libri

Aziende come feudi

L’antica logica
feudale rivive
ora in azienda

di Angela Patrono
Un saggio sagace e graffiante
accosta l’imprenditoria di oggi
al Medioevo, da Città del sole

Serrati nelle loro armature come per proteggersi da sguardi indiscreti, i cavalieri si dispongono attorno alla tavola rotonda, pronti a giurare fedeltà al re. Di certo ognuno di essi è senza paura, ma non tutti sono senza macchia come sembrano. C’è il valvassore che attende di essere innalzato a vassallo, anche a costo di fare qualche sgambetto di troppo, ci sono i giovani scudieri con i loro sogni di gloria e i servi che, in un angolino, spettegolano di un possibile complotto contro il re. Tra bisbigli e proposte di alleanze, ecco che appare il sovrano. Tutti si inchinano, qualcuno più degli altri. In un simile scenario, la nuova leva si deve muovere tra intrighi, faide e cospirazioni prima di ottenere la tanto sospirata investitura di vassallo. Non stiamo parlando di un convegno di cavalieri in un Medioevo lontano e sconosciuto, ma di una moderna riunione aziendale, come quelle descritte da Konrad Keller nel suo libro Le aziende funzionano come feudi. Capire la logica che le muove e fare carriera (Città del sole, pp. 48, € 8,00). L’opera si presenta come un agile volumetto dal contenuto esplosivo fin dalle prime battute. Il concetto di base espresso infatti dall’autore, italo-inglese di origine tedesca e manager presso diverse multinazionali, è il seguente: ogni azienda si regge su regole arcaiche, le quali rimandano alla struttura feudale, quindi per impadronirsi del proprio feudo è necessario usare armi infallibili quali cinismo e spregiudicatezza.

 

Il Medioevo, specchio dell’azienda

Essenziale è capire che ogni impresa è basata su un modello gerarchico, sintetizzato con la classica struttura piramidale mutuata dal Medioevo o un più moderno organigramma con al vertice il sovrano/amministratore delegato/presidente, seguito dal comitato di direzione, un gruppo di “cavalieri” apparentemente fedelissimi al grande capo, ma spesso mossi da contrasti o mire personali. La vita aziendale, infatti, è basata su un continuo accaparrarsi i favori della figura più influente, che spesso non è colui che occupa un livello di carriera più elevato. «L’organigramma reale è, pertanto, molto differente da quello formale». In ogni caso, se si desidera arrampicarsi sulla scala sociale, è necessario allacciare stretti contatti con chi detiene il potere, anche a costo di stringere amicizie opportuniste.

Un altro interessante parallelo con la società medievale è quello sull’approvvigionamento delle risorse: mentre i feudi e le signorie combattevano guerre per impadronirsi di territori da sfruttare, le aziende si muovono per guadagnare quote di mercato e il loro obiettivo è quello di sbaragliare la concorrenza per promuovere i loro prodotti e, quindi, incrementare le vendite. Qui il libro di Keller snocciola pratici elementi di marketing, sostenendo: «Il guadagno è l’unica logica che esiste» e suggerendo di concentrarsi sui core products, quelli che vendono di più, per incentivare i profitti.

Il volume impartisce chiare istruzioni di cinismo a tutti gli aspiranti feudatari: tra queste, lottare per conquistare un territorio, tornare sempre con il bottino, spendere il meno possibile in guerra e stringere (false) amicizie con chi conta per poi eliminarlo a tempo debito. Il “novellino” dovrà quindi studiare e valutare bene tutte le opportunità che gli si presentano, scegliendo obiettivi semplici e raggiungibili su cui prendere la mira come un arciere medievale. Per questo è utile anche controllare i flussi di comunicazione che si svolgono all’interno del team aziendale, ma anche al suo esterno, prestando attenzione perfino ai gossip degli umili “servi della gleba”: più informazioni si reperiscono, maggior controllo si ha sull’andamento dell’impresa. In questo modo la strada diventerà sempre più spianata e, per sancire la vittoria anche davanti agli occhi altrui, sarà bene «farsi incoronare pubblicamente», magari durante una riunione aziendale.

 

Ironia e interattività

Il libro fa ampio uso di foto e schemi per esprimere meglio i concetti. Per ogni capitolo vengono usati grafici esplicativi o immagini a tema medievale o comunque extraziendale, a volte anche dal tono ironico: degna di nota, una foto rappresentante dei lupi dall’aria minacciosa con la didascalia: «I tuoi colleghi ti salutano all’arrivo in azienda». I riferimenti grafici al mondo medievale, comunque, si sprecano: un bassorilievo, varie foto di rievocazioni storiche, addirittura uno screenshot tratto da un videogioco di ruolo; ma non è tutto. Una cartina dell’impero romano viene usata per indicare «un’azienda con una quota di mercato altissima», mentre quella dell’impero di Carlomagno, con frecce ad indicarne l’espansione in alcuni regni limitrofi, indica «la conquista dei mercati concorrenti». Inoltre, al termine di ogni capitolo, un rettangolo in grassetto, con scritte in stampatello, ne sintetizza i punti salienti dando consigli efficaci a tutti gli aspiranti manager.

L’accostamento al mondo medievale conferisce un approccio inedito al libro di Keller, pratico vademecum per chiunque voglia addentrarsi nei corridoi insidiosi del maniero aziendale. Per conquistare il proprio feudo bisogna avere una buona dose di scaltrezza e conoscere perfettamente i meccanismi che regolano il mercato: regole spietate ma necessarie se non si vuole essere condotti nelle segrete. La brevità del libro non deve trarre in inganno: secondo l’autore, infatti, «il libro va letto, riletto, usato e riletto», con la possibilità di contattare lo stesso Keller via email o Twitter, puntando quindi sulla condivisione di esperienze o di eventuali critiche e suggerimenti. Un volume interattivo, quindi, che affronta l’argomento marketing sotto una nuova luce e si propone di indirizzare in maniera innovativa chiunque faccia i conti con una realtà lavorativa conflittuale e burrascosa come quella di uno staterello medievale, spingendo le “nuove leve” a farsi valere e raggiungere il successo desiderato, per arrivare vittoriosi all’incoronazione.

 

Angela Patrono

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno VII, n. 65, gennaio 2013)

 

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