esigenze e ai bisogni di cittadini costretti, da vicissitudini contratte “dall’alto”, a campare a stento. Se redditi e diritti calano, intervengono i sindacati. Ciò che viene negato viene sottolineato, urlato in dichiarazioni e manifestazioni. Ma i grandi capi non smettono certo di godere, di tapparsi le orecchie tanto quanto basta per fingere di risolvere. Per poi arrivare a punto e a capo. Casi infiniti, storie di lavoratori che lottano e mal sopportano, si ritrovano in C’era una volta la Fiat. Tutto quello che l’azienda non vuole che sappiate (Aliberti editore, pp. 128, € 12,00), scritto con spirito critico e indagatore da Salvatore Cannavò, giornalista e collaboratore de Il Fatto Quotidiano.

 

Uomini o robot?

Cannavò riporta le parole di Pasquale, operaio alle carrozzerie di Mirafiori: «Perché la cosa assurda che ti capita con la linea di montaggio è che più il lavoro è facile più dai fuori di testa, perché la ripetizione è micidiale. Se è più difficile, magari puoi utilizzare un po’ di malizia per cercare di rallentare il ritmo e provare un po’ a pensare». Commenta il giornalista: «Certo non c’è quella rabbia fisica, non trasuda la rivolta, ma la fabbrica è ancora tutta sulle spalle di chi ci lavora, un ambiente che induce alla “paranoia”, straniante e straniera allo stesso tempo. Anche se ci si lavora da oltre vent’anni. Vent’anni di giornate uguali e faticose».

Si comincia alle 05:45, si termina alle 14:00. Le pause sono di dieci e quindici minuti, più il tempo necessario per un pranzo a mensa, «e poi c’è il silenzio, fatto dall’esterno dello stabilimento pochi minuti dopo l’uscita; lo sciame operaio si disperde subito, veloce come la rassegnazione che si è impadronita del mondo del lavoro. Resta però una sensazione, quella della dignità. Pasquale, e molti come lui, minimizzano la fatica, lo stress, l’alienazione, “la paranoia” come la chiama lui. La sente ma non se ne lamenta, non si atteggia a vittima. Sarà perché si è iscritto al sindacato, perché crede nella lotta comune e in qualche possibilità di riscatto»: così leggiamo. Così, la rabbia si accenna su labbra che vorrebbero pronunciare parole d’azione per modificare la passività, l’inumanità e l’inettitudine di un sistema lavorativo che crea cose e distrugge persone. Con un amministratore delegato, Sergio Marchionne, dallo «stile vittimista», la Fiat crea confusione, lamentele e si meraviglia di tanta ingratitudine da parte degli italiani verso un’azienda «che, è il ragionamento supposto, per l’Italia ha fatto tanto e in cambio ha avuto solo lamentele». Codesto atteggiamento porterà a giustificare «il definitivo abbandono dell’Italia da parte della Fiat o, più probabilmente, una riduzione significativa della presenza industriale nel nostro Paese», dice l’autore.

Questa, l’illuminante psicologia economica della Fiat e dei suoi lavoratori. Questi, i primi capitoli del libro: La vittima Marchionne, Vivere a Mirafiori, Vivere a Pomigliano. Si continua con l’analisi approfondita dei misfatti accaduti nei successivi cinque capitoli: Il tramonto di Termini Imerese; Melfi, la fabbrica della paura; A sud di Cassino; Lavorare più veloci, il Wcm; Padroni e operai.

Le parole dell’autore si intrecciano a quelle di operai in mobilità e in cassa integrazione. Di operai che si sentono ripetere promesse non mantenute né da Marchionne, né dal governo. Si parla di terrore e discriminazione nel caso dei tre operai licenziati allo stabilimento di Melfi perché iscritti al sindacato Fiom. Tuttavia, ribadisce Cannavò, «I casi sono ancora più numerosi, ma spesso affondano nell’anonimato delle cronache locali e i giornali disposti a criticare la Fiat non abbondano». Infatti si potrebbe stilare una lista densa di nomi e questioni da risolvere. Si pensi ancora al caso Capozzi, dipendente dell’azienda, licenziato perché mittente di un’email che incitava i suoi colleghi di lavoro alla rivolta. La sua esclusione da quella che è la sua unica fonte di reddito pare ingiusta e fuori luogo anche al giudice Rocchetti. Sembrano venir fuori, così, da un grigio sfondo di crisi di mercato, nuovi stabilimenti in Polonia (che portano alla riduzione non solo dei costi di produzione ma anche dell’occupazione nostrana), un minimo di speranza. Capozzi commenta: «C’è ancora una giustizia che tutela chi tutela i diritti».

Sulla soglia della disperazione troviamo Cassino. La cultura del difendersi attraverso i sindacati sembra non esistere. Si aspetta una manna dal cielo e, dipendendo esclusivamente dal Lingotto di Torino, si ben spera che esso non chiuda. Ciò significherebbe la fine dello stabilimento laziale.

 

La velocità dell’improduttività

Si ritorna a parlare di uomini robot con World class manufacturing (Wcm): un sistema di organizzazione del lavoro che ha permesso alla Fiat di ridurre le pause e organizzare strategie produttive. Leggere la definizione che il giornalista ne riporta incute timore. Si pensa, senza sforzare troppo il ricordo, a George Orwell e al suo 1984, scorrendo gli occhi su: «Il sistema si basa sulla riduzione sistematica di ogni tipo di spreco e perdita, con il coinvolgimento di tutti, attraverso l’impiego rigoroso di metodi e standard».

Salvatore Cannavò, con il suo reportage, riporta la descrizione di un mondo perfetto che fa acqua da tutte le parti. Veloci sì, ma licenziati no.

 

Francesca Ielpo

 

(http://www.bottegascriptamanent.it, anno VII, n. 65, gennaio 2013)

concorsi

Gatti da favola

Concorso letterario: GATTI DA FAVOLA

Materiale da inviare entro il 5 febbraio 2013 a cento@enpa.org

gatto
E’ il primo concorso letterario promosso da ENPA SEZIONE DI CENTO, associazione animalista ONLUS presente da 10 anni nella nostra città, dedicato al mondo felino.

I racconti, ispirati da qualsiasi circostanza e aventi “il gatto” come argomento primario, dovranno necessariamente essere scritti a computer e potranno occupare un foglio A4 scritto fronte/retro su cui dovrà essere indicato: nome, cognome, indirizzo, telefono e se possibile una mail.

Una foto potrà corredare il proprio racconto. L’indirizzo a cui inoltrare il materiale è il seguente: enpacento@libero.it, oppure cento@enpa.org entro e non oltre il 31/01/2013 per essere sottoposto e esaminato dalla Poetessa e Umorista ALESSANDRA BERARDI estremamente innamorata dei gatti, che eleggerà il racconto vincitore di “GATTI DA FAVOLA 2013” e consegnerà personalmente un importante premio a sorpresa in occasione dell’APERIMICIO, iniziativa di ENPA che si svolge tutti gli anni il 17/2 a CENTO in occasione della “FESTA NAZIONALE DEL GATTO”.

I racconti andranno successivamente a formare una raccolta rilegata che verrà proposta ai nostri banchetti di sensibilizzazione e utilizzata per piacevoli e accoglienti serate di “Reading” aperte a tutti gli interessati. Il concorso non ha alcun costo di partecipazione e chi gradisce avere informazioni sulle attività dell’associazione o chiarimenti su questo programma, può contattare l’associazione alle mail sopra descritte o al 347 2424834 DOPO LE 17.30.

Questo progetto, per il quale è stato chiesto il patrocinio alla Provincia di Ferrara e al Comune di Cento, è realizzato da ENPA in collaborazione con “Cocoricò, negozio per animali in Via Ferrarese a Cento”. Se e quando avremo l’esito dei Patrocini richiesti verrà pubblicata nuova locandina e messa nel nostro sito www.enpacento.it

libri

Cloud Atlas

Cloud Atlas: la storia…

Una voglia particolare sulla pelle, che ricorda vagamente una stella cometa, è ciò che collega sei personaggi che vivono in secoli diversi. Ad accumunarli c’è anche la disillusione verso il mondo che li circonda, il tentativo di combattere per cambiare le cose e la grandiosa scoperta che il loro piccolo gesto cambierà la vita di coloro che vivono nel futuro… con conseguenze a volte inaspettate.

Le anime dei protagonisti si spostano come nuvole, passando dal corpo di un notaio americano di metà Ottocento, giunto su un’isola del Pacifico per assistere ai devastanti effetti del colonialismo, al giovane musicista che s’intrufola nell’esistenza di un celebre compositore belga tra le due guerre mondiali.

Da un’intrepida giornalista che indaga sull’omicidio di uno scienziato antinucleare in piena guerra fredda, a un editore inglese in fuga dai creditori nella Londra anni Ottanta, sino a un clone schiavizzato nella Corea del prossimo futuro. Per arrivare infine all’alba del nuovo mondo – all’indomani dell’Apocalisse – e al suo primitivo, stupefatto abitante.

I sei personaggi si trasformano vivendo avventure incredibili in un affascinante, inventivo viaggio nella storia – dalle grandi esplorazioni fino ai confini del mondo che verrà – e nell’anima stessa dell’uomo.

Nonostante i sei protagonisti vivano in punti diversi e in momenti diversi del mondo e del tempo, essi fanno tutti parte di un unico schema, che li unisce tramite il sottile ed inestricabile filo del caso.

Acquista ora il libro Cloud Atlas - L'atlante delle Nuvole

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L’autore: David Mitchell

David Mitchell, nato in Inghilterra nel 1969, si è laureato in Letteratura Inglese ed Americana, ed in Letteratura comparata. Ha vissuto per diversi anni in Giappone insegnando inglese, poi ha scoperto di avere un talento molto speciale: è capace di scrivere racconti con trame bellissime, personaggi originali, e soprattutto uno stile narrativo che si adegua alla storia che sta raccontando.

In Italia sono già usciti Nove gradi di libertà, Sogno numero 9, A casa di Dio, I mille autunni di Jacob de Zoet.

I suoi libri hanno vinto diversi premi, e dall’Atlante delle Nuvole è stato tratto un film, Clouds Atlas, che uscirà nelle sale italiane il 10 Gennaio 2013, con un cast stellare: Tom Hanks, Halle Berry, Hugh Grant, Susan Sarandon, guidati dall’abile regia dei fratelli Wachowski.

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Opinioni

“L’atlante delle nuvole è un libro di straordinaria leggibilità, intelligente, vasto: uno di quei testi che non si vorrebbe mettere giù fino all’ultimo rigo e che vorremmo non finissero mai”
– L’Espresso

“La sontuosità del romanzo, la sua ambizione ed eccellente realizzazione, fanno scomparire il resto della narrativa inglese contemporanea”
– The Times

“Audace, strabiliante, originale e accattivante”
– Publishers Weekly

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autori, editoria, libri

L’Argentina, un saggio di Tiziana Salvino

L’arduo percorso dell’Argentina
alla conquista della democrazia

di Silvio Gambino
Franco Angeli pubblica un impegnativo saggio, di Tiziana Salvino,
che studia e analizza il costituzionalismo dello stato sudamericano

Presto sarà in distribuzione il saggio di Tiziana Salvino intitolato L’Argentina tra democrazia e golpe: uno studio volto ad analizzare il difficile percorso  compiuto dall’Argentina – paese travagliato per i reiterati abusi degli autoritarismi al potere – per approdare alla conquista della democrazia.

Si tratta di un volume che, nel compiere l’analisi dettagliata dei motivi fallimentari del presidenzialismo latino-americano e nell’esaminare il costituzionalismo argentino, tratteggia le linee evolutive e i segni del cambiamento della storia del paese, dai Perón ai Kirchner, passando in rassegna attentamente e dettagliatamente riferimenti ed eventi storici.

Il libro, pubblicato dal prestigioso editore Franco Angeli (pp. 208, € 26,00), si caratterizza per il suo linguaggio chiaro e scorrevole, adatto tanto agli addetti ai lavori – anche grazie alla ricchezza dei riferimenti alle fonti e all’ampia bibliografia – quanto ai non specialisti.

L’autrice è dottoressa di ricerca in “Impresa, Stato e Mercato” presso il Dipartimento di Scienze giuridiche “Costantino Mortati” dell’Università della Calabria. Le dinamiche di apertura delle costituzioni nazionali all’ordinamento comunitario ed internazionale in un’ottica comparata tra est ed ovest d’Europa è il suo oggetto di ricerca.

Vi proponiamo di seguito la notevole Prefazione di Silvio Gambino – ordinario di Diritto pubblico comparato dell’Unical – che “inaugura” il saggio e che ne presenta i tratti e gli argomenti fondamentali, introducendo il lettore nell’excursus compiuto dall’autrice.

Ci sia concessa preliminarmente una piccola nota di “vanto”: questo volume scaturisce dalla collaborazione della nostra agenzia letteraria la Bottega editoriale con la casa editrice Franco Angeli.

 

http://www.bottegascriptamanent.it/?modulo=Articolo&id=1495&idedizione=77

concorsi

Premio La Polla

Il Future Film Festival in occasione della quindicesima edizione dell’evento, è lieto di annunciare la terza edizione del “Premio Franco La Polla”. Dopo la prematura e improvvisa scomparsa del Prof. La Polla, il Festival ha istituito, in collaborazione con l’Università di Bologna, il “Premio Franco La Polla” per la migliore tesi di laurea di argomento cinematografico, specificamente sui temi della fantascienza, del fantasy, dell’animazione e degli effetti visivi degli anni 2011-2013.
Il bando è riservato agli studenti di laurea triennale o magistrale.

In collaborazione con Università degli Studi di Bologna.

per info