libri

L’economia e la felicità

Luigino Bruni, L’economia la felicità e gli altri. Un’indagine su beni e benessere, Città Nuova, 2004, pp. 229

Qual è il lavoro dell’economista, viene da chiedersi, proprio in questi giorni (aprile 2012), nel momento in cui è salito a 23 il numero di suicidi in Italia per cause economiche: imprenditori, dipendenti, pensionati all’ultima, disperata, manifestazione di disagio, d’impossibilità d’avere speranza nel futuro, di vittime

dell’indifferenza. Sul lavoro, riguardo il lavoro, nel lavoro, per il lavoro. Eppure anche il mercato del lavoro è commercio e nel momento in cui si introduce il commercio dovunque fioriscono fiducia, rispetto, onestà, puntualità, si diceva à la Smith, secondo un’interpretazione ormai superata della sua etica «che vedeva Smith come l’iniziatore di una stagione nuova nella scienza economica, caratterizzata dall’ordine spontaneo assicurato dai mercati e dal self-interest» (p. 126).

Paradossalmente (o forse no), ci fa notare Luigino Bruni, in tale stato di quiete apparente il termine happiness è poco presente. La felicità sarebbe infatti nell’ordine naturale poiché fine ultimo della Creazione, ma non nell’agire umano: in ciò consisterebbe il grande inganno. Motore della mobilità sociale e dello sviluppo economico sarebbe il desiderio di emulazione, da parte del più povero, della ricchezza e del potere nelle mani di ricchi e potenti, come diretta conseguenza della convinzione che il ricco abbia più motivi per essere felice o che, comunque, possieda più mezzi/strumenti per esserlo.

Continua a leggere la scheda di Antonella Chinaglia

dal sito spigolature.net

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Arte

Accademie eventuali

Sede
Palazzo Pepoli Vecchio
Museo della Storia di Bologna
Via Castiglione 8, Bologna

Orari di apertura al pubblico
opening 26 aprile 2012 dalle ore 17
27 – 29 aprile ore 10-19

Giovanni Anceschi / Luca Trevisani
Ambienti plurali, partiture somatiche e frutta di stagione

mostra da giovedì 26 a domenica 29 aprile 2012
opening giovedì 26 aprile ore 17

Palazzo Pepoli. Museo della Storia di Bologna
Via Castiglione, 8 Bologna

Si è presentato oggi a Bologna a Casa Saraceni il progetto Accademie Eventuali nato dalla collaborazione di Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Fondazione Furla con MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Xing.

Accademie Eventuali è un progetto formativo dedicato agli studenti dell’ultimo anno (biennio) delle Accademie di Belle Arti italiane, e prevede la realizzazione, a Bologna negli spazi di Palazzo Pepoli Vecchio, sede del Museo della Storia di Bologna, di una serie di laboratori condotti da due artisti riconosciuti, provenienti da diversi ambiti disciplinari, che si svolgono in concomitanza con i più importanti appuntamenti culturali della città.

Il progetto complessivo si sviluppa su due anni e prevede in tutto quattro workshop e altrettanti eventi conclusivi di presentazione del confronto fra gli artisti e gli studenti. La prima edizione di Accademie Eventuali si svolge dal 16 al 26 aprile 2012, in concomitanza con Live Arts Week (Bologna 24>29 aprile 2012). I laboratori hanno una durata di 10 giorni e coinvolgono 10 studenti (quattro posti sono riservati agli studenti dell’Accademia di Bologna e gli altri sei agli studenti fuori sede).

Giovedì 26 aprile alle ore 17, al termine dei 10 giorni di laboratorio nella stessa sede del workshop, a Palazzo Pepoli. Museo della Storia di Bologna (via Castiglione, 8) avrà luogo un evento di natura espositiva, performativa o di presentazione del confronto fra gli artisti e gli studenti che documenta, interpreta o racconta l’esperienza. L’evento sarà visitabile anche per i tre giorni successivi, dal 27 al 29 aprile, dalle 10 alle 19.

Nei saluti iniziali Fabio Roversi-Monaco, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, sottolinea “il carattere innovativo del progetto Accademie Eventuali e la rilevanza dell’impegno delle strutture e dei partner coinvolti”, a partire da Palazzo Pepoli Vecchio – Museo della Storia di Bologna che ha prestato i suoi spazi per il workshop e per l’evento espositivo conclusivo che aprirà al pubblico giovedì 26 aprile alle 17.

Giovanna Furlanetto, Presidente della Fondazione Furla, ricorda la sinergia tra le Fondazioni Carisbo e Furla (già attiva in occasione del Premio Furla) che anche in questo caso si rivolge alle nuove generazioni di artisti prossimi ad affrontare un proprio percorso artistico. “Nel caso di Accademie Eventuali l’accento è posto in particolare sull’interazione e il confronto tra esperienze eterogenee e speriamo che porti a risultati proiettati verso il futuro e l’innovazione, cosa di cui il nostro paese ha certamente bisogno”.

Gianfranco Maraniello, Direttore di MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, descrive il progetto come “una sintesi di differenti esigenze nato con l’obiettivo di incoraggiare i giovani artisti ad interagire tramite l’incontro e lo scontro di idee ed energie per dare luogo ad un evento espositivo dinamico che si proietta nel futuro, senza essere celebrativo”. Maraniello, che ha partecipato alla selezione dei curricula degli studenti, ha sottolineato con soddisfazione la qualità delle autocandidature dei giovani artisti che hanno preso parte al progetto. Infine ha ricordato la collaborazione del MAMbo che ha offerto ospitalità ai due artisti docenti nell’appartamento generosamente donato al museo dalla signora Sandra Natali.

Daniele Gasparinetti si è dichiarato molto soddisfatto del coinvolgimento di Xing, di cui è direttore artistico. “Xing ha contribuito all’identificazione e alla scelta degli artisti docenti di questa prima edizione di Accademie Eventuali, Giovanni Anceschi e Luca Trevisani che, oltre all’approccio artistico rivolto alla “costruzione di ambienti”, hanno in comune – il primo come docente e il secondo come studente – l’importante esperienza del DAMS di Bologna. “Il criterio comune tra Accademie Eventuali e Live Arts Week, il nuovo progetto di Xing che inaugura oggi 24 aprile a Palazzo Re Enzo con l’installazione ambientale di Luca Trevisani dal titolo Flogisto, è invece l’attenzione verso il rapporto tra discipline artistiche differenti.”

La parola passa dunque agli artisti docenti della prima edizione: Giovanni Anceschi e Luca Trevisani.

Giovanni Anceschi parla dell’esperienza del workshop come di un “incontro corporale il cui titolo Ambienti plurali, partiture somatiche e frutta di stagione rimanda ad un’idea di arte immersiva al cui interno si sviluppa il ritorno alla pluralità, ad un lavoro di gruppo”, così come è stato per l’esperienza che ha personalmente vissuto con il Gruppo T a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. “La pluralità – per Anceschi – non è costituita solo dal corpo degli autori ma anche da quello degli spettatori che sono co-autori dell’esperienza artistica”. Nel titolo del laboratorio si fa anche riferimento alla frutta di stagione, metafora scelta da Luca Trevisani per definire una visione contemporanea di azioni in divenire che succedono quasi spontaneamente.

Luca Trevisani afferma “l’importanza di aver lavorato con Giovanni Anceschi, la cui esperienza artistica ha avuto un peso fondamentale per la storia dell’arte italiana e per il suo percorso artistico, e con dieci studenti molto motivati e molto diversi tra loro. Il lavoro di gruppo ha permesso di lasciare da parte le proprie sicurezze personali per tuffarsi in una nuova e coinvolgente progettualità fatta di energie e ingredienti eterogenei e rappresentata dall’immagine guida del workshop (tratta dal volume ‘Murphy’s String Figures. Teaching Math With String Figures’ di James R. Murphy) che ritrae un gioco infantile, per il cui sviluppo è necessario l’intervento di più corpi.”

Chiara Bertola, ideatrice e curatrice del progetto, conclude dicendo che il prossimo appuntamento di Accademie Eventuali avrà luogo a settembre in concomitanza con un’altra importante manifestazione bolognese, Artelibro Festival del Libro d’Arte, e vedrà il convolgimento di due nuovi artisti docenti: Margherita Morgantin e Michele Di Stefano del gruppo MK che metteranno le loro diverse sensibilità artistiche a disposizione di altri 10 studenti delle Accademie italiane.

 

Gli artisti studenti della prima edizione di Accademie Eventuali sono stati selezionati da un Comitato Scientifico composto da Chiara Bertola (curatrice Fondazione Furla), Gianfranco Maraniello (direttore MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna) e Andrea Lissoni (curatore, Xing): Marco Bonaccolto, Fabio Caccuri, Valentino Campisi , Giovanni Copelli, Jaya Cozzani, Rada Kozelj, Tiziano Rossano Mainieri, Simone Massafra, Namsal Siedlecki, Valeria Talamonti 

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Biografie artisti docenti

Giovanni Anceschi(1939)
Fondatore del Gruppo T (Tempo), partecipa da protagonista dell’Arte cinetica e programmata (con  Bruno Munari) e al movimento internazionale delle Nouvelles Tendences (anni ’60).
Anche nel campo del design i temi praticati da Anceschi sono legati ai processi che si svolgono nel tempo, dalla corporale identity all’exhibition design, dall’eidomatica al design dell’interazione.
E’ attivo in Italia e all’estero come storico e teorico e come organizzatore di cultura della multimodalità. Professore emerito dell’IUAV/Facoltà di Design e Arti di Venezia, vi ha insegnato teoria del design e basic design. E’ coordinatore del Dottorato in Scienze del Design.
Tiene conferenze e lecture in tutto il mondo, tra queste: “Combinatoire et somatique” presso il Colloque “Oeuvres ouverte/Vertige de la liste”, curato da Umberto Eco, presso il Louvre Contemporain (14 febbraio 2009), e “Grafica programmata of the  gruppo T: how to counter entropy”, presso l’AA Architectural Association, School of Architecture, London (1 febbraio 2010).
Nel 2011 ha realizzato un’applicazione per iPhone (“innovetempi”, App Store), che trasferisce sul dispositivo Apple una vera e propria “opera d’arte” interattiva, che realizza un preciso progetto di Grafica programmata ideato negli anni ’60.
A partire dal 2000, un’operazione culturale di respiro internazionale sta riconoscendo il grande valore di anticipazione dell’Arte cinetica e programmata e in particolare del gruppo T. In Italia la Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, ha inaugurato nel 2005 la grande mostra “Gli ambienti del gruppo T: le origini dell’arte interattiva” e un’intera sezione del Museo del ‘900 di Milano è dedicata agli ambienti e alle opere del gruppo T.

Luca Trevisani (1979)
Luca Trevisani è uno dei giovani artisti italiani che più si è fatto notare a livello internazionale. Ha esposto il suo lavoro in diversi contesti, tra cui: Maxxi Roma, Macro Roma, Magasin Grenoble, Mart Rovereto, Biennale d’Architettura Venezia, Manifesta7, Museion Bolzano, Museum of Contemporary Art Tokyo, Daimler Kunstsammlung Berlino, CCA Antratx Mallorca, Giò Marconi Milano, Pinksummer Genova, MAMbo Bologna, Mehdi Chouakri Berlino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Torino.
Ha vinto diversi premi e riconoscimenti tra cui il Premio Furla per l’arte (2007), il Premio Acacia (2008), e il Premio New York (2009).
Ha pubblicato i libri The effort took ist tools (Argobooks, Berlino 2008) e Luca Trevisani (Silvana editoriale, Milano 2009), e articoli per riviste nazionali e internazionali.
Dal 2010 gestisce la piattaforma editoriale latecomerforerunner.blogspot.com.
La sua è una scultura che si arrende al logorio delle cose, alla vita della materia, in una continua definizione dell’identità e dei suoi limiti.
www.lucatrevisani.info

 

Biografie studenti selezionati

Marco Bonaccolto (Agrigento, 1984). Dopo la laurea in Pittura, si specializza in Comunicazione e Didattica dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Con un particolare sguardo verso l’arte relazionale, studia e utilizza sia nuove tecnologie che pratiche manuali e artigianali, attraverso il riuso di materiali di scarto. Ha esposto in mostre personali (2011: Con la cultura non si mangia, La Pillola – Bologna) e collettive (2011: Lo fi interaction, Paniculture Festival, Parco dei Pini – Bologna; 2010: Jim Morrison African Fan Club, Raum – Bologna; 2009: Arte e Scienza nelle Accademie – Premio Arte e Scienza a cura della Fondazione Marino Golinelli, Palazzo Re Enzo – Bologna).

Fabio Caccuri (Mola di Bari, 1989). Frequenta il corso di Graphic Design alla Libera Accademia di Belle Arti di Rimini. Nel suo percorso artistico sviluppa un particolare interesse per il video, realizzando diversi progetti personali fra cui videoclip musicali e composizioni grafiche. Nonostante gli studi orientati alla comunicazione commerciale, è da sempre più attratto dalla parte concettuale delle produzioni di ogni genere.

Valentino Campisi (Bologna, 1989). Studia Grafica d’Arte all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ha partecipato a mostre ed eventi in Italia e all’estero tra cui: 2011: onenightride Paroda, Fluxus Ministerija – Vilnius; Dove finisce la città – collective show, Palazzo Bertalazone – Torino; 2010: 4th World Biennial Exhibition of student poster – Novi Sad. Nel 2011 ha partecipato a residenze d’artista presso Nida Art Colony (Lituania) e Associazione Ottovolante/Madreselva, Montevideo (Uruguay). Lavora come volontario con minori extracomunitari. Ha realizzato la grafica di t shirts, flyers, fanzines, stickers, posters e autoproduzioni.

Giovanni Copelli (Correggio, 1989). Si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Urbino per trasferirsi successivamente a quella di Bologna dove frequenta il corso di Pittura. Dopo un’esperienza erasmus presso l’Universität der Künste di Berlino, ha partecipato nel 2011 ad un workshop con il filmaker Reynold Reynolds presso lo spazio bolognese Nosadella.due. Lavora principalmente con la pittura e con il video. Tra le sue mostre collettive: 2010: Non così sconosciuto, spazio Exit – Bologna; 2011: Bridges and Barrers, Thomas Zipp class exhibition, Berlino 2011; 5 abitanti/un ospite/4 vani d’esposizione, Interno 4 – Bologna; 2012: Mapping, a cura di Diego Zuelli – Potenza.

Jaya Cozzani (Mumbai, 1982). Studia Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) e Arti Multimediali presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Partecipa a diverse mostre collettive tra cui: 2011: Prima non era un’isola, Spazio Assab One – Milano; 2009: Universo Dentro, Chiesa di San Carpoforo – Milano; 2008: 4 dimensioni (installazione permanente), Castello di Lerci – La Spezia; 8mm, Camec – La Spezia; 2007: Emergenze 5, Sarzana / La Spezia / Varese Ligure. Nel 2006 ha realizzato un progetto per Fabrica, Villorba (TV). Dal 2009 è assistente dell’artista Remo Salvadori.

Rada Kozelj (Lecco, 1988). Studia pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano). Ha esposto in mostre personali (2011: Le tre piume, fanzine letteraria, libreria indipendente – Milano; Pailettes, Homo Sapiens space – Lecco; Pailettes II, Serendipity space – Lecco) e collettive (2011: Ex-Voto, Chiesa di San Carpoforo – Milano; Cantiere, Assab One – Milano; International artbook contest, NOPX limited edition – Torino). Ha ricevuto la menzione speciale per il Premio Gino e Gianna Macconi per giovani artisti, Sala Diego Chiesa – Chiasso.

Tiziano Rossano Mainieri (Bologna, 1982). Dopo la laurea in Storia Contemporanea, studia Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dal 2006 al 2010 ha collaborato con il quotidiano in rete http://www.sabato­seranoline.it scrivendo articoli di ambiente, cultura e spettacoli e realiz­zando interviste in tutta Europa. Dal 2010 è iscritto all’Ordine dei Giornalisti di Bologna in qualità di giornalista pubblicista. Musicista, membro del gruppo She’s Mad On Dancing, nel 2011 pub­blica per l’etichetta Hot Steel Records il CD “Normale”. Nel 2005 si avvicina alla fotografia e da allora indaga il paesaggio con una lettura profondamente intimista insinuandosi nei meccanismi della fotografia per studiarne ed osservarne le dinamiche dall’interno.

Simone Massafra (Lecce, 1984). Studia Progettazione Multimediale all’Accademia di Belle Arti di Urbino e successivamente Culture Visuali e Pratiche Curatoriali presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano). Da sempre utilizza la fotografia sia come strumento artistico che come strumento di documentazione e di riflessio­ne. Ha esposto in mostre personali (2010: Floating Church, Vecchio Palazzo Comunale – Supersano, Lecce) e collettive (2011: Next Stop Bovisa – Milano; Make your space c/o Fabbrica del Vapore – Milano; The Wall archives #4, c/o Archiviazioni – Lecce). Partecipa a vari workshop tra cui Milano e Oltre – Connecting Cultures con Alberto Garutti nel 2011 e Dream of Insomnia della Fondazione Antonio Ratti nel 2012. Nel 2012 è assistente di Marina Abramović per la mostra The Abramović Method.

Namsal Siedlecki (USA, 1984). Studia presso l’Accademia di Belle Arti di Torino. Ha esposto presso: 2012: Zone di incandescenza, Barriera – Torino; Carte Blanche 6, UniCredit Studio – Milano; 2011: Aghilysti, Altissima LIDO – Torino; A show is A show is A show, Cripta 747 – Torino; 99,999999999999%, GUM studio – Carrara; 2010: Titolo Basso, BOCS – Catania; Let me Find, ZAKgallery – Siena; Negation, Exfila – Firenze; 2009: Settino for Production, P38 – Lucca. Ha partecipato a diversi workshop tra cui: 2011: Fondazione Spinola la Banna per l’arte con Massimo Bartolini – Poirino; Rehearsal con Ohad Menomi, Art in Generale – New York; 2010: Solid Void, Diogene School of Art – Torino; Territori flessibili, Networking 10 con Cesare Pietroiusti – EX3 – Firenze.

Valeria Talamonti (San Benedetto del Tronto, 1989). Studia Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove è tutor del corso di Tecniche Extramediali. La sua ricerca artistica è rivolta verso linguaggi plurisemantici: fotografia, scultura, installazioni, performance, body art , teatro-danza e video. Nel 2011 ha realizzato la performance The impediment of the body, Gallerie Guidi, Accademia di Belle Arti – Bologna e la mostra personale Together, Teatro dell’Arancio di Grottammate (AP). Ha partecipato al workshop La festa dei vivi che riflettono sulla morte con Cesare Pietroiusti, Emilio Fantin, Luigi Negro, Luigi Presicce e Giancarlo Norese, Serra dei giardini di Venezia – San Cesario di Lecce.

editoria

Il modello emiliano

Clionet annuncia l’uscita del volume

 

 

Bologna Futuro

Il “modello emiliano” alla sfida del XXI secolo

 a cura di Carlo De Maria

(Clueb 2012)

Testi di: Fausto Anderlini, Duccio Campagnoli, Mirco Carrattieri, Thomas Casadei, Carlo De Maria, Luca Lambertini, Marzia Maccaferri, Andrea Marchi, Tito Menzani, Antonio Mumolo, Valerio Romitelli, Margherita Russo, Matteo Troilo, Walter Vitali, Vera Zamagni, Renato Zangheri.

 

Il convegno Bologna Futuro: socialità sviluppo uguaglianza. Il “modello emiliano” alla sfida del XXI secolo si tenne nella Sala Farnese di Palazzo d’Accursio il 4 dicembre 2010, promosso dall’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nella provincia di Bologna (Isrebo) e dalla rivista Una città. Mensile di interviste, in collaborazione con la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e con il patrocinio del Comune di Bologna. Alla pubblicazione di questo volume ha partecipato Clionet.


PROSSIMO APPUNTAMENTO

Modena, venerdì 18 maggio 2012

Secondo seminario Il “modello emiliano” nella storia d’Italia. Tra culture politiche e pratiche amministrative (1889-2011)

 

Il programma dei lavori è consultabile su

 

www.clionet.it

Argomenti vari

Ciclostile

CICLOSTILE
La bicicletta fra artigianato, arte, innovazione e pensiero

In occasione della Domenica senz’auto, il 22 aprile 2012, dalle ore 10.30 alle 18.30,
al Palazzo S. Margherita ritorna “Ciclostile“, la kermesse dedicata alla bicicletta. Previsti “Ciclostile”, un’esposizione di biciclette fatte ad arte (Chiostro e Giardini pubblici, ore 10.30-18.30), e “Cicli di Resistenza”, incontro pubblico con scrittori che portano testimonianze e racconti sulla filosofia del pedale (Sala conferenze, ore 16.30). Altre iniziative sono organizzate al Deposito custodito biciclette (Viale Monte Kosica) e alla Sala Truffaut. La manifestazione vede la collaborazione del Circuito cinema, dell’Istituto storico Modena, della rete Città sane e dell’Agenda 21 Modena.
Ingresso libero e gratuito.

Nell’occasione, la bilbioteca Delfini resterà aperta al pubblico dalle ore 14.30 alle ore 19.30.

Informazioni
ciclostile.modena@gmail.com


Biblioteca Delfini
Corso Canalgrande 103 – 41121 Modena

Tel. 059.2032940 – fax 059.2032926

Orari: lunedì 14-20; da martedì a sabato 9-20

www.comune.modena.it/biblioteche

Arte

Incontri sull’arte del Giappone

Incontri sull’arte del Giappone

“Ricchezza decorativa e
funzione utilitaria dei fukusa”

a cura della Dott.ssa manuela Moscatiello

Sabato 21 aprile 2012
dalle ore 18.00 alle 19.00

Manuela Moscatiello, Dottore di Ricerca in Storia dell’Arte (Université Paris IV-Sorbonne-Università di Bologna), ha ottenuto nel 2009 l’abilitazione alla funzione di “Maître de conférences” in Francia. Attualmente collabora con il Centro Studi d’Arte Estremo-Orientale e l’Università di Bologna. Il suo libro Le japonisme de Giuseppe De Nittis. Un peintre italien en France à la fin du XIXe siècle (Peter Lang, 2011) ha ricevuto il premio della Society for the Study of Japonisme (Japonisumu Gakkai Shō).

Nelumbo propone un ciclo di conferenze dedicate ad alcuni aspetti della cultura e dell’arte del Giappone, confermando il desiderio di condividere la sua passione per l’Asia con chi è interessato ad approfondirne la conoscenza.

Il primo incontro verterà sui tessuti giapponesi, in particolare sui fukusa 袱紗 (tessuti di forma generalmente quadrata di diverse dimensioni), che saranno analizzati sia da un punto di vista estetico che funzionale.  Maggiore attenzione sarà dedicata ad una categoria specifica di fukusa, i kakebukusa 掛袱紗, carré finemente ricamati e talvolta decorati all’inchiostro di china e colori, solitamente utilizzati in Giappone per accompagnare un dono in occasione di celebrazioni speciali.

Informazioni

Nelumbo-Asian Fine Arts

Via Arienti, 10
40124 Bologna
Tel. +39 051 4128779
Cell. 335 433887
welcome@nelumbo.it
http://www.nelumbo.it

Da martedì a sabato e su appuntamento
dalle 11.30 alle 13.00
e dalle 16.30 alle 19.00

geopolitica

La lotta per l’Africa

“La lotta per l’Africa”
neocolonialismo occidentale in Africa, l’ingerenza di Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia. La nuova politica africana della Repubblica Popolare Cinese

Venerdì 20 Aprile, a Parma, con inizio alle ore 20.30, presso il Best Western Hotel Farnese, in Via Reggio 51/A, presso la sala conferenze “Correggio”, si svolgerà il seminario: “La lotta per l’Africa. Il neocolonialismo occidentale in Africa, l’ingerenza di Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia. La nuova politica africana della Repubblica Popolare Cinese“. Intervengono: ● Giovanni Armillotta, membro della redazione di “Eurasia – Rivista di Studi Geopolitici”, direttore responsabile di “Africana” e professore presso l’Università degli Studi di Pisa. ● Jean Claude Sougnini, presidente del “Collettivo per il Rispetto della Costituzione e delle Istituzioni della Cote D’Ivoire-Italie”, sezione del Piemonte. ● Boga Sako Gervais, giurista ivoriano, docente universitario di diritto e di lettere moderne, presidente della FIDHOP (Fondazione ivoriana per i diritti dell’uomo e la vita politica). Introduce e modera Claudio Mutti, direttore di “Eurasia – Rivista di Studi Geopolitici”. La conferenza rientra fra i seminari di Eurasia 2011-2012. L’ingresso è libero e gratuito. L’Hotel si trova vicino alla stazione ferroviaria di Parma (1,0 km) e al centro storico (1,2 km), a soli 500 mt. dalla tangenziale nord (uscita 7 Fiera – Via Baganzola). E’ disponibile un parcheggio pubblico incustodito nelle immediate adiacenze dell’albergo.

http://www.eurasia-rivista.org/seminario-la-lotta-per-lafrica/14695/

Arte

Premio Marina di Ravenna

Scade il 31 maggio il termine per partecipare alla Rassegna di pittura PREMIO MARINA DI RAVENNA 2012, organizzata dalla Cooperativa culturale CAPIT di Ravenna con la collaborazione del MAR (Museo d’Arte della Città di Ravenna) e con il patrocinio di: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Ravenna e Camera di Commercio di Ravenna.
La partecipazione è gratuita e riservata a pittori italiani e stranieri di età inferiore a 40 anni: le opere presentate dovranno essere inedite e non antecendenti il 2012, e potranno essere realizzate in piena libertà stilistica, ma riconducibili esclusivamente al linguaggio della pittura.

Sono ammesse opere pittoriche di formato non inferiore a cm. 70 x 80 e non superiore a cm. 100 x 120.

Per partecipare alla Rassegna, l’apposito modulo di iscrizione allegato al bando, deve essere compilato e spedito in busta chiusa entro il 31/05/2012 a: Premio Marina di Ravenna c/o CAPIT Via Gradenigo, 6 – 48122 Ravenna.

Al modulo di iscrizione deve essere allegato un CD, contenente:
– curriculum vitae e biografia dell’artista in formato .pdf;
– uno o più fotografie digitali (formato min. cm.15×20 a 300 dpi) del dipinto che si intende presentare. Le foto dovranno essere in alta risoluzione e di buona qualità per l’eventuale utilizzo nella fase di stampa del catalogo e dovranno riportare sul nome del file: nome, cognome, indirizzo dell’artista, titolo e tecnica di esecuzione dell’opera;
– ulteriori foto (almeno 4) di altrettante opere rappresentative del proprio lavoro artistico.
Una Commissione selezionerà sulla base del materiale fotografico e dei curricola pervenuti le 30 opere che potranno partecipare alla Rassegna.

L’esposizione dei 30 dipinti selezionati verrà allestita presso la Galleria FaroArte di Marina di Ravenna dal 23 agosto al 9 settembre 2012. Le opere saranno raccolte in un catalogo che sarà presentato giovedì 23 agosto durante l’inaugurazione della Rassegna.

Fra le 30 opere selezionate una Giuria qualificata sceglierà le 5 opere vincitrici ex aequo.

Il Premio. In omaggio ai cinque vincitori verrà allestita una mostra di più opere (una stanza personale per ogni artista), dal 7 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013, al MAR (Museo d’Arte della Città di Ravenna). Anche per questa esposizione sarà prodotto uno specifico catalogo nel quale, oltre alla riproduzione dei dipinti esposti, verrà evidenziato il lavoro artistico di ogni vincitore.

La premiazione avverrà sabato 25 agosto 2012 alle ore 21 presso l’Auditorium del Centro civico attiguo alla Galleria FaroArte, alla presenza delle autorità locali, giornalisti e critici d’arte.

Per tutti i dettagli della Rassegna, è consultabile online la versione integrale del bando alla pagina
http://www.capitra.it/home.php?Lang=it&Item=marina+pittura

Informazioni e contatti:
Capit Ravenna
tel. 0544.591715 dal lunedì al venerdì ore 9-12
www.capitra.it | capitra@libero.it

editoria

Catalogo Tecalibri di Aprile

TecaLibri memo : aprile 2012
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In prima pagina di  www.tecalibri.it  :
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– Anderson, Guerriglieri
– Ardito, 101 storie di montagna che non ti hanno mai raccontato
– Bolano – A.G. Porta, Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce
– Casaburi, Napoli aspetta Godot? Cronache non turistiche per viaggiatori e residenti
– Cheli, Come difendersi dai media. Gli effetti indesiderati di giornali, radio, tv e internet
– Chiamparino, Cordata con sindaco
– Dedopulos, La caccia al tesoro più grande del mondo su Google Earth
– El Sirgany, I diari della rivoluzione
– Gallino, La lotta di classe dopo la lotta di classe
– Gor’kij, Varen’ka Olesova
– Hsiao, Il libro del dissenso
– Kalfus, Plutonio 239 e altre fantasie russe
– Karistiani, Ritorno a Delfi
– Le Fanu – Coleridge, Carmilla la Vampira – Christabel
– Luminet, La parrucca di Newton
– Maestri, Duemila metri della nostra vita
– Maggi, Epicuro e oltre
– Manacorda, Il corridoio di legno
– Morozov, L’ingenuità della rete. Il lato oscuro della libertà di internet
– Munro, Troppa felicità
– Nesbo, Il pettirosso
– Perec, Tentativo di esaurimento di un luogo parigino
– Pretor-Pinney, Wave Watching
– Pierantozzi, Ivan il terribile
– Razeto, Corrispondenti di guerra
– Ruffolo, Testa e croce. Una breve storia della moneta
– Skloot, La vita immortale di Henrietta Lacks
– Tesio, Reginella e il sorcetto dalla coda che puzza
– Varvello, La luce perfetta del giorno
– Vauro, Il respiro del cane
– Yallop, Misteri della fede
– Wallace, Questa è l’acqua
– Watts, Se tutti i cinesi saltano insieme
– Woolf, Una stanza tutta per sé
– The Paris Review, Il Libro per Aerei, Treni, Ascensori e Sale d’Attesa
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Buona lettura con un clic su  www.tecalibri.it
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editoria

Elara, i libri di aprile

Care lettrici e amici lettori,

come state vedendo, non avevo promesso cose effimere. Legato crudelmente alla poltroncina del computer dal perfido Armando Corridore, il nostro editore, non mi resta che sfornare libri a raffica, e divertirmi moltissimo con l’editing di quelli futuri.

Questa settimana escono Occhiali da sole dopo il tramonto di Nancy A. Collins, un libro che mi ha colpito moltissimo, che pur facendo della più estrema e scatenata violenza fisica, sessuale, ideologica, un uso assolutamente senza precedenti, è anche una storia di vampiri che si colloca nella stessa regione che Jack Williamson esplorà per primo con Il figlio della Notte, quella della specie “altra” che condivide il nostro mondo e preda su noi umani. Il personaggio di Sonja Blue, poi, è straordinario: e nella sua crudezza, nella sua ferocia, la storia rappresenta il capostipite di una moda che mai più ha saputo avvicinare questi estremi. Se siete delicati e schizzinosi, lasciate perdere. Ma se volete leggere un libro diverso, che si appella alla parte peggiore di voi, ma lo fa con classe straordinaria, non perdete l’occasione.

Come vi raccomando l’utopia di Nino Salamone, che tra l’altro contiene una gemma imperdibile in copertina. Infatti abbiamo scelto uno dei quadri cubisti del grande Virgil Finlay, che negli ultimi anni della sua carriera dipingeva quadri che ebbero un successo straordinario e sono ormai patrimonio di collezionisti di tutto il mondo. Grazie ai nostri contatti, è possibile arricchire la copertina di un libro italiano di qualcosa di assolutamente eccezionale.

Il libro di Nino Salamone poi, che rappresenta anche una mia personale vittoria – sapete come fosse stata decretata la fine prematura della collana Narratori Europei di Science Fiction, e sapete che ho combattuto e ho posto come condizione per il mio ritorno alla direzione editoriale proprio la concessione di un nuovo periodo di lancio per questa collana. Trent’anni della mia vita trascorsi a scavare nella fantascienza italiana non li posso accantonare, anche se confesso che sono state molto di più le delusioni che le soddisfazioni, non tanto da un punto di vista letterario, quanto dal punto di vista umano.

Ma Nino Salamone è un’eccezione: un autore che ho traghettato io dalla scienza e dalla sociologia alla narrativa, pubblicando il suo primo romanzo, Il pianeta degli scheletri, e successivamente 2084 e Le verdi foglie dell’estate. Lo avevo considerato il più interessante esponente della nuova fantascienza sociale, ma in parte sbagliavo. Salamone, in questo suo nuovo romanzo, risolve il conflitto tra utopia e distopia, tra apocalissi e sogno, che ha animato i suoi precedenti romanzi, e ci offre una straordinaria storia ai confini del tempo, sul mondo-Eden di una gigantesca stella rossa e di un ardente sole verde, un mondo governato da una macchina che non è solo una macchina, al quale giungono sei terrestri di varie epoche della nostra storia. Un’utopia perfetta, una grande storia alla fine del tempo, ricca di visioni cosmiche, avvincente, quasi perfetta. E la conclusione della trilogia iniziata con Il pianeta degli scheletri, e la riprova delle qualità di Salamone, scrittore e scienziato di alto lignaggio.

 

 

Ma usciti in questi giorni questi due libri, quali sono i libri di aprile?

Sono tre, nelle tre collane Biblioteca di Nova Sf*, Libra Fantastica e La Biblioteca di Alessandria, i nostri fiori all’occhiello.

La Biblioteca ospita il secondo volume antologico, da molto tempo atteso, di Renato Pestriniero. Dopo C’era una volta la luna, ecco C’era una volta Venezia, con romanzi e racconti del fecondo periodo degli anni ’80, dominato dalle storie sulla città lagunare, arricchito da una straordinaria carrellata di immagini “altre” che il Pestriniero artista ha sovrapposto al Pestriniero narratore.

La Biblioteca di Alessandria, probabilmente una delle mie intuizioni editoriali più fortunate, forse anche perché nessuno la voleva prendere sul serio, offre un settimo volume del quale si parla da tempo, e che è un documento imperdibile: Cartografie dell’Inferno – 50 anni di fantascienza italiana, a cura di Gian Franco de Turris in collaborazione con Ernesto Vegetti, l’ultimo grande progetto realizzato da Ernesto prima della sua prematura scomparsa. Si tratta dell’arricchimento di un testo apparso in versione breve nel 2002, con le testimonianze dirette degli artefici della fantascienza nel nostro paese, straordinariamente ampliato e arricchito, fino a coprire le collane librarie, ma anche il cinema, la televisione, la musica leggera, la radio, i giochi di ruolo e ogni altro tipo di gioco legato al fantastico, il teatro, i giocattoli… tutto quello che la fantascienza in Italia ha realizzato nei suoi primi cinquant’anni di storia, con ovvi riferimenti agli anni successivi, un lavoro colossale che non può mancare a chi vuole una testimonianza precisa e materiale di analisi e di ricerca ad altissimo potenziale d’informazione.

Ci sono trecento pagine in più rispetto a quella prima e ormai rara edizione, un ampliamento e un completamento straordinari, un libro che non vi potete lasciare sfuggire.

Il terzo libro sarà una felice sorpresa per tutti. È il quinto volume della collana Libra Fantastica, che prosegue il suo lavoro, dapprima con edizioni librarie, poi con il passaggio in edicola. Questo mese troverete nelle edicole I canti di un sognatore morto di Thomas Ligotti, ma troverete presso di noi qualcosa che rappresenta una chicca per estimatori e appassionati di uno dei più grandi talenti espressi dalla science fiction nella sua storia: il grande Frederik Pohl, Grand Master Award, Premio Hugo, Premio Nebula, creatore della sf sociale, capace di rinnovarsi in settant’anni di attività letteraria sorprendendo sempre, con una giovinezza d’animo che trova rari riscontri.

Pompei 2079 è il più recente romanzo del grande vecchio della sf mondiale (e tra l’altro uno dei miei più antichi e cari amici e maestri) ed esce praticamente in contemporanea con l’edizione trade americana. E l’ambientazione è un ritorno di Pohl al suo vecchio amore per l’Italia, che già ricordiamo per Rischio di vita, scritto con Lester del Rey. Questa volta siamo a Pompei… duemila anni dopo l’eruzione del Vesuvio che la rase al suolo, l’anno del Giubileo per i ricchi cacciatori di emozione dei paesi più ricchi di un mondo spezzato tra povertà estrema e consumismo sfrenato. Ma il terrorismo è in agguato… e il Giubileo del 2079 rischia di diventare una catastrofe tale da distruggere il mondo.

Che altro devo dirvi? Credo che questo basti.

A maggio poi le uscite saranno quattro, con due volumi della Biblioteca, uno di Nova Sf*, e un’altra sorpresissima…

Questo è dovuto al fatto che l’accoglienza alla mia nuova linea, con le uscite regolari e una serie di proposte dosate e ragionate, è stata abbastanza favorevole da giustificare la continuazione di questa mia scommessa, che vive e prospera a seconda della celerità e dell’abbondanza dei vostri acquisti. Come sapete, siamo riusciti a trovare un equilibrio mai avvenuto in passato tra le pubblicazioni a larga diffusione e quelle più costose e specialistiche, un equilibrio che ha portato a un dosaggio delle tirature regolato sulle prenotazioni dei primi venti giorni dopo l’annuncio del libro, e l’uscita appunto nell’arco di quei venti giorni dall’annuncio. È vero, questo probabilmente, se continuerete a riaffluire alla casa madre come un tempo, e questo già lo stiamo vedendo, porterà a un certo punto un problema di disponibilità e a un esaurimento dei libri poco tempo dopo l’uscita. Bene, non restate troppo indietro.

Vi ricordo che ordinando i libri a gruppi, per esempio i due che escono questa settimana e i tre di aprile che usciranno entro i primissimi giorni di maggio, raggiungete la fatidica soglia dei 70 euro che pone a nostro carico le spese postali. Se ordinate, che so, i primi quattro libri singolarmente, alla fine di spese postali il costo sarebbe di 20 euro, quello di un libro medio. Visto che la casa editrice si sobbarca le spese di invio all’uscita, anche in due o tre soluzioni, dei libri annunciati, ci guadagnerebbe, ma io ci tengo particolarmente – visto che su questo mio ritorno ho scommesso molto del mio futuro – a che gli ordini aumentino costantemente e siano il più veloci possibili, per trasformarli in nuovi libri (e anche in una, sia pure per il momento minima, diminuzione dei prezzi, come avrete notato nelle ultime uscite).

Vado a lavorare sui libri di maggio. Buona lettura!

Ugo Malaguti

poesia

Intervista a Maria Grazia Lupetti

NATA  E VIVE A PARMA, SPOSATA CON UN FIGLIO. INSEGNANTE DI SCUOLA ELEMENTARE.

CI PARLA DELLA POESIA?

Mi piace da sempre, faccio laboratorio di poesia da anni, scrivevo ai tempi dell’adolescenza. Ho partecipato a vari concorsi anche nazionali con ottimi risultati.
Per me, la poesia significa, guardare un tramonto e vedere i colori, cogliere sensazioni, andare oltre al semplice fenomeno fisico e cogliere la bellezza di quanto ci circonda. Le mie poesie riguardano la natura, che ora posso permettermi di osservare con calma per cogliere l’essenza. Un’ immagine, un fiore, una luce particolare e mi vengono di getto versi che annoto su fogli qualunque e poi sistemo con calma.
Mi piace definirli quadri di parole e uso un linguaggio semplice, perché mi piace che sia comprensibile a tutti. Ultimamente ho cominciato a scrivere anche delle mie sensazioni e per me è un grosso passo avanti, un’apertura verso il mondo.
I poeti che mi piacciono, Neruda, e tanti altri.

UNA TUA POESIA, E SIGNIFICATO?

VIVA AD OGNI COSTO

QUELLA VIOLA CHE SPUNTA
DA UNA CREPA DEL MURO
SI è FATTA STRADA NEL
CUORE DELLA TERRA
ALLA RICERCA DELLA LUCE;
TENACE, HA EVITATO GLI
OSTACOLI DELL’UOMO,
è SOPRAVVISSUTA
ASSORBENDO OGNI GOCCIA
DI UMIDITA’ CHE SCIVOLAVA
SUL CEMENTO, HA RESPIRATO
LA POLVERE DELLA STRADA
E HA LODATO LA PIOGGIA
CHE L’HA RIPULITA.
QUELLA VIOLA,
CRESCIUTA IN UNO SPAZIO
CHE NON LE APPARTIENE,
è LA RISPOSTA DELLA TERRA
AGLI OLTRAGGI DELL’UOMO.
QUELLA VIOLA
È LA VOGLIA DI VIVERE
DELLA NATURA.

“ LA VIOLA ESISTE DAVVERO, IN UNA CREPA DELMURO DELLA NOSTRA CASA DI MONTAGNA E NONOSTANTE IL TEMPO OSTILE, IL NOSTRO CALPESTIO, POLVERE, VARIE CONTRARIETA’ E NESSUNO CHE LA CURA LA RITROVIAMO OGNI ANNO. LA NATURA VUOLE VIVERE NONOSTANTE L’UOMO FACCIA DI TUTTO PER ROVINARLA”.

Che dire, queste parole da dove vengono?  Oltre a essere poetessa, è una donna che parla con il cuore, anima, ma soprattutto vuole che le sue parole volano nelle nostre teste per farci capire quanto sia importante il mondo in cui viviamo, anche se noi non c’è ne accorgiamo della bellezza e di tutto quello che ci circonda.
Grazie Maria Grazia!

Intervista di Katia Belloni