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Ildegarda di Bingen. Maestra di sapienza nel suo tempo e oggi

I manoscritti datati di Ferrara

lunedì 12 novembre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione del volume curato da Gilda P. Mantovani e Silvia Rizzi

Con il contributo di Elena Bonatti e Mirna Bonazza
Firenze, SISMEL – Edizioni del Galluzzo, 2017
Intervengono Angelo Andreotti (Biblioteca Comunale Ariostea), Nicoletta Giovè (Università degli Studi di Padova – AIMD. Associazione Italiana Manoscritti Datati), Fabrizio Lollini (Università degli Studi di Bologna), Carlo Federici (Università Ca’ Foscari Venezia)
Coordina Sandro Bertelli (Università degli Studi di Ferrara – AIMD. Associazione Italiana Manoscritti Datati)
Il volume contiene la descrizione di 63 manoscritti datati conservati a Ferrara presso la Biblioteca Comunale Ariostea, i Musei Civici di Arte Antica e il Museo della Cattedrale. Il catalogo è introdotto dalla storia delle biblioteche e dei fondi ed è corredato dagli indici, dalla bibliografia e da 64 tavole in bianco e nero.
In collaborazione con Associazione Italiana Manoscritti Datati, Università di Padova, Università di Ferrara e Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

martedì 13 novembre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione del libro di Manuele Zambardi

Streetlib, 2018
Dialoga con l’Autore Silvia Finetti.
Un romanzo romantico e passionale che coinvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina.
Due anime s’incontrano e cominciano ad amarsi. Il loro è un amore puro e vero, forte e sicuro che non ha intenzione di arrendersi al proprio infausto destino. Due anime il cui amore le porta a superare le barriere del tempo e della morte, tornando a vivere in altri cuori, per poter sentire nuovamente i loro battiti d’amore e la passione che pompa linfa vitale nelle vene. I protagonisti di questa storia ancora non si conoscono, portano nel cuore alcuni ricordi, i sogni e l’amore delle vite precedenti, ma sarà il destino a decidere come e se farli incontrare. Un amore ostacolato che non ha avuto la possibilità di esprimersi supera i varchi e le barriere del tempo per trovare il modo di sopravvivere. Attraversa i secoli, sconfigge la morte e annulla le distanze per fare incontrare due anime separate da un destino crudele. Le forze immani che regolano il tempo non hanno il potere di contrastare la loro unione. Il potere dell’amore non ha limiti. Ciò che era ieri, oggi è qui come se fosse il presente, forse un secondo che dura una vita o forse una vita che dura un secondo. L’amore non ha limiti, tutto può.

mercoledì 14 novembre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

La Compagnia del libro presenta “I Maestri dimenticati del Gotico”

Analisi e Letture a cura di Eleonora Pescarolo, Stefano Poledrelli, Enrico Neri e Alberto Amorelli.
Le letture della Compagnia del Libro si tingono di inquietudini affrontando quattro maestri del gotico di fine 800 inizi 900: Arthur Machen, Lafcadio Hearn, Algernoon Blackwood e William Hope Hodgson. Il gotico, un genere che fin dalla seconda metà del settecento scivola nei meandri della psiche umana e del fantastico, dell’irreale e dell’impossibile, trova nuova linfa vitale grazie ai mondi e alle visioni create da Howard Phillips Lovecraft(1890-1937) a partire dai primi anni del Novecento. Molto del corpus letterario del grande scrittore di Providence non si sarebbe sviluppato senza le influenze intimiste di Machen (1863-1947) e le narrazioni selvagge di Blackwood (1869-1951). Pare invece che per creare il suo celeberrimo ciclo di Cthulhu, Lovecraft, si ispirò ai romanzi di Hodgson (1877-1918). Hearn (1851-1904) invece sempre su questo solco fu un precursore di questo revival grazie ai suoi fantasmi e alle sue opere visionarie in stile Blake.
Prenderà parte all’incontro anche la Casa Editrice Adiaphora che ha curato la riedizione con testo originale a fronte di Machen, Hearn e Blackwood raccolti in un’elegante collana dedicata ai classici dell’horror. Quattro autori dimenticati che la Compagnia del Libro ha voluto affrontare per ridare loro nuova luce e linfa vitale.
A cura della Compagnia del libro di Ferrara

giovedì 15 novembre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione del libro di Michela Pereira

Gabrielli Editore, 2017
Ne parlano con l’autrice Silvana Vecchio (Università di Ferrara) e Malvina Gualandi (Associazione Donne Medico, Ferrara)
In questo volume, che unisce l’alto livello scientifico al taglio divulgativo, Michela Pereira, una delle massime esperte a livello internazionale della figura di Ildegarda di Bingen, illustra in quadri successivi il pensiero e le opere della badessa renana: la chiamata, la missione, la visione cosmica, la cura del corpo umano, presentando anche per la prima volta  in lingua italiana alcune delle lettere più significative   inviate   ai suoi  contemporanei  che a lei si rivolgevano come guida spirituale. Il libro non trascura l’eredità di Ildegarda, e il suo successo nel mondo contemporaneo, come  importante punto di riferimento  per diverse discipline, dalla dietetica alla musica, ai saperi del corpo, e si interroga sulle ragioni di tale  popolarità che ha trasformato la figura della badessa in una sorta di icona pop.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea di Ferrara

 

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Società

II declino dell’impero americano

Data: Lunedì, 25 luglio 2005 alle 12:06:44 CEST
Argomento: Cultura
Da tempo cercavo dati oggettivi a conferma della caduta del livello intellettuale americano, li ho trovati in «Emmanuel Todd, L’illusione economica.La crisi globale del neoliberismo».
L’autore analizza l’andamento numerico delle persone che hanno ottenuto il Bachelor of art (equivalente alla nostra laurea breve triennale) notando che dopo il 30% raggiunto fra il 1966 e il 1970, si assiste ad un calo repentino ed improvviso; inoltre, anche dal punto di vista dei contenuti (analizzando i risultati dei test di ammissione all’università) sia nel test matematico, sia nel test verbale si assiste ad una continua discesa dei punteggi medi. E’ vero che, dice l’autore: «Dalla rapidità dell’evoluzione registrata dai test attitudinali universitari e dalle percentuali di laureati per generazione non si deve trarre con troppa facilità la conclusione che livello culturale americano sia crollato. Questi cali riguardano soltanto i giovani. Le generazioni che mostrano un deterioramento del livello culturale entrano a far parte di una popolazione adulta globale il cui livello medio risulta dalla somma di tutte le generazioni successive. La tendenza al calo viene dunque frenata. Anzi, la caduta del livello culturale de: giovani non ha impedito il prolungamento temporaneo di una lenta ascesa del livello medio, man mano che le generazioni più anziane, con pochi laureati, scompaiono di anno in anno dalle fasce alte della piramide delle età. L’ingresso degli Stati Uniti in una fase di ristagno culturale, molto chiaro fra i giovani a partire dagli anni 1963-1980, è un processo lento e continuo che si afferma fra il 1980 e il 1990, ma che giunge a compimento soltanto verso l’anno 2000. Il declino culturale prima, il ristagno poi, spiegano l’entrata in crisi degli Stati Uniti. Come stupirsi di veder fiorire, fra il 1987 e il 1996, fra i sociologi, fra gli economisti o fra gli specialisti di letteratura comparata, espressioni negative come “la chiusura della mente americana”, “l’età della caduta delle aspettative”, “la depressione silenziosa”, “la fine dell’opulenza” o “il tetto visibile”? Se non ci si rende conto di questo abbassamento del livello culturale non si possono capire i molteplici fenomeni regressivi che si manifestano nella vita americana negli anni settanta, ottanta e novanta: le difficoltà economiche, la provincializzazione della vita intellettuale e artistica; il successo di un cinema d’azione rapido e violento, lo sviluppo di scienze sociali e storiche assurde che mettono al centro dei propri interessi il conflitto fra uomini e donne (gender studies); l’ossessione delle molestie sessuali, la rimessa in discussione dell’aborto; la ricomparsa dei creazionisti ostili a Darwin e alla teoria dell’evoluzione, il deterioramento dell’apparato giuridico e repressivo, con un numero di detenuti che è passato, fra il 1980 e il 1993, da 1 840 400 a 4 879 600. II deciso ritorno alla pena di morte esprime meglio di qualsiasi altro fenomeno il regresso spirituale della società americana: il numero di detenuti in attesa di esecuzione è passato, fra il 1980 e il 1994, da 688 a 2890.10 In effetti questa modernità è dissociata dall’idea di progresso». La cosa che dovrebbe preoccupare l’Italia è che noi stiamo importando il modello di istruzione americano (sia direttamente, copiandone la scuola; sia indirettamente, copiandone lo stile da vita) proprio quando questo sta mostrando la sua inadeguatezza. Infatti Giappone e Corea sopravanzano nettamente gli USA nei punteggi medi relativi alla matematica e in un test verbale la Svezia ha una proporzione di adulti con capacità intellettuali tipiche di un’istruzione superiore addirittura maggiore di coloro che hanno realmente frequentato una scuola superiore! Quindi, se cerchiamo un modello, adesso sappiamo dove cercarlo…

Andrea Malaguti

dall’archivio di bondeno.com

 

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Torquato Tasso e la musica del suo tempo

Incontro con l’autore mercoledì 7 novembre 2018 ore 17

Scartablàr int i casìt

Presentazione del libro di Edoardo Penoncini

Al.Ce., Ferrara 2018
Prefazione di Zena Roncada e nota di Giuseppe Ferrara
Introduce e dialoga con l’autore Zena Roncada.
Scrivere in uno dei dialetti più vicini a scomparire forse ha ancora un senso (e forse anche scriverlo in versi), così dopo tre anni «Edoardo Penoncini torna con la sua poesia al dialetto: lo fa come un segno di congruenza, perché chi ha tanto scavato nella propria terra, nel paesaggio delle cose e delle persone, rivivendoli poi nei propri versi, sente il bisogno di andarne a toccare la lingua, quella profonda, capace di conservare e custodire la matrice della vita. È la scelta di una poesia sempre in cammino, perché cerca le ragioni della sua necessità e sa trovarle non solo nei valori, negli amori, nei pensieri già affiorati in precedenti raccolte, ma anche in quel nodo d’intimità, di affetti familiari, di sensi e di sapienza che il dialetto tiene ben stretto, con pudore e con riserbo». (Dalla Prefazione di Zena Roncada).
Edoardo Penoncini (Ambrogio di Copparo – Fe, 1951) in versi ha pubblicato in italiano otto raccolte tra cui Qui non si arriva di passaggio. Ferrara musa pentagona, (2012), Vicus felix et nunc infelix. La luce dell’ultima casa (2015), L’occhio profondo (2018) e una in dialetto ferrarese Al fil źrudlà (2018); in uscita nel 2019 Al paréa un fógh ad paja. Ha ottenuto diversi riconoscimenti a livello nazionale sia per la poesia in italiano sia in dialetto.
Con il patrocinio del Gruppo Scrittori Ferraresi e dell’Associazione Culturale Tréb dal tridèl

Invito alla lettura giovedì 8 novembre 2018 ore 17

I racconti d’oro e d’argento di Tonio e Sante

La casa editrice ferrarese Argentodorato presenta due emozionanti racconti recentemente inseriti nel proprio catalogo.

Dialoga con gli autori Maria Gloria Panizza

Una luce nel buio di Francesco Corli e Alessandra Parmiani

Il sentimento è la bussola della vita, seguirlo può portarti a tesori nascosti. C’è sempre nebbia a Comacchio. La vita sembra essere scandita da precisi gesti rituali: per Sante, le sue abitudini sono quelle del pescatore, le stesse abitudini che gli hanno insegnato i suoi avi. Ma un giorno, un giorno che solo apparentemente è uguale a tutti gli altri, Sante intravede qualcosa nell’acqua, una luce che dirada il buio e la nebbia in cui vive. Scoprite (o ri-scoprite) una Comacchio completamente inedita, nella fiaba onirica evocata dalle magnifiche illustrazioni di Francesco Corli e dalle parole poetiche di Alessandra Parmiani. Un viaggio che parte dal più profondo dei desideri umani: la conoscenza.
Francesco Corli è nato a Ferrara il 12 ottobre del 1994. Fin da bambino si è appassionato alla pittura per poi approdare all’illustrazione, attraverso cui può liberare le sue capacità artistiche. Ha deciso di frequentare l’istituto d’arte Dosso Dossi di Ferrara. Alessandra Parmiani è nata a Porto Garibaldi il 25 gennaio del 1969. Partita dalla pittura, ha poi dato sfogo alla sua spiccata fantasia che da sempre la contraddistingue.

Tonio Gomitolo di Ignazia Di Liberto

«E che può fare un gatto?» «Quello che fanno i gatti. Balzare sulla tavola e rubare le sardine, rincorrere un gomitolo e sbandare a una curva, portare un topo vivo e lanciarlo per giocarci, infilarsi nel letto e dormire sul cuscino…». Questa è la storia di un’amicizia, istantanea e incrollabile, fra un gatto e un bambino molto speciale. Tonio soffre di una terribile malattia che sconvolge la sua mente e la sua famiglia, già provata dalla prematura scomparsa della mamma. Ma grazie a Gat, un piccolo soriano salvato dalla strada, inizia un insperato percorso di guarigione e adattamento. Una storia per ragazzi (e non solo) sul valore dell’a- micizia, l’amore per gli animali e l’accettazione della diversità dai delicati toni lirici, ispirata al classico di Sepulveda Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.
Ignazia Di Liberto È nata su un’isola, da dove l’Italia sembra un “continente” lontano. Eppure la sua lin- gua ammaliante, vera sirena irresistibile, è diventata il ponte naturale per avvicinarla e approdarvi. Ora vive sul Delta del Po, una specie di isola, dove si può esitare tra acqua salata, dolce e di Valle. Nessuna esitazione, però, nella scelta di insegnare nella scuola primaria per vent’anni, perché i ragazzi sanno che non c’è posto migliore della fragile isola del tesoro.
A cura di Argentodorato Editore

Eventi venerdì 9 e sabato 10 novembre 2018

TASSO MUSIC FESTIVAL

Festival diffuso per la valorizzazione del Tasso in Music Project

Venerdì 9 novembre ore 17

In queste dolci et amorose rime: riscoprendo Torquato Tasso attraverso la musica del suo tempo

Presentazione alla cittadinanza del “Tasso in Music Project”
Intervengono: Prof. Emiliano Ricciardi, General Editor e Direttore del Tasso in Music Project (University of Massachusetts-Amherst), Dott. Livio Ticli, comitato editoriale del Tasso in Music Project (University of Huddersfield); Dott. Marcello Mazzetti, comitato editoriale del Tasso in Music Project (University of Huddersfield)
Offerta Musicale a cura di Palma Choralis Research Group & Early Music Ensemble
Marcello Mazzetti – Liuto e voce; Livio Ticli – voce
L’importanza di Torquato Tasso per la storia della letteratura universale è un dato acquisito, soprattutto in una città come Ferrara che accolse, seppur in un rapporto non sempre facile, la produzione più importante del poeta. Che le sue opere più importanti, così come il corpus meno noto delle Rime, abbiano costituito le fondamenta per le affascinanti architetture sonore dei compositori fra 1570 e 1640 è, invece, qualcosa che, ancora oggi, rimane appannaggio degli specialisti di letteratura e musica tardo rinascimentale. La conferenza e l’offerta musicale intendono divulgare i risultati del Tasso in Music Project, un progetto di ricerca internazionale sull’intero corpus tassiano messo in musica e mettere in luce le potenzialità di questo strumento open access, utilizzabile sia dagli studiosi, sia da musicisti, studenti e appassionati di letteratura, poesia e musica.

Sabato 10 novembre ore 11

Tien l’altra un libro, e legge in basse note

Mostra, BiblioTour e Laboratorio sulla musica nell’epoca di Torquato Tasso
BiblioTour, Laboratorio e mostra a cura del Dott. Livio Ticli, Palma Choralis e University of Huddersfield, Dott. Marcello Mazzetti, Dipartimento di Musica Antica Città di Brescia e University of Huddersfield
Sono presenti alla mostra e intervengono: Prof. Emiliano Ricciardi, General Editor e Direttore del Tasso in Music Project (University of Massachusetts-Amherst); Dott.ssa Mirna Bonazza, Responsabile manoscritti e rari della Biblioteca Ariostea di Ferrara.
Alla base della costruzione della piattaforma open access del Tasso in Music Project, vi sono le fonti musicali e letterarie che trasmettono sia i testi poetici sia le composizioni basate sulla lirica tassiana. Tali fonti, manoscritte e a stampa, costituiscono il più prezioso tesoro che la storia abbia affidato alle Biblioteche e agli Archivi di tutto il mondo e che, purtroppo, per ragioni che riguardano la tutela e la fruizioni di tali rarità, giacciono silenti nei depositi di tali istituzioni senza poter parlare alla contemporaneità. La mostra dal titolo Tien l’altra un libro, e legge in basse note, tratto dal canto X della Gerusalemme liberata, intende non solo mostrare le sillogi musicali basate su testi tassiani, bensì ripercorrere, attraverso una selezione di stampe, manoscritti e volumi conservati press o la Biblioteca Ariostea, la genesi del testo musicale sia sotto il profilo compositivo ed editoriale, sia storico ed economico, rivelando i sottili rapporti fra poesia, musica e istituzioni ferraresi fra Cinque e Seicento. A corredo della mostra, e solo per questa giornata inaugurale, esperti di fama internazionale, condurranno i presenti in un laboratorio interattivo sulle fonti musicali rinascimentali, permettendo ai partecipanti di sperimentare dal vivo tutte le fasi che dalla pagina scritta portano alla performance musicale. Il Laboratorio, aperto alla cittadinanza, è particolarmente indirizzato agli studenti dei Licei e dei Conservatori di Musica.

Con il patrocinio del Comitato Nazionale V Centenario dell’Orlando furioso – Mibact

Argomenti vari, conferenza

Una geografia per la storia

lunedì 5 novembre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione del libro di Massimo Rossi

Edito da Fondazione Benetton studi e ricerche con Antiga edizioni (Treviso, 2016)
Dialogano con l’Autore Franco Cazzola e Anna Quarzi
Letture di Cristina Rossi
Nel Centenario della Grande Guerra porsi questo interrogativo significa riconsiderare il ruolo e il potere che ebbe il sapere geografico tra fine Ottocento e inizi Novecento, l’età dei nazionalismi, quando elaborare la carta della giovane nazione italiana significava esprimere speranze di redenzioni territoriali attraverso il disegno di nuovi confini. Ma la deriva nazionalistica impose anche nuovi nomi a luoghi e monti cambiando addirittura genere ai fiumi (la Piave/il Piave) semplificando un intenso dibattito che vide come protagonista il trentino Cesare Battisti.
Massimo Rossi, geografo storico, si è laureato con lode in Lettere all’Università di Ferrara e ha conseguito il dottorato di ricerca in Geografia storica presso l’Università di Genova. Vincitore di una borsa di studio della Newberry Library di Chicago, ha lavorato all’Istituto di studi rinascimentali di Ferrara come coordinatore dell’Archivio storico della cartografia estense. Ha insegnato Geografia allo IUAV di Venezia e all’Università di Ferrara. Socio della Deputazione di Storia Patria per le Venezie e membro del direttivo nazionale del Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici, è responsabile della Cartoteca e dell’area di ricerca Studi geografici della Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso.
A cura della Deputazione Ferrarese di Storia Patria e dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Spirito libero. Un giornalismo senza padrini né padroni

martedì 6 novembre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione del libro di Sergio Gessi

Prefazione di Paolo Pagliaro
Faust Edizioni, 2018
Ne parlano con l’autore Dalia Bighinati e Lucia Marchetti.
Sarà presente l’editore Fausto Bassini.
Il buon giornalismo richiede lucidità di analisi, capacità interpretativa, autonomia di pensiero e di giudizio, indipendenza intesa nella sua più ampia accezione. Serve, in sostanza, uno spirito libero e intraprendente, curioso e incoercibile per sostenere l’impegno di chi ha compito e dovere di presentare ai lettori non solo un’onesta ricostruzione dei fatti, ma anche plausibili interpretazioni, utili a comprendere il significato più ampio e profondo degli accadimenti e a desumere da essi la consapevolezza della realtà e del mondo in cui viviamo. Questo volume raccoglie riflessioni, interviste, storie di per sé significative e al contempo emblematiche e rappresentative di realtà più ampie, delle quali gli avvenimenti narrati sono specchio. Ferrara è attrice principale, ma in questo teatro entrano personaggi che evocano vicende di vasto interesse, nazionale e internazionale.
Dalla prefazione di Paolo Pagliaro: “Nel libro sono raccolti articoli, commenti, interviste che affrontano diverse questioni di interesse generale: dal tramonto delle ideologie alla rivoluzione digitale, dall’Islam alle migrazioni. Ma sullo sfondo o al centro c’è quasi sempre Ferrara. Un luogo dell’anima, si direbbe, ma anche l’archetipo della città mutevole, che si lascia amare ma non possedere. Che sorprende, scuote, tradisce”.
Sergio Gessi, 53 anni, è giornalista professionista dal 1993. Inizia a scrivere giovanissimo, a Ferrara, sua città di origine, sulle pagine locali del Resto del Carlino, dell’Unità e della Nuova Ferrara. Pubblica, fra gli altri, su il Manifesto, Cuore, la Nuova Venezia, il Sole 24 ore, Avvenimenti, Gambero Rosso e collabora con l’emittente televisiva Italia 7 Gold. Nel 1992 è assunto al quotidiano La Cronaca di Verona. In seguito (fra il 2002 e il 2009) è capo ufficio stampa del Comune di Ferrara e nel 2013 fonda il quotidiano online Ferraraitalia.it che tuttora dirige. Dalla metà degli anni ‘90 svolge anche attività di formazione e aggiornamento professionale per Ordini dei Giornalisti e Associazioni stampa in Valle d’Aosta, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Basilicata. È docente universitario, dapprima a Bologna e allo Iulm di Milano poi, dal 2002, all’Università di Ferrara (ove tiene i corsi di Analisi del linguaggio giornalistico, Teorie e tecniche delle pubbliche relazioni, Etica della comunicazione e dell’informazione). Ha due figli, Emanuele ed Efrem.

#I love videogame: accompagniamo i giovani nel mondo videoludico

Mercoledì 7 novembre 2018 ore 16,30

Biblioteca Giorgio Bassani Via G. Grosoli, 42 (Barco) Ferrara
Auditorium

Laboratorio per ragazzi per l’uso consapevole dei videogiochi

– Come sono fatti i videogiochi?#game_education
– Le regole per giocare online e offline#sicurezzadigitale
– Creiamo un videogioco:-)#digitalskills

Tra le iniziative organizzate in occasione dell’International Games Week 2018, la Biblioteca G. Bassani in collaborazione con Digitalmente.Me promuove un laboratorio, condotto da Luca Berti,  per educare i giovanissimi (10-13 anni) ad un utilizzo sano e consapevole dei videogiochi.
La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione al fine di una migliore organizzazione dell’attività.
Per informazioni e prenotazioni rivolgersi alla biblioteca Bassani al numero 0532797414 o inviare mail a info.bassani@comune.fe.it.

Argomenti vari

Lo stile italiano

Fonte: Claudio Risé

L’autore documenta attentamente quanto abbia danneggiato l’Italia
chi aveva puntato sulla quantità senza qualità. “Questa Italia perdente – nota ancora Benini – è però ancora in campo: prova in tutti i modi di continuare a creare problemi agli italiani appellandosi all’assistenza della politica e alla ricerca del privilegio delle rendite, degli incentivi e dei favori”.
Altro grande disastro era certo stata la svalutazione e perdita di identità delle scuole professionali e la politica fiscale ostile alla fortissima tradizione delle botteghe artigiane, osteggiate per ragioni di potere dai sindacati e dai partiti di massa di cui erano espressione. Ciò ha infatti prodotto una grande disoccupazione fra i giovani privi di formazioni professionali di qualità e d’altra
parte non interessati a percorsi universitari.

I né-né, giovani che non studiano né lavorano, un quarto circa dei giovani fra i 15 e i 35 anni, sono stati prodotti da questo disprezzo verso il lavoro manuale, da sempre privo di senso ma tuttora alimentato dalle burocrazie della vecchia politica.
Il danno provocato va oltre l’economia e ha messo a rischio saperi profondi, e l’equilibrio, anche territoriale, delle generazioni che vi sono state coinvolte.
“Artigianalità, spiega infatti Benini, è la connessione tra il cuore e la mente di un luogo, il metodo con cui si esprime il sapere e il sapore di un territorio, quella unicità che va sostenuta e promossa perché non è trasferibile altrove, ed è un patrimonio per tutti”. A valutazioni simili arriva d’altra parte anche tutto l’attualissimo campo di ricerca esposto da Luca Ciabarri nella recente raccolta di saggi: Cultura materiale, edito da Raffaello Cortina.
Un rischio ancora attuale, provocato proprio dal successo dello stile italiano, è quello della sua falsificazione. Per ogni prodotto italiano venduto nel mondo come italiano ce n’è un altro che finge di esserlo, ma non lo è, come il Parmesan che non è né italiano e tanto meno parmigiano; e negli USA si scoprì che veniva addizionato con trucioli di legno ricchi di cellulosa e pessimi per la salute. Più aumenta il successo del made in Italy, più aumentano anche i falsi. Ma è solo la conferma del successo.
Il valore dello stile italiano è la scoperta che si può vivere in un altro modo.
Non in “non luoghi” completamente artificiali, privi di vita e storia propria ma in territori carichi di energie creative consolidate nei secoli, con uno stile di vita attento al piacere (il gaudium, godimento, così importante anche nei Vangeli, come ricorda Benini), alla bellezza e alla convivialità, lontano dalla brutta cupezza delle ossessioni consumistiche. In un’attenzione al bello e al buono che impregna gli oggetti e chi li fa e li acquista, ma spinge anche tutti a guardare e salire molto più in alto.

libri

Colonia Italia

L’Italia colonia dell’impero britannico. Ecco le prove della guerra senza quartiere condotta per tutto il Novecento dalla diplomazia di Sua Maestà per controllare l’opinione pubblica italiana in funzione degli interessi economici e politici inglesi. Una guerra segreta perché combattuta con mezzi non convenzionali tra nazioni amiche e, per una lunga fase della loro storia, persino alleate. Invisibile ma non meno dura delle altre. E nella quale la stampa, la radio, la televisione, l’industria editoriale e dello spettacolo hanno avuto un ruolo preponderante. Il libro di Cereghino e Fasanella lo dimostra, prove (inedite) alla mano: la loro ricostruzione si basa su documenti del governo, della diplomazia e dell’intelligence del Regno Unito, rapporti confidential, secret e top secret declassificati in tempi recenti e a disposizione di giornalisti e studiosi. Basta consultarli, e le scoperte non mancano. Come lo schedario annualmente aggiornato dei “clienti” italiani (almeno mille negli anni Settanta) utili alla causa inglese e che viene in parte presentato in Appendice. Ma, al di là dei nomi coinvolti, ciò che è importante è rileggere la storia recente italiana dalla parte degli inglesi, il cui ruolo è sempre stato considerato secondario rispetto agli americani. Un grosso sbaglio. Se questi ultimi agivano esclusivamente in funzione anticomunista, gli inglesi combattevano anche “contro” quegli italiani – i De Gasperi, i Mattei, i Moro, solo per citarne alcuni – che mal sopportavano il ruolo di “protettorato” britannico. Una vera guerra che qui viene offerta, per la prima volta in tutta la sua portata politica, all’attenzione dell’opinione pubblica.

fumetto

Lucca Comics

Si apre alle ore 9 di mercoledì 31 OTTOBRE a Lucca il più importante appuntamento dell’anno per gli appassionati del fumetto, del libro da collezione, del collezionismo, Lucca Comics and Games 2018, un appuntamento imperdibile per centinaia di migliaia di appassionati, e al quale Elara, tradizionalmente presente, quest’anno diventa protagonista, per la concomitante uscita di uno dei libri più attesi e richiesti dagli appassionati del fumetto e da quelli di fantascienza: il primo volume della pubblicazione integrale cronologica delle strips di B. C., il personaggio creato dal genio di Johnny Hart che ha conquistato milioni di appassionati in tutto il mondo.

E per la prima volta al mondo, le avventure del più simpatico cavernicolo della storia del fumetto vengono pubblicate in eleganti volumi rilegati, in veste assolutamente cronologica e integrale, con il recupero anche di strips finora inedite che si ritenevano perdute.

La stretta collaborazione con gli eredi del grande disegnatore americano, la competenza e la capacità di Fabio Gadducci e Armando Corridore, che dell’opera sono i curatori, hanno permesso di dare vita a una sinergia sulle due sponde dell’oceano, per la gioia di un vastissimo pubblico come quello italiano.

Il primo volume, che contiene tutte le strips comparse negli anni 1958-1959, sarà presentato a Lucca nel corso di un evento sabato 3 novembre alle ore 15,30, Incontro con Fabio Gadducci, che parlerà appunto dì questa prima ed esclusiva edizione cronologica mondiale delle storie dell’allegra compagnia di cavernicoli creata dal geniale disegnatore americano.

Ci sono voluti anni di preparazione e lavoro per offrire al lettore italiano questa edizione che ci onora e, ci auguriamo, farà felici i lettori.

Lucca Comics & Games avrà come orario di apertura, tutti i giorni, le ore 9.00, con chiusura alle ore 19.00. Solo nella giornata clou di sabato la chiusura sarà alle ore 20.00.

Troverete lo stand di Elara quest’anno al Padiglione Napoleone, Stand NAP332.

Per i lettori che non potranno essere presenti a Lucca, informiamo che sono in corso le spedizioni dei volumi prenotati, che contiamo di concludere sabato. Chi non avesse ancora effettuato l’ordinazione meglio lo faccia al più presto: le richieste delle fumetterie e le vendite a Lucca dovrebbero ridurre di molto la prima tiratura, e chi non vuole essere costretto ad attendere una ristampa farà meglio ad affrettarsi…

 

Occorrono presentazioni particolari per annunciare l’uscita del primo volume di un altro dei grandi progetti che Elara sta silenziosamente preparando fin dall’inizio della sua esistenza? Crediamo che il disegnatore più famoso e amato da milioni di lettori in tutto il mondo, la cui celebrità è seconda soltanto a quella dello Schultz dei Peanuts, sia un mito sia per gli appassionati del fumetto, che sono centinaia e centinaia tra i nostri lettori (anche a causa del fatto che siamo la casa editrice con le maggiori frequenze a mostre e rassegne del fumetto in tutta Italia) sia tra gli appassionati di science fiction, che grazie a Urania hanno fatto anche in Italia del simpatico cavernicolo e della sua banda scatenata uno dei miti moderni di quell’arte ormai consacrata che sono i comics.

Grazie alla stretta collaborazione con gli eredi del grande disegnatore americano, è stato possibile, per la prima volta al mondo, ordinare cronologicamente le strips del grande disegnatore, dalla prima comparsa di B. C. sulle pagine del New York Herald Tribune nel febbraio 1958. Ognuno dei volumi, curati da due grandi conoscitori del fumetto, Fabio Gadducci e Armando Corridore, include in grande formato due annate delle irresistibili storie di Hart (del quale pubblicheremo anche l’altro straordinario personaggio, Il mago Wiz). Il primo volume, destinato a diventare un classico cult, è in stampa. Richiedetelo oggi stesso.

 

Collana Speciali COMICS no. 2 – Spe-C-002

B.C.

di Johnny Hart

Vol. I -1958 -1959

A cura di Armando Corridore e Fabio Gadducci

Un volume di 280 pagine

Rilegato

Formato 26 x 21,5

Prezzo Eur 19,50

editoria

Edizioni Della Vigna

La casa editrice Della Vigna, piccola ma apprezzata realtà imprenditoriale di Arese (MI) partecipa a ogni importante appuntamento di letteratura fantastica ed è stata presente anche a Stranimondi, convention che si è tenuta a Milano il 6 e 7 ottobre.
Fondata nel 2007 dall’ex docente di matematica, Luigi Petruzzelli, che ancora oggi guida la casa editrice, ha una gestione familiare, con collaboratori esterni per quanto riguarda le illustrazioni o le traduzioni. Marina Perrotta, moglie di Luigi, è un attivo punto di riferimento delle Edizioni Della Vigna. La grande passione per la fantascienza le è stata trasmessa dai genitori, forte lettrice di autori classici di tale genere (ma anche di biografie di personaggi di storia antica e contemporanea) ama soprattutto Stand Ed Della Vigna la science fiction televisiva e cinematografica a partire dai film in bianco e nero degli Anni ‘50 e ‘60 “con effetti speciali un po’ naif” per proseguire con Spazio 1999, Star Trek e Star Wars. L’incontro ‘fatale’ di Marina, all’ultimo anno di Istituto magistrale con il prof. Petruzzelli (insieme a Marina nella foto accanto) ha fatto il resto. E così dopo il matrimonio e la messa al mondo di due bimbi, ha appoggiato appieno la scelta di Luigi di dare vita alla ‘fantastica’ avventura editoriale.
“La casa editrice – ci ha riferito Marina nel corso di Stranimondi – ha superato oramai i dieci anni e in tale occasione abbiamo fatto una grande festa. Il mio ruolo è dare una Logo Ed Della Vigna mano a Luigi, quando posso, poiché ho già il mio lavoro e il difficile ruolo di mamma. Fondamentalmente leggo e aiuto nella selezione dei manoscritti che arrivano”. Oltre ai Saloni letterari a Marina piace molto frequentare le reunion di fan con noti attori di sf del passato. A settembre ha partecipato alla SpaceCon One di Modena. Qui gli ospiti d’onore sono stati la bella psiconiana Maya alias Catherine Schell, l’attore John Hug ossia il pilota “Manica Rossa” e Sarah Douglas, interprete dell’enigmatica Crisalide Bruna.
“E’ stato bello incontrarli, conversare e cenare con loro – ha evidenziato Marina – . Sono stati tutti molto cordiali. L’evento è stato ben organizzato e Quasar-Demolita sicuramente da ripetere. Frattanto, al momento mi sto rivedendo tutti gli episodi della prima serie”.
Infine, ci siamo soffermati sulle novità in uscita delle Edizioni Della Vigna: a breve sarà pubblicato il numero natalizio di “Quasar”, per il quale è già stata realizzata la copertina con l’albero di Natale. Inoltre, è pronta una riedizione dell’avventuroso romanzo di Ulisse Grifoni “Dalla terra alle stelle” risalente alla fine del 1800 e un romanzo distopico di Pierfrancesco Prosperi, che riguarda un ipotetico nuovo processo di Norimberga. Insomma, nuovi testi di grande qualità da non lasciarsi sfuggire!

Filippo Radogna

L’articolo Marina Perrotta e le Edizioni Della Vigna proviene da Associazione World SF Italia.

autori, Letteratura

Charles Bukowski

«Gente pazza veniva a trovarmi – nazisti, anarchici, pittori, musicisti, scemi, geni e scrittori scadenti. Mi confidavano tutte le loro idee pensando che io potessi capirle. Certe notti mi guardavo intorno e c’erano tra otto e quattordici persone sedute in giro sul tappeto, e io ne conoscevo solo due o tre»: Charles Bukowksi era uno scrittore irriverente, non conformista, estraneo ai circoli borghesi e la sua esistenza era costellata di incontri impossibili o imprevisti. Anche la sera nella sua abitazione. Nel ventennale della scomparsa, Roberto Alfatti Appetiti ha curato una documentata biografia dell’autore di Post Office, cadenzando in dieci capitoli l’esistenza artistica, ora scombinata ora surreale, di uno scrittore amato da generazioni di irregolari.
«Bukowski», scrive Alfatti Appetiti, «non parla di cose sicure, i figuranti della sua giostra, in bilico tra miseria, assurdità e follia, non hanno rete di protezione e neanche Bukowski ne ha. Non si riveste da portavoce o scrittore. Parla di sé, rielabora immaginificamente le proprie esperienze, le insaporisce, ma senza infingimenti. Esibisce con noncuranza difetti e debolezze, ostenta incoerenze e crudeltà». Aveva un talento speciale, al quale univa la passione per gli irregolari della letteratura dai quali traeva ispirazione e citazioni. Amava, tra gli altri, Ezra Pound, Louis Ferdinand Céline, Knut Hamsun, Fedor Dostoevskij. I suoi scritti, anche se possono apparire nichilisti, hanno la capacità di indicare una strada per comprendere o conoscere l’animo umano. Si portava dietro la fama di «nazista» e nel libro c’è un capitolo ad hoc, «Camerata Bukowski», nel quale è narrata la genesi di questa «collocazione» che Buk alimentava per il gusto di «épater le bourgeois».

E se l’opinione pubblica americana, ai tempi del secondo conflitto mondiale, era tutta orientata contro la Germania nazionalsocialista, Bukowski non si allineava: «Quanto a me, non avevo nessuna voglia di andare in guerra per proteggere il tipo di vita che conducevo o salvaguardare il mio futuro. Non avevo libertà. Non avevo niente. Forse, con Hitler al governo, mi sarebbe toccata un po’ di fica ogni tanto, e magari qualcosa di più del dollaro a settimana che mi passavano i miei genitori. Non avevo niente da perdere».

In queste posizioni non c’è un sottofondo di elaborazione ideologica, ma «naturale spirito di contraddizione», rivelato con franchezza. «Non ero nazista per carattere o per scelta», spiegava, «ma erano gli insegnanti ad appiccicarmi addosso quell’etichetta, con il loro atteggiamento conformista, le loro idee conformiste e i loro pregiudizi antitedeschi». Ammirava molto Céline: «Gli hanno fatto tirare fuori le budella e lui ha riso e ha costretto loro a ridere. Un uomo molto coraggioso. Mi piace il coraggio. Mi piace vederlo dappertutto. (…) È una questione di stile, che è l’unica cosa che ci resta».

La raffinata biografia di Alfatti Appetiti è piena di aneddoti e di richiami ai romanzi e alle poesie, che costringeranno piacevolmente il lettore a cercare nella più vicina biblioteca o libreria i testi del genio americano, provando una lucida empatia per Buk e la sua visione del mondo, che resta straordinariamente attuale nei nostri tempi, nei quali si afferma un opprimente pensiero totalitario globalista: «L’unica cosa che possiamo fare è opporci come meglio ci riesce alla forza della corrente. Ecco perché mi interessano tanto le corse dei cavalli, credo: la bellezza della sconfitta, la laboriosa opposizione all’irresistibile matematica della morte». In conclusione la forza narrativa di Tutti dicono che sono un bastardo è anche nella musicalità del racconto di Alfatti Appetiti che, pagina dopo pagina, ci accompagna nel mondo di Bukowski al punto che sembra di sentire il rumore della macchina da scrivere dell’autore di Factotum o il profumo delle sue sigarette in una di quelle notti interminabili che possono conoscere soltanto gli spiriti liberi.

*Tutti dicono che sono un bastardo. Vita di Bukowski di Roberto Alfatti Appetiti
(Bietti edizioni, 2014 – Pagg. 331 – € 19)

biblioteca, conferenza

Ferrara moderna

Ferrara moderna nell’Album dell’ingegnere Carlo Savonuzzi

lunedì 29 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione del libro di Ramona Loffredo

Paolo Emilio Persiani, 2018
Dialoga con l’autrice Francesco Scafuri, Responsabile dell’Ufficio Ricerche Storiche del Comune di Ferrara
Interverrà l’Assessore ai Beni Monumentali del Comune di Ferrara Aldo Modonesi
Le quasi 100 fotografie in bianco e nero dell’album di Carlo Savonuzzi testimoniano momenti salienti dell’architettura del ‘900 ferrarese e diventano l’occasione per resti­tuire, arricchita di nuovi e inediti appro­fondimenti, la storia dell’ingegnere che ha avuto un ruolo fondamentale nel disegno del volto di Ferrara moderna. Oltre alle principali opere pubbliche, fra cui spiccano la scuola Alda Costa e il ser­batoio monumentale dell’Acquedotto co­munale, ampio spazio è dato a opere meno note o addirittura sconosciute ascrivibili all’attività di ingegnere comunale e a quella di libero professionista. Savonuzzi e Ferrara sono al centro del racconto che si sviluppa attorno a questo straordinario album, preziosa e insostituibile autobiografia per immagini.
Ramona Loffredo, architetto libero professionista, opera principalmente nel campo della ricerca storica finalizzata al restauro e alla valorizzazione di edifici storici in ambito bolognese e ferrarese. Ha pubblicato, tra gli altri, alcuni saggi sulle opere e sull’archivio professionale di Carlo Savonuzzi, a cui dedica studi dal 2006.

Nel labirinto della natura

martedì 30 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Scienza, simboli ed emblemi nell’opera di Joachim Camerarius

Conferenza di Patrizia Castelli (UniFE)

L’opera completa di Joachim Camerarius il Giovane (1534-1598), medico e  botanico tedesco, mette in stretta relazione gli emblemi con la storia  naturale secondo un ordine enciclopedico che fornisce una sistematica  interpretazione simbolica della botanica e della biologia del xvi secolo.  Il volume dedicato alle piante è il primo (1590) della serie, a cui seguono  altri tre dedicati, rispettivamente, ai quadrupedi, ai volatili ed infine  agli animali acquatici, quest’ultimo pubblicato postumo dal figlio Ludwig  nel 1609. In seguito i quattro volumi furono riuniti in un’unica edizione. La mastodontica opera di Camerarius, che rispecchia il generale  rinnovamento della scienza e contemporaneamente mostra l’attenzione verso  la ‘moda’ degli emblemi, ormai invalsa in tutta Europa, costituisce un  insostituibile repertorio non solo per gli studiosi di emblematica, ma  anche per chi si occupa della storia delle scienze in età moderna.
Per il ciclo “Testo e contesto” a cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

La cultura figurativa di Dante: fonti e testi

mercoledì 31 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Conferenza di Alda Pellegrinelli

Presenterà e dialogherà con l’Autrice Nicoletta Zucchini del Consiglio Direttivo del GSF
In nessuna delle sue opere Dante ha la pretesa di formulare una nuova, sistematica teoria estetica, ma all’interno di esse sovente sono enunciate o operanti concezioni sul bello e sull’arte che mettono in luce una conoscenza ampia e approfondita delle problematiche relative alla visione e all’arte in generale. Intento della relatrice è di mettere a fuoco, per sommi capi e con opportuni richiami, quali siano state le fonti sulle quali Dante si è formato questa cultura figurativa e quali i testi visivi che possono averla ispirata.
Con il Patrocinio del Gruppo Scrittori Ferraresi.

Giochi tra i Libri alla biblioteca di Porotto

Sabato 10 novembre 2018 dalle ore 9,30 alle ore 12.30

Biblioteca Aldo Luppi – Porotto Via Arginone, 320 Ferrara

In occasione della giornata mondiale del gioco in biblioteca apertura straordinaria

Anche la biblioteca di Porotto Aldo Luppi aderisce alla settimana mondiale del gioco in biblioteca ( 5 – 10 novembre 2018 ) con giochi da tavolo a disposizione degli utenti durante tutta la settimana e apertura straordinaria Sabato 10 novembre 2018 con giochi realizzati dagli alunni delle terze medie della scuola De Pisis e torneo di VEGEtables*.

   “La gente non smette di giocare perché diventa vecchia; diventa vecchia perché smette di giocare.”
Oliver Wendell Holmes Jr.

*LA SCHEDA di VEGEtables a cura degli organizzatori
VEGEtables è l’unico gioco nato in Italia che sia mai diventato disciplina ufficiale del Mind Sports Olympiad di Londra.
Il gioco in breve. VEGEtables è un gioco di carte per 2-5 giocatori nel quale si simula la coltivazione di un campo di verdure dalla aratura fino al raccolto. L’ambientazione è solo un pretesto per imbastire un bel gioco astratto che si basa sulla meccanica del blocco.
Lo scopo del gioco è quello di raccogliere il maggior numero di punti completando le sequenze delle verdure. Non importa chi inizia la sequenza, ma chi la termina, infatti chi effettua il raccolto del campo raccoglie i punti. Bisogna quindi stare attenti di non favorire i propri avversari nella chiusura dei campi e quindi spesso conviene giocare poche carte necessarie per la propria strategia e non mettere in campo tutte le carte disponibili. Ma ci sono anche altri modi per fare punti rendendo il gioco e le strategie molto varie. Il gioco termina quando un giocatore finisce le carte che ha a disposizione.
Durante un turno un giocatore deve giocare almeno una carta ma può giocare tutte le carte che vuole in modo da far avanzare una o più campi… ma si deve stare attenti a non favorire il gioco degli avversari. Non sempre giocare tutte le carte che si hanno in mano è utile per chiudere la partita ed essere il primo giocatore a terminare le proprie carte. Spesso invece… è meglio non giocare qualche carta dalla propria mano in modo da bloccare l’avversario prima che possa completare una sequenza.

La geografia serve a fare la guerra? Geografi, nazionalismi e confini “naturali”

lunedì 5 novembre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione del libro di Massimo Rossi

Edito da Fondazione Benetton studi e ricerche con Antiga edizioni (Treviso, 2016)
Dialogano con l’Autore Franco Cazzola e Anna Quarzi
Letture di Cristina Rossi
Nel Centenario della Grande Guerra porsi questo interrogativo significa riconsiderare il ruolo e il potere che ebbe il sapere geografico tra fine Ottocento e inizi Novecento, l’età dei nazionalismi, quando elaborare la carta della giovane nazione italiana significava esprimere speranze di redenzioni territoriali attraverso il disegno di nuovi confini. Ma la deriva nazionalistica impose anche nuovi nomi a luoghi e monti cambiando addirittura genere ai fiumi (la Piave/il Piave) semplificando un intenso dibattito che vide come protagonista il trentino Cesare Battisti.
Massimo Rossi, geografo storico, si è laureato con lode in Lettere all’Università di Ferrara e ha conseguito il dottorato di ricerca in Geografia storica presso l’Università di Genova. Vincitore di una borsa di studio della Newberry Library di Chicago, ha lavorato all’Istituto di studi rinascimentali di Ferrara come coordinatore dell’Archivio storico della cartografia estense. Ha insegnato Geografia allo IUAV di Venezia e all’Università di Ferrara. Socio della Deputazione di Storia Patria per le Venezie e membro del direttivo nazionale del Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici, è responsabile della Cartoteca e dell’area di ricerca Studi geografici della Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso.
A cura della Deputazione Ferrarese di Storia Patria e dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara