riviste

Civico 103

E’ in uscita in formato cartaceo e sarà presto disponibile in versione HD per iPad , il nuovo numero della rivista “civico 103”, il magazine della Galleria civica di Modena che presenta le mostre e gli eventi ospitati dal museo modenese, con dettagli, approfondimenti e curiosità sulle opere, gli artisti ed il “dietro le quinte” dell’organizzazione.
Si tratta di un numero speciale, monografico, tutto dedicato alla mostra “Nam June Paik in Italia”, aperta dal 16 febbraio al 2 giugno nelle due sedi espositive di Palazzo Santa Margherita e della Palazzina dei Giardini, in corso Canalgrande a Modena, incentrata sulla presenza e sull’influenza dell’artista coreano in Italia a vent’anni esatti dalla vittoria del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 1993.
Con oltre cento lavori provenienti da importanti collezioni italiane la mostra ripercorre il rapporto dell’artista con il nostro Paese di cui è stato ospite assiduo, dagli anni Settanta a tutti gli anni Novanta, da solo o con altri artisti della galassia Fluxus, impegnato in performance, mostre, scambi e dialoghi con critici, collezionisti, istituzioni. (informazioni e approfondimenti su www.galleriacivicadimodena.it)
Accanto a un corposo testo a cura del direttore della Galleria civica Marco Pierini, curatore della mostra, testimonianze e approfondimenti, informazioni e news sulle iniziative collaterali e su quanto in programma fino alla chiusura della mostra.
Firma il racconto inedito dal titolo “La voce della televisione” lo scrittore Paolo Albani.
In chiusura un nuovo appuntamento con il
fumetto, grazie a una feconda partnership con Comicom-Comunicare a fumetti che firma la nuova rubrica, GASP!
Il magazine è edito da Silvana Editoriale, che lo distribuirà nei bookshop dei principali musei e centri d’arte italiani.
“civico 103” sarà on line in formato pdf sul sito della Galleria Civica di Modena, sul sito dello
Studio Clp di Milano, sul sito di Silvana Editoriale e su issuu.com. A partire da questo numero sarà inoltre pubblicato su www.ebookeditore.it che rende disponibili gratuitamente anche i numeri precedenti della rivista sempre in formato pdf.
La pubblicazione è a diffusione gratuita ed è distribuita in città presso le sedi espositive dell’istituto modenese, nelle biblioteche, presso gli istituti culturali cittadini, nelle librerie, e nei principali punti informativi.


Come applicazione per iPad,
realizzata in collaborazione con Intersezione e con Get Connected, la nuova versione HD, scaricabile gratuitamente da Apple Store, ha una nuova veste grafica, è rinnovata nelle finzioni e ancor più ricca di contenuti inediti. Richiede l’iOS 5.0 o successive.
“civico 103 HD” è un’applicazione gratuita.Tags: arte iPad, Civico 103, Galleria civica Modena, magazine arte iPad

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libri

Vetrina letteraria

Lunedì 28 Gennaio ore 17 – Invito alla lettura

Marco Morisi – PEDINANDO LA NOSTALGIA (Este Edition, 2012)
Conversa con l’Autore Guido Gennari
“Nel comporre queste brevi note, serbo in cuore un’unica tenue speranza, quella di poter concorrere, per una piccolissima parte, a promuovere una cinofilia un poco più etica e “gentile”, e maggiormente distaccata da quell’ansia di potere e protagonismo esasperati che oramai distorcono le bellissime linee del viso di questa dolcissima Musa, tanto da farla apparire spesso con le sembianze di una diabolica Parca”. (L’Autore)
Marco Morisi è nato a Ravenna nel 1943, ha vissuto per quarant’anni a Ferrara e attualmente risiede a Reggio Emilia. Si è occupato per trent’anni di cinofilia. Ha pubblicato la raccolta di poesie “Il profumo delle macerie” (2002).

» Martedì 29 gennaio ore 17 – Invito alla Lettura
Virginia Virilli – LE OSSA DEL GABIBBO
Dialoga con l’Autrice Andrea Buzzoni
Introduce Enrico Spinelli
Quella di Picozzi non è una malattia che si vede subito. Agisce con lentezza. Stanca. Piega. Atterra. Quella di Picozzi è una malattia che cresce insieme allo sguardo curioso, acuto, intelligente della bambina, dell’adolescente, della donna che è sua figlia. Quella di Picozzi è una sclerosi multipla, rigorosamente e violentemente respinta come si respinge un invasore. “Le ossa del Gabibbo” è la storia di questa invasione e della resistenza che ne consegue – paradossale, buffa, commovente. Ed è anche la storia di una ragazza che percorre all’inverso la china discendente della madre e racconta, irriverente e comica, i suoi impacciati esperimenti omosessuali, i suoi flirt, l’amicizia con una bellissima e un po’ sfigata compagna di classe, la balzana storia d’amore con Codino, il meccanico. Sullo sfondo la provincia italiana, le strade che scollinano, la vita a quattro ruote, i muri e le mura che fanno da confine all’ansia di vivere. Virginia Virilli ha scritto un romanzo rapinos o e dolcissimo, la testimonianza originale e spiazzante di un impertinente faccia a faccia con il dolore.

» Mercoledì 30 gennaio ore 17 – INVITO ALLA LETTURA
Nicoletta Poli – VITE CONTROVENTO
La consulenza filosofica individuale (Ipoc Path of Culture, 2012)
Conversano con L’Autrice Luigi Grassi, Ordinario di Psichiatria Università di Ferrara e Ines Cavicchioli, scrittrice
“Vedere le mura del mondo aprirsi, intravedere la propria capacità di essere libero e anche la paura, il brivido davanti all’universo, davanti a quello spazio immenso che è la propria autonomia” (L’Autrice)
Nicoletta Poli, filosofa genovese, vive da diversi anni a Bologna dove si occupa di consulenza filosofica e di ricerca sociale con particolare riferimento al disagio psichico.
Questo libro presenta non solo vari studi di casi in cui la consulenza filosofica ha aperto un varco di speranza e coraggio nella persona sofferente, ma anche i vari strumenti euristici da potere utilizzare concretamente in un percorso di questo tipo

» Giovedì 31 gennaio ore 17 – INVITO ALLA LETTURA
Franco Mari – L’AMANTE DEL GOVERNATORE (Este Edition 2012)
Dialoga con l’Autore Riccardo Roversi
La vicenda si svolge fra il 1934 e il 1940, periodo in cui Italo Balbo ricopre la carica di Governatore della Tripolitania, Cirenaica e del Fezzan. Un incontro rapido e occasionale fa sì che una ragazza berbera si innamori del Governatore e che venga destinata a diventare una delle sue concubine. I preparativi all’arrivo del Governatore si svolgono a Giarabub, una sperduta oasi del deserto libico, dove il Capitano Paride Pasini e Ghada – una ex prostituta berbera – istruiscono la ragazza ai suoi nuovi doveri. Nell’oasi di Giarabub il passato reinventato si sviluppa in un crescendo di eventi minimi, trattati con delicatezza, senza pretese documentali e senza alcun accanimento storico. Le passioni primarie e violente dei vari protagonisti finiscono per smorzarsi nella lenta quotidianità della vita nel deserto. Sullo sfondo della probabile Seconda Guerra Mondiale, all’angoscia di una continua attesa insoddisfatta si alternano per la ragazza momenti di limpida felicità sino al dr ammatico epilogo finale. (Este Edition)
Franco Mari è nato a Portomaggiore nel 1956 e vive a Ferrara, dove esercita la professione di medico chirurgo. Nel novembre 2011 ha pubblicato il suo primo romanzo Il tesoro di San Leo e nel 2012 La Gilda (Este Edition)

» Venerdì 1 Febbraio ore 17 – VETRINA LETTERARIA
Sergio Gnudi – IL FILO DI AFRODITE (Este Edition, 2012)
Dialoga con l’Autore l’Editore Riccardo Roversi
Amore, dolore, speranza sono i temi che governano quest’ultimo libro di poesie. È questo l’epilogo di una trilogia iniziata nel 2009 con “A Cinzia” e nel 2010 con “Raccontami o Dea”, che insieme ci dicono molto sul mondo poetico del loro autore.[…] Ci dicono per esempio della sua predilezione per i modelli greci e latini, letterari e filosofici, inoltre manifestano la scelta di un vocabolario ricco e raffinato, tuttavia disposto a farsi comprendere e ciò, in qualche modo, come reazione allo sperimentalismo che ha contrassegnato le raccolte del suo esordio. Infine, le tre raccolte insistono nel restituire alla poesia quel ruolo catartico che alla tragedia assegnò Aristotele e che Gnudi, in linea con alcune urgenze contemporanee, individua nell’educazione al sentimento. (Dalla prefazione di Angelo Andreotti)
Sergio Gnudi è nato a Ferrara. Poeta dell’avanguardia nei primi anni Ottanta, ha pubblicato le tre opere prime “Tra due fuochi”, “Scorie padane” e “Iperbolia”. Tra le successive pubblicazioni sono: “Del diavolo e della santità”(2007), “A Cinzia” (2009) “Raccontami o Dea” (2010), “La mamma racconta gli eroi”(Este Edition, 2011)
concorsi

Premio Morrione

INVITO
 
“Il buon giornalista d'inchiesta è per sua natura un discesista”
Presentazione dei progetti finalisti della seconda edizione
del Premio Tv per il giornalismo investigativo Roberto Morrione
Giovedì 31 Gennaio 2013, ore 18.00

Roma, Palazzo Valentini, Sala Di Liegro, Via IV Novembre, 119/a

(Ingresso libero fino a
esaurimento posti)


intervengono
Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo
21
Marcella Sansoni, presidente
giuria Premio Roberto Morrione
Sandro Provvisionato, Flavio Fusi e Flaviano Masella tutor dei tre progetti finalisti

Gli
autori dei tre progetti finalisti

presenta
Marino Sinibaldi, direttore di
RadioTre

a seguire
“Illuminare gli angoli bui, il ruolo del giornalismo
d’inchiesta oggi”
con: Riccardo Iacona (Presa Diretta-Rai Tre), Maurizio Torrealta (L’inchiesta–Rainews24), Sigfrido Ranucci (Report-Raitre) e Corrado Formigli
(Piazza Pulita–La7)
 

IN COLLABORAZIONE CON:
Articolo 21, Premio Ilaria Alpi, FNSI, USIGRAI, RaiTeche, Tavola della
Pace, Misteriditalia.it, Scuola di giornalismo Lelio Basso, Gruppo dello
Zuccherificio, UCSI, Liberainformazione.org

MEDIA
PARTNER: Internazionale, Rai RadioTre


WWW.PREMIOROBERTOMORRIONE.IT
Arte, concorsi

Concorso per artisti e curatori

ArteinContemporanea: Concorso regionale per giovani artisti e curatori

arteincontemporanea

ArteinContemporanea è una manifestazione, alla terza edizione, promossa attraverso il Programma G.E.CO2, Accordo in materia di Politiche giovanili tra la Regione Emilia-Romagna e il Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che presenta le ricerche e i nuovi linguaggi espressivi proposti dagli artisti più giovani della nostra regione.

Dopo le prime edizioni del 2000 e 2002, ArteinContemporanea torna ad indagare e proporre al pubblico quelle che sono le produzioni più originali e interessanti del panorama artistico contemporaneo delle più giovani generazioni, operanti nel territorio regionale, animando la città di Modena per dieci giorni con mostre d’arte e di fotografia, video, incontri e premi.

Il concorso è finalizzato all’individuazione di giovani artisti, fotografi e video-maker emiliano-romagnoli che parteciperanno alla manifestazione con le loro opere e digiovani curatori e critici d’arte a cui sarà affidato il compito di collaborare all’organizzazione della manifestazione, realizzare testi per il catalogo, curare la realizzazione delle mostre coadiuvando i galleristi e realizzare incontri e conferenze sull’arte contemporanea.

Possono partecipare critici d’arte ed artisti residenti o operanti nella Regione Emilia-Romagna nei diversi ambiti delle arti visive (arte, fotografia, installazioni, street art, incisione, performance, video-arte) con un’età compresa tra i 18 e i 35 anni. Gli artisti devono già essere stati selezionati per mostre ed iniziative promosse dai comuni e province dell’Associazione GA/ER, o dal GAI – Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani, o aver partecipato ad importanti eventi espositivi regionali o nazionali.

I candidati dovranno presentare o inviare i materiali richiesti all’Ufficio Giovani D’Arte entro il 25 marzo 2013.

Un’apposita commissione, costituita da autorevoli operatori del settore e critici d’arte emiliano-romagnoli selezionerà, tra i candidati, gli artisti che parteciperanno con le loro opere alle mostre d’arte e di fotografia in diverse gallerie della città, i video-makers che parteciperanno con i loro prodotti alle rassegne video e i critici che saranno coinvolti nell’organizzazione dell’evento, sia a livello critico che curatoriale.

Per gli artisti che esporranno le loro opere in gallerie pubbliche e private vengono istituiti, per incentivare il collezionismo d’arte contemporanea, diversi Premi-acquisto, attraverso il coinvolgimento di settori economici e professionali del territorio regionale. Durante la manifestazione sarà attribuito un numero di premi corrispondente a quelli raccolti, ammontante a € 500,00 per opera, agli autori dei lavori ritenuti più significativi. Le opere selezionate saranno assegnate, durante un’apposita Cerimonia di premiazione, ai finanziatori dei premi-acquisto.

Verrà realizzato un catalogo della manifestazione, sia cartaceo che digitale, che conterrà i materiali degli artisti partecipanti e i testi elaborati dai critici selezionati e sarà pubblicizzata l’iniziativa tramite comunicati stampa e la pubblicazione sui siti degli enti coinvolti.

Info e bando integrale del concorso  su www.comune.modena.it/gioarte

GIOVANI D’ARTE, Settore Cultura, Comune di Modena
Via Galaverna 8 – 41123 MODENA tel. 059.2032604 – giovanidarte@comune.modena.it
orari: da lun. a ven. 8,30-13,00  lun. e giov. 14,30-17,30

GA/ER – ASSOCIAZIONE GIOVANI ARTISTI EMILIA ROMAGNA. Organismo che raccoglie tutti i 9 comuni e 8 province della regione con l’intento di supportare, incentivare e fare conoscere il lavoro dei giovani creativi emiliano – romagnoli. Ha l’obiettivo di dare vita ad un sistema organico ed integrato per la progettazione e la gestione degli interventi rivolti ai giovani artisti, di affinare le loro capacità creative e progettuali e di tradurle in opportunità di lavoro. www.gaer.ws

GIOVANI D’ARTE, COMUNE DI MODENA. Servizio dell’Assessorato alla Cultura che da 27 anni opera con lo scopo di sostenere le nuove generazioni artistiche attraverso iniziative di formazione, promozione e ricerca. Si prefigge di documentare l’attività, offrire servizi e occasioni di visibilità a favore dei giovani che operano nei campi delle arti visive e applicate e dello spettacolo. Da anni realizza manifestazioni ed eventi, molti dei quali a livello nazionale, tra cui ricordiamo: Proforme, Portfolio-Giovane Fotografia in Italia, FCE – Festival del Cabaret emergente, DAB. Design per artshop e bookshop. Per la Regione Emilia Romagna ha promosso, oltre all’evento in oggetto, diverse iniziative, tra cui: >Net Art>.>Anywhere>,Concorso regionale per giovani grafici per la realizzazione del logo del GA/ER,ArteinAttesa giovani artisti emiliano-romagnoli per il Policlinico di Modena, A cura di… giovani curatori in emilia-romagna, designER giovani designer in Emilia Romagna.

Allegati
geopolitica

Collaborare ad “Eurasia”


Stage di formazione e Tirocini

La rivista “Eurasia” è aperta alle offerte di collaborazione. Stage di Formazione e Collaborazioni: “Eurasia. Rivista di studi geopolitici” offre la possibilità di compiere stage formativi, principalmente in modalità di telelavoro, attraverso i quali i candidati potranno approfondire diverse conoscenze ed acquisire esperienza nelle attività redazionali. Lo scopo del periodo di formazione è fornire al tirocinante la possibilità di fare ricerca nel campo desiderato, a seconda di propri interessi e capacità, producendo articoli che verranno pubblicati inizialmente sul sito informatico della rivista (supplemento al cartaceo) e occupandosi della revisione di testi, o svolgendo attività di ricerca o altre attività legate alla pubblicistica. Tutor specializzati seguiranno costantemente lo stagista, comunicandogli conoscenze, esperienze e materiali. I tirocini (della durata variabile da definire a seconda delle esigenze, ma orientativamente di tre o quattro mesi) possono essere validi per conseguire crediti universitari: qualora non esistesse la relativa convenzione con una specifica università, “Eurasia” sarà lieta di procedere alla stipula di tale accordo. Fuori dallo schema formale dei tirocini è inoltre prevista la possibilità di una collaborazione volontaria (non retribuita), alla quale “Eurasia” garantisce la stessa attività di tutoraggio e la possibilità di pubblicazioni, nonché un attestato di attività ed eventuali referenze. È possibile partecipare al programma tirocini compilando il seguente modulo da inviare al Direttore. Richieste aperte per ogni area Disponibilità inizio immediato (gennaio 2013): -Area anglosassone; -Area America Indiolatina; -Area Asia Meridionale; -Area Europa; -Area Eurasia; -Area Africa; -Area Estremo Oriente; -Tirocinio e collaborazione traduttori (tutte le lingue). Ricordiamo che il numero di “Eurasia” sul Kazakhstan è ancora disponibile a Modena presso Libreria Feltrinelli, Via Cesare Battisti 16.

http://www.eurasia-rivista.org/scriverci/collaborazioni-tirocini-e-stage/

concorsi

Premio Dino Tebaldi

23 gennaio  ore 9

Premio Nazionale di Narrativa Dino Tebaldi – Giornata conclusiva
AccademiaIl 23 gennaio, dalle ore 9 alle 13, presso l’Auditorium della Biblioteca Comunale Giorgio Bassani, a cura dell’Associazione A.S.D Accademia delle culture, si terrà la giornata conclusiva del Premio Nazionale di Narrativa Dino Tebaldi
Con il patrocinio della Provincia di Ferrara, del Comune di Ferrara – in collaborazione con il Servizio biblioteche e archivi del Comune di Ferrara, la Biblioteca Dino Tebaldi, il Gruppo Scrittori Ferraresi, la Biblioteca Bassani di Ferrara, Este Edition, l’Istituto di storia contemporanea di Ferrara, gli amici e la Famiglia di Dino Tebaldi.
Associazione ASD Accademica delle Culture
Via del Lavoro 64 – 44039 Tresigallo
Informazioni: Alessio Carlini (ass.accademicadelleculture@gmail.com) – Tel.: 345 8171350 – 340 5054327

Associazione A.S.D. Accademica delle Culture
con il patrocinio
Provincia di Ferrara
Comune di Ferrara

libri

Presentazioni libri

Presso la Biblioteca Ariostea, in Via Scienze 17 a Ferrara

Martedì 22 gennaio ore 17 – Invito alla lettura

Andrea Manica – LO ZABAIONE DEI PENSIERI (Mannarino Editore, 2012)
Dialogano con l’Autore i burattini di Jacopo Orsolini della compagnia “Arrivano dal Mare!”, al pianoforte il Maestro Filippo Zattini“
Vorrei regalarvi poesie senza avere trucchi, ma non posso farlo, ho imparato sui banchi di nebbia a scrivere denso, a dare una forma ai pensieri con parole false.“Così inizia “Lo Zabaione dei pensieri”, una raccolta variegata in cui i toni aspri e drammatici della realtà percepita si accordano alle pause lievi, etiche, romantiche o ironiche.Andrea Manica, nato a Portomaggiore nel 1988, laureato in Scienze della Comunicazione, delle Arti e dello Spettacolo presso l’Università di Ferrara, ha sempre nutrito una grande passione per la scrittura.
Suona la chitarra nel gruppo “Peter e la Demokritica”. Questa è la sua prima raccolta di riflessioni, poesie e brevi racconti.

» Mercoledì 23 gennaio ore 17 – Invito alla Lettura
Margherita Gadenz, Patrizia Garofalo, Nina Nasilli – OASI CRIPTATE (Edizioni Il Foglio 2012)
Intervista di Matteo Bianchi Letture a cura dell’attore e scrittore Giuseppe Tossici
aggiungi due versi ai miei
poche parole, oasi criptate
nella sabbia è ciò che resta
del silenzio, esplorato
a tutto tondo […]

Una raccolta in versi a più mani che unisce in un intimo diario tre stili differenti: quello morbido della poetessa di origine rodigina Nella Nasilli, quello della scrittrice trentina Margherita Gadenz, al suo esordio editoriale, e i toni caldi e coinvolgenti della poetessa e critico letterario ferrarese, Patrizia Garofalo.Un libro ‘collettivo’ e ‘femminile’ in cui le Autrici – ognuna con le proprie peculiarità tematiche oltre che stilistiche – riescono in maniera armonica a far confluire le loro diverse “correnti”.
Argomenti vari

Nuovi media ed educazione

Processi comunicativi
e educativi nell’era
della società globale:
conflitto o interazione?

di Adelina Guerrera
Da Anicia, una raccolta di saggi analizza la centralità dei nuovi media
nelle moderne pratiche educative in virtù dei mutamenti sociali attuali

In una società fortemente interdipendente e globalizzata caratterizzata dall’accelerazione degli scambi di capitale, beni e persone, dalla compressione spazio-temporale e dall’estensione delle relazioni sociali, si è sempre più parte integrante di un tutto organicamente interrelato sotto l’aspetto culturale, economico, politico, sociale e in cui, in particolare, il predominio della dimensione culturale domina su tutti gli altri ambiti di vita e si manifesta e concretizza nella diffusione dell’informazione, della tecnologia, dei linguaggi e dei saperi specialistici e, quindi, nel profondo cambiamento degli stili di vita.

Alla luce di questa iniziale premessa, la raccolta dei notevoli contributi presenti in questo volume, intitolato La comunicazione nelle Scienze dell’educazione (Anicia, pp. 280, € 23,00), si configura come una sorta di work in progress con lo scopo di analizzare lo studio del nesso comunicazione-educazione in virtù dei cambiamenti avvenuti.

I temi trattati dai singoli autori, pur nella loro specificità e differenza di prospettiva, hanno una matrice comune e permettono di approfondire, nel particolare, alcuni nodi cruciali della svolta comunicativa in atto nella società in cui viviamo, che si presenta con caratteristiche di complessità che non sempre è facile comprendere e decifrare.

Il filo conduttore che rende legato il ragionamento consiste, nella visione dei vari autori, nell’assumere la centralità della comunicazione e dei media nelle pratiche educative così da ipotizzare l’avvento di un nuovo ambiente in cui ridefinire il concetto di costruzione-formazione della persona in relazione al dilagare della tecnologia in ogni ambito della vita umana.

Sulla base di tali considerazioni, è necessario partire dal significato di società globale e mediale, che si presenta e si manifesta come una sorta di disorientamento e di incertezza che ha finito con l’accrescere l’importanza dei media divenendo la principale agenzia di socializzazione in cui la rapidità e il dinamismo delle informazioni è sempre più immediato.

Partendo da tale presupposto, nel presente lavoro vi è una tesi comune. In particolare, in quella avanzata dalla curatrice del testo, Giovannella Greco, presidente del corso di laurea triennale in Scienze dell’educazione e del corso di laurea magistrale in Media education, emerge la considerazione che la multimedialità rappresenti il luogo dove poter ritrovare il «senso della comunità» che spesso manca nella vita reale, ma, come ribadisce la stessa, si corre il rischio di un annullamento dei valori, delle emozioni e dell’interazione faccia a faccia.

 

Consumare le emozioni in silenzio e in solitudine

Di importanza straordinaria è, indubbiamente, la riflessione sul comportamento dei giovani in virtù di questi mutamenti repentini e immediati poiché, grazie alla capacità dei media di «rendere vicino il lontano e lontano il vicino», hanno la possibilità di comunicare senza incontrare le difficoltà e i rischi connessi all’esposizione in prima persona, tendendo a coltivare così una «vita sullo schermo» che non permette di andare in profondità, di «cogliere attraverso lo sguardo ciò che l’individuo ha portato con sé» mettendo in atto, quindi, una «sorta di disimpegno emotivo».

Nella prospettiva avanzata da Enrico De Santo viene approfondita con maggior attenzione questa problematica, mettendone in evidenza i suoi lati negativi; infatti, come sottolineato dallo studioso, sia le comunità virtuali create in Internet che la chat, oltre ad offrire «un rifugio», «una difesa contro la noia e la solitudine», possono, nel contempo, diventare «responsabili di un impoverimento culturale dei rapporti umani» portando, così, ad un «progressivo isolamento, fino alla perdita dei confini personali e al verificarsi di fenomeni quali la depersonalizzazione e la derealizzazione».

Alla luce di questi cambiamenti avvenuti, emerge, quindi, nell’ottica dei vari studiosi, l’esigenza di un «radicale ripensamento dell’educazione»; pertanto, è necessario costruire un approccio corretto da parte del sistema educativo che veda nei media non semplicemente degli strumenti di cui servirsi nel proprio operato, ma bisogna «fare della comunicazione uno stile di intervento e una costante operativa» che permetta di capire che oggi i media partecipano attivamente al processo di «costruzione, negoziazione e trasmissioni di significati e valori».

 

Una nuova relazione educativa

Lo scopo comune a cui è necessario tendere è racchiuso, quindi, nel significato, nell’approfondimento e nella ricerca dei processi che oggi legano la formazione ai nuovi modi del comunicare; a riguardo, risultano interessanti i due contributi apportati da Viviana Burza e da Giuseppe Spadafora che, riflettendo sull’importanza della formazione-comunicazione, propongono, seppure con modalità diverse, la rivalutazione della relazione educativa, intesa nell’una come paradigma intersoggettivo, capace di promuovere comunione e consenso sociale, nell’altro, invece, come costruzione della democrazia, dell’etica e della politica, riprendendo il pensiero del filosofo John Dewey, conosciuto per aver operato la rivoluzione copernicana dell’educazione.

Egli prospettava, infatti, una scuola come «laboratorio di democrazia», ossia come «comunità in miniatura» in cui è possibile costruire e promuovere lo sviluppo sociale e comunicativo del soggetto.

Questo porta, come sottolineato nella prospettiva avanzata da Agata Piromallo Gambardella, ad una scuola come «ambiente di mediazione tra l’astratto e il concreto», una scuola pratica che recuperi la centralità della riconsiderazione dell’uso dei media non puramente strumentale ma come «motori di un’innovazione educativa».

Gli elementi centrali e le parole-chiave, come sottolineato da Carmelo Piu, sono «comunicazione, formazione, tecnologie» che perseguono un identico e comune obiettivo: la formazione del soggetto-persona.

L’idea centrale è, dunque, quella di un’educazione come «co-costruzione critica» in cui la dimensione individuale e quella collaborativa si alimentino a vicenda in virtù della costruzione di un’altra società e, di conseguenza, di un’altra scuola in cui si tenga conto che la cultura non è più quella di un tempo ma che esiste piuttosto una media cultura.

Altri autori fanno eco a Piu, sostenendo che solo se si riuscirà a ricomporre queste due culture in una loro possibile unitarietà, divenendo esse stesse «sintesi e simbiosi di un unico e nuovo dominio scientifico», si potrà creare un’autentica sinergia ed interazione tra il modello pedagogico-didattico e il modello comunicativo-tecnologico che sia attento ai temi della cura, della coltivazione, dello sviluppo e dell’apprendimento.

 

Adelina Guerrera

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno VII, n. 65, gennaio 2013)

libri

Aziende come feudi

L’antica logica
feudale rivive
ora in azienda

di Angela Patrono
Un saggio sagace e graffiante
accosta l’imprenditoria di oggi
al Medioevo, da Città del sole

Serrati nelle loro armature come per proteggersi da sguardi indiscreti, i cavalieri si dispongono attorno alla tavola rotonda, pronti a giurare fedeltà al re. Di certo ognuno di essi è senza paura, ma non tutti sono senza macchia come sembrano. C’è il valvassore che attende di essere innalzato a vassallo, anche a costo di fare qualche sgambetto di troppo, ci sono i giovani scudieri con i loro sogni di gloria e i servi che, in un angolino, spettegolano di un possibile complotto contro il re. Tra bisbigli e proposte di alleanze, ecco che appare il sovrano. Tutti si inchinano, qualcuno più degli altri. In un simile scenario, la nuova leva si deve muovere tra intrighi, faide e cospirazioni prima di ottenere la tanto sospirata investitura di vassallo. Non stiamo parlando di un convegno di cavalieri in un Medioevo lontano e sconosciuto, ma di una moderna riunione aziendale, come quelle descritte da Konrad Keller nel suo libro Le aziende funzionano come feudi. Capire la logica che le muove e fare carriera (Città del sole, pp. 48, € 8,00). L’opera si presenta come un agile volumetto dal contenuto esplosivo fin dalle prime battute. Il concetto di base espresso infatti dall’autore, italo-inglese di origine tedesca e manager presso diverse multinazionali, è il seguente: ogni azienda si regge su regole arcaiche, le quali rimandano alla struttura feudale, quindi per impadronirsi del proprio feudo è necessario usare armi infallibili quali cinismo e spregiudicatezza.

 

Il Medioevo, specchio dell’azienda

Essenziale è capire che ogni impresa è basata su un modello gerarchico, sintetizzato con la classica struttura piramidale mutuata dal Medioevo o un più moderno organigramma con al vertice il sovrano/amministratore delegato/presidente, seguito dal comitato di direzione, un gruppo di “cavalieri” apparentemente fedelissimi al grande capo, ma spesso mossi da contrasti o mire personali. La vita aziendale, infatti, è basata su un continuo accaparrarsi i favori della figura più influente, che spesso non è colui che occupa un livello di carriera più elevato. «L’organigramma reale è, pertanto, molto differente da quello formale». In ogni caso, se si desidera arrampicarsi sulla scala sociale, è necessario allacciare stretti contatti con chi detiene il potere, anche a costo di stringere amicizie opportuniste.

Un altro interessante parallelo con la società medievale è quello sull’approvvigionamento delle risorse: mentre i feudi e le signorie combattevano guerre per impadronirsi di territori da sfruttare, le aziende si muovono per guadagnare quote di mercato e il loro obiettivo è quello di sbaragliare la concorrenza per promuovere i loro prodotti e, quindi, incrementare le vendite. Qui il libro di Keller snocciola pratici elementi di marketing, sostenendo: «Il guadagno è l’unica logica che esiste» e suggerendo di concentrarsi sui core products, quelli che vendono di più, per incentivare i profitti.

Il volume impartisce chiare istruzioni di cinismo a tutti gli aspiranti feudatari: tra queste, lottare per conquistare un territorio, tornare sempre con il bottino, spendere il meno possibile in guerra e stringere (false) amicizie con chi conta per poi eliminarlo a tempo debito. Il “novellino” dovrà quindi studiare e valutare bene tutte le opportunità che gli si presentano, scegliendo obiettivi semplici e raggiungibili su cui prendere la mira come un arciere medievale. Per questo è utile anche controllare i flussi di comunicazione che si svolgono all’interno del team aziendale, ma anche al suo esterno, prestando attenzione perfino ai gossip degli umili “servi della gleba”: più informazioni si reperiscono, maggior controllo si ha sull’andamento dell’impresa. In questo modo la strada diventerà sempre più spianata e, per sancire la vittoria anche davanti agli occhi altrui, sarà bene «farsi incoronare pubblicamente», magari durante una riunione aziendale.

 

Ironia e interattività

Il libro fa ampio uso di foto e schemi per esprimere meglio i concetti. Per ogni capitolo vengono usati grafici esplicativi o immagini a tema medievale o comunque extraziendale, a volte anche dal tono ironico: degna di nota, una foto rappresentante dei lupi dall’aria minacciosa con la didascalia: «I tuoi colleghi ti salutano all’arrivo in azienda». I riferimenti grafici al mondo medievale, comunque, si sprecano: un bassorilievo, varie foto di rievocazioni storiche, addirittura uno screenshot tratto da un videogioco di ruolo; ma non è tutto. Una cartina dell’impero romano viene usata per indicare «un’azienda con una quota di mercato altissima», mentre quella dell’impero di Carlomagno, con frecce ad indicarne l’espansione in alcuni regni limitrofi, indica «la conquista dei mercati concorrenti». Inoltre, al termine di ogni capitolo, un rettangolo in grassetto, con scritte in stampatello, ne sintetizza i punti salienti dando consigli efficaci a tutti gli aspiranti manager.

L’accostamento al mondo medievale conferisce un approccio inedito al libro di Keller, pratico vademecum per chiunque voglia addentrarsi nei corridoi insidiosi del maniero aziendale. Per conquistare il proprio feudo bisogna avere una buona dose di scaltrezza e conoscere perfettamente i meccanismi che regolano il mercato: regole spietate ma necessarie se non si vuole essere condotti nelle segrete. La brevità del libro non deve trarre in inganno: secondo l’autore, infatti, «il libro va letto, riletto, usato e riletto», con la possibilità di contattare lo stesso Keller via email o Twitter, puntando quindi sulla condivisione di esperienze o di eventuali critiche e suggerimenti. Un volume interattivo, quindi, che affronta l’argomento marketing sotto una nuova luce e si propone di indirizzare in maniera innovativa chiunque faccia i conti con una realtà lavorativa conflittuale e burrascosa come quella di uno staterello medievale, spingendo le “nuove leve” a farsi valere e raggiungere il successo desiderato, per arrivare vittoriosi all’incoronazione.

 

Angela Patrono

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno VII, n. 65, gennaio 2013)

 

Economia, editoria

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